Oggi alle prime luci dell'alba in
svariate città è scattata una vasta operazione di polizia che ha
portato al fermo di 25 persone, all’obbligo di dimora per altre 15
e un divieto di dimora a Torino nei confronti di alcuni partecipanti
alle mobilitazioni di quest'estate contro la Tav in Val Susa.
Questa
è una chiara operazione intimidatoria, mirata a minare nuovamente
quella che è una delle più grandi forme di resistenza che negli
ultimi anni si sono espresse, una mobilitazione che unisce non solo
una valle intera, ma l'Italia dallo stretto alle alpi e che sa
parlare a tutta l'Europa.
La battaglia No Tav è una battaglia di
tutti e quest'estate eravamo in migliaia, in quei boschi, a mettere
in gioco i nostri corpi e a difenderci dalla vera violenza con gas
tossici sparati come proiettili e pietre lanciate dai cavalcavia da
criminali in divisa.
Le immagini di quella giornata, di un'intera valle militarizzata dallo Stato e della necessaria resistenza collettiva, allora oscurate dai media, ora diventano il pretesto politico di questo governo per criminalizzare tutti i movimenti che lottano per un altro modello economico e sociale e per riprendersi la democrazia.
Si colpisce la Val Susa e nel contempo si mandano chiari segnali alle molteplici esperienze territoriali che contrastano le devastazioni ambientali, agli studenti che difendono l'istruzione pubblica, ai lavoratori e precari che vogliono diritti e reddito. Ma non ci fate paura, le vostre manette per difendere i profitti di pochi non fermeranno la voglia di cambiamento!
Esprimiamo solidarietà a tutti i colpiti dalle misure e chiediamo l'immediata scarcerazione degli arrestati.
La libertà è tutto! Liberi subito!
Cso Bruno centrosocialebruno.it
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Nella giornata di oggi 26 gennaio in molte province di quasi tutta Italia più di 40 provvedimenti di polizia (arresti in carcere e domiciliari, obblighi e divieti di dimora, perquisizioni) hanno colpito attivisti dei movimenti No TAV in riferimento ai fatti in Valsusa nell'area del cantiere non cantiere di Chiomonte e Giaglione il 27 giugno e il 3 luglio scorsi: lo sgombero violento del presidio La Maddalena e la risposta dopo sei giorni di molte decine di migliaia di persone arrivate da ogni angolo del paese. I reati contestati sono i soliti che conosciamo: resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento. Conosciamo anche la pratica di rovesciamento della realtà che sta dietro queste operazioni. In Valsusa contro una popolazione che resiste compatta ad un progetto inutile e devastante viene esercitata da venti anni da parte dello Stato una violenza enorme, sistematica che non ascolta ragioni, vuole imporre opere non condivise, protegge gli interessi economici forti, disperde risorse pubbliche sottratte alle spese sociali, perseguita i militanti No TAV, massacra di botte e di lacrimogeni sparati sull’uomo chiunque si interponga. Non è tutto ciò che piegherà l’opposizione alle opere grandi né in Valsusa né altrove. Oggi però non può sfuggire che - nello stesso momento in cui il Governo Monti rilancia l’ingegneria finanziaria per continuare a costruire opere sbagliate producendo altro debito pubblico in buona parte occulto - i tempi di questo intervento di polizia corrispondono perfettamente al bisogno di delegittimare e intimorire non solo i movimenti No TAV ma tutta la resistenza che sta salendo in Italia contro manovre economiche che non affrontano le cause della crisi e ne fanno pagare i costi solo alle fasce più deboli della popolazione.
Anche in Trentino e in Alto Adige vogliono costruire il TAV. E a chi sioppone è riservato lo stesso trattamento della protesta in Valsusa.
Il progetto della nuova ferrovia del Brennero promette costi enormi,
devastazioni dell’ambiente, disagi imponenti: 218 km di linea dal Brennero a Verona, circa 35 miliardi, grandi interferenze sulle risorse idriche, cantieri diffusi fino al 2050. Il tutto per un’opera inutile propagandata come soluzione al traffico merci su strada che serve invece solo ai profitti dei grandi
costruttori.
Per dire NO al progetto TAV in Trentino manifestazione a Trento il 5 maggio 2012.
Coordinamento Trentino No TAV
No Tav Brennero

