Guai a chi critica

13 / 3 / 2012

Il Forum Mondiale dell'acqua, la grande kermesse organizzata dalle multinazionali del settore e legittimata dalla presenza di 140 governi, ha aperto le porte nel segno della repressione. L'evento era stato inizialmente pensato come passerella elettorale per Nicolas Sarkozy, ma si appresta a essere un grande flop in termini di partecipazione e attenzione dell'opinione pubblica. Per questo il presidente francese ha preferito dare forfait all'ultimo momento e delegare l'anonimo primo ministro François Fillon al ruolo di cerimoniere. Ciò non è bastato ad allentare la morsa della sicurezza che, nel giorno di apertura ha avuto l'esplicito ordine di allontanare qualsiasi voce critica, compresa quella de il manifesto. In occasione di molti vertici internazionali la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale ha collaborato con il giornale, ricevendo sempre un regolare accredito stampa. Non era mai successo che al momento del ritiro del pass di accesso all'area dei giornalisti qualcuno venisse circondato dalla polizia, perquisito, chiuso in un blindato e trasportato in un commissariato per essere rilasciato dopo diverse ore senza spiegazioni.

Fermo avvenuto in seguito a un lavoro di inteligence, con fotografie alla mano scattate nei giorni precedenti in luoghi pubblici della città, e quindi attraverso avvistamenti e pedinamenti.
È quanto accaduto ieri alla sottoscritta, a Marek Rembowski, altro attivista del Forum Italiano Movimenti per l'acqua e ad almeno altri 10 mediattivisti francesi e spagnoli muniti di accredito stampa. Un'operazione capillare, finalizzata a mettere il bavaglio a qualsiasi voce critica o forma dialettica di dissenso. Il rilascio dei fermati è infatti avvenuto esattamente al termine della cerimonia di apertura, quando non c'erano più notizie da raccontare. D'altra parte anche nella conferenza stampa che si è tenuta in serata, ai giornalisti è stato proibito di avanzare qualsiasi domanda. Ma non è tutto. Il flash mob organizzato da un centinaio di attivisti davanti le porte del forum si è trasformato in un fermo collettivo. Il gruppo è stato circondato da un cordone di poliziotti che hanno bloccato le persone per due ore sotto il sole, impedendo a chiunque di allontanarsi. Un clima inquietante, avvenuta nel cuore di quell'Europa che pretende di dettare le ricette economiche all'intera Ue. Appare sempre più evidente che alle politiche di austerity procedono di pari passo con politiche repressive e di privazione del diritto di privacy, informazione e libera circolazione.
Marsiglia si presenta quindi come banco di prova, le più grandi multinazionali dell'acqua sono francesi e giocando in casa non hanno alcuna intenzione di rischiare che l'inganno venga smascherato. Ovvero che si denunci l'emergenza democratica di una delega in bianco che i governi stanno dando al settore privato per l'intera gestione delle risorse idriche del nostro pianeta. Delega che verrà respinta al mittente dalla società civile che mercoledì si riunirà a Marsiglia in occasione del Forum Alternativo dell'acqua (www.fame2012.org) che si concluderà il 17 con una manifestazione internazionale. Il Forum Italiano Movimenti per l'Acqua è presente con una folta delegazione che non si farà mettere il bavaglio e continuerà a raccontare ciò che accade sul manifesto e sul blog www.famedacqua.it.
* Campagna Riforma della Banca Mondiale

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