Corrispondenza di Massimo Torelli da Firenze sull'omicidio di due senegalesi

Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike i tre gravemente feriti(*)

Firenze – Uccisi per mano razzista Mor Diop e Modou Samb, altri tre gravemente feriti

Sabato 17 dicembre ore 15 Piazza Dalmazia - Manifestazione antirazzista

13 / 12 / 2011

Succede a Firenze in due differenti mercatini rionali della città, in una giornata tersa e normale come sempre nel gelido inverno della città toscana.
Le persone uccise a freddo con diversi colpi d’arma da fuoco sono due venditori ambulanti senegalesi, uccisi mentre lavoravano – dopo anni di sacrifici e quanti sacrifici per mantenere la regolarità del soggiorno lo sappiamo bene – esclusivamente perché migranti e di colore.
Non ci sembra possibile nessuna altra analisi o motivazione dietro il lucido gesto di chi armato da violenza razzista ha ucciso senza pietà.

Può chiamarsi follia questa come ci stanno propinando i media mainstream o forse è meglio dire che si tratta di un lucido gesto pensato e calcolato?!

E poi come si chiamano i due uomini uccisi senza pietà?! Non hanno diritto ad avere un'identità, uno nome?!. 

Anche se non ci sono conferme ufficiali sulla matrice del gesto a noi è tutto già chiaro. L’assassino Gianluca Casseri è noto per essere vicino agli ambienti dell’estrema destra (dalle prime informazioni Casseri era iscritto a Casa Pound e frequentatore del gruppo di Pistoia) come denotano anche le sue attività di “scrittore” consultabili in diversi link rintracciabili in rete.

Casseri era iscritto a Casa Pound, movimento della destra radicale che si autodefinisce «fascista del terzo millennio», lui era parte di quell'arcipelago, altro che depresso e folle. Era folle quando presentava i suoi libri invitato dai vari circoli?!

L’uomo originario di un comune nel Pistoiese bloccato in un parcheggio sotterraneo - durante un conflitto a fuoco - è rimasto ucciso, non è ancora chiaro se si sia suicidato o se sia stato colpito.
Nel frattempo, in queste ore, la comunità senegalese che si è raccolta nei pressi di piazza Dalmazia dove sono avvenuti i due omicidi della tarda mattinata dopo un momento di raccoglimento e preghiera per i loro fratelli uccisi, ha mostrato tutta la sua rabbia e indignazione muovendosi in corteo spontaneo verso la Prefettura.
In 200 hanno bloccato i viali al grido di "Vergogna non si può morire così. Razzisti Razzisti" e staccato alcuni cartelli della segnaletica stradale. Non credono alla versione soft che le forze dell’ordine ribadiscono cercando si calmare la situazione, "si tratta di un folle, depresso...".
La tensione rimane molto alta soprattutto dopo la conferma delle "simpatie" politiche di estrema destra dell’assassino, è intervenuto anche il reparto celere in assetto antisommossa a presidiare la situazione, mentre si è riunito il Tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, presente anche il Sindaco, Matteo Renzi.
Nel frattempo un altro gruppo di senegalesi si è radunato nei pressi del mercato di San Lorenzo dove è avvenuta la seconda sparatoria e sta decidendo come muoversi in una sorta di assemblea improvvisata. Intanto i movimenti cittadini antirazzisti si stanno organizzando, domani pomeriggio alle ore 18 è previsto un presidio e una fiaccolata in piazza Dalmazia che lancerà la manifestazione antirazzista di Sabato 17 dicembre alle ore 15 con partenza sempre da Piazza Dalmazia.
Dopo i tentativi di linciaggio e l’assalto al campo rom di Torino pochi giorni fa, l’ennesimo atto di violenza razzista che mostra come decenni di cultura e politica intrisa dalla xenofobia, dalla tautologia della paura, dalle decostruzione della sfera dei diritti umani nonché da un processo più generale di clandestinizzazione dei diritti stanno producendo i loro effetti nella pancia della società italiana.

Tratto da Progetto Melting Pot

Rassegna stampa:

- L’Unità

-  Repubblica Firenze

- Corriere Fiorentino

(*)  Le vittime sono Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni. I feriti sono Moustapha Dieng, 34 anni, ricoverato in prognosi riservata a Careggi. Sougou Mor 32 anni, e Mbenghe Cheike, 42 anni sono in condizioni meno gravi

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