In seguito all’occupazione di venerdì scorso da parte del Mezza Canaja di una fabbrica dismessa da anni in via della Marina, ci sentiamo di darle la nostra massima solidarietà. Crediamo infatti che un’esperienza di autogestione come questa, avendo avuto anche noi modo di conoscerla bene e di capire cosa significhi veramente autogestione, sia oggi fondamentale a Senigallia.
E’ doveroso ringraziare il Mezza Canaja per l’enorme contributo che porta ed ha portato ad ogni tipo di lotta sociale in questa città. Quando parliamo di Mezza Canaja, parliamo di condivisione di idee, di lotte e obbiettivi, parliamo di un sentimento condiviso che mira a prendere le decisioni in prima persona e non lasciare che cadano sulle nostre teste, parliamo della possibilità di decidere del nostro futuro, di organizzazione sociale che è protagonista nelle sue scelte, di collettivi, comitati e coordinamenti; di Zenit, No Complanare, Difesa Scuola Pubblica e Migranti.
Molte di queste realtà, compreso il Mezza Canaja, spesso si sono intrecciate tra loro. Crediamo che sia proprio questo uno dei motivi per cui questi movimenti autorganizzati siano forti e incisivi nel nostro territorio: condividere le lotte significa messa in comune di esperienze e percorsi, idee, consigli e critiche.
Essendo il Mezza Canaja fondamentale nei percorsi, nei conflitti e nelle lotte sociali del territorio, ci sembra chiaro che non possa assolutamente fermarsi qua questa esperienza politica, sociale e culturale. E’ oggi impensabile fare a meno del Mezza Canaja, non solo per quanto riguarda il nostro collettivo di studenti, ma per l’intera città.
Credendo quindi che questa realtà debba assolutamente continuare ad esistere e condividendo a pieno quanto scritto nel documento politico pubblicato dal CSOA dopo l’occupazione, non possiamo dire altro che questa occupazione è giusta!
Collettivo Studentesco Zenit
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I markijugglers (giocolieri marchigiani) e gli artisti di strada, esprimono massima solidarietà all’occupazione dello stabile dismesso a Senigallia in via della Marina da parte del Mezza Canaja.
Negli ultimi due anni nell’ ex ENEL, grazie al Mezza Canaja e al Cirko Canaja (struttura interna ad essa) abbiamo potuto incontrarci, allenarci, socializzare all’ interno della palestra che ci è stata messa a disposizione, il tutto in modo libero e gratuito.
Nel 2008 e nel 2009 è stato possibile grazie ad un organizzazione impeccabile, la quarta e la quinta edizione del Markijuggling, un evento che ha portato circa 200 giocolieri da tutta Italia, cosa che ha fatto sì che Senigallia fosse conosciuta non solo per le manifestazioni conclamate (Caterraduno e Summer Jamboree).
Noi crediamo che realtà come il Mezza Canaja debbano continuare ad esistere ed essere attraversate da un sempre maggior numero di persone; solo cosi si potrà comprendere l’ immenso patrimonio socio-culturale che porta alla città e ai suoi abitanti.
Quindi: NOI SIAMO CON IL MEZZA CANAJA ED IL CIRKO CANAJA.
Markijugglers e artisti di strada
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Il governo Berlusconi con l’irresponsabile taglio dell’Ici ha tolto una delle maggiori risorse ai comuni d’Italia. Tranciando di netto i guadagni attinti da questa tassa ha lasciato le casse di molti comuni , compreso quello di Senigallia, sul lastrico. Molte amministrazioni comunali hanno bilanciato questo improvviso vuoto dando inizio ad una nuova era di speculazione edilizia senza precedenti. Una colata di cemento che ha risucchiato spazi verdi e pubblici dando inizio ad una pauperizzazione del pubblico a favore della privatizzazione più becera.
Ora nuovi lotti di terreni pubblici vengono ceduti ai privati, strade vengono costruite alimentando speculazione, cementificazione e distruzione del nostro paesaggio. Le concessioni di edificabilità vengono fatte a mani aperte e occhi chiusi
Ora siamo arrivati infondo al tunnel, ora non esistono più spazi pubblici, tutti gli edifici pubblici sono stati o si stanno cedendo a privati. Le realtà associative che intendo iniziare un progetto politico o sociale, attendono anni senza che gli venga concessa una sede, questo perché non ci sono più edifici pubblici.
Le associazioni che hanno ancora in concessione un edificio pubblico, sono legate ad un meccanismo clientelare che li vincola all’amministrazione comunale, ovvero non devono darle fastidio. Un esempio è la Ass. Multietnica che ormai avendo perso ogni rappresentanza dei migranti si limita ad organizzare festicciole etniche, senza mai entrare nel merito dei problemi sociali legati a questo tema
In questo caos il csoa Mezza Canaja ha deciso di svincolarsi da queste logiche e prendersi un edificio lasciato a marcire in uno stato di abbandono da anni, riappropriandosi del diritto ad esistere e percorrendo una via che rappresenta una minaccia al modus operandi della giunta attuale.
Noi Coordinamento Migranti “Terza Italia” attendiamo da un anno invano che ci venga concessa una sede, nonostante siamo l’unica realtà che rappresenti i migranti e che possa interloquire in loro nome.
A nome degli immigrati senigalliesi, diamo la nostra solidarietà al csoa Mezza canaja, sapendo benissimo che la strada per una sede e la stabilità, ancor più oggi, passa per la capacità, attraverso la lotta, di ridefinire il rapporto contrattuale e di forza tra soggetti sociali, il pubblico e il privato, tra chi quotidianamente senza soldi, sedi e opportunità, si batte per una condizione di vita migliore e per una giustizia sociale in questo paese e chi specula sulle nostre vite e i nostri territori.
Coordinamento migranti “Terza Italia”
----Nella nostra ambizione di rivoluzionari cerchiamo di camminare il più in fretta possibile,aprendo nuove strade,ma sappiamo che dobbiamo trarre alimento dalla massa e che essa potrà avanzare più rapidamente solo se la incoraggiamo con il nostro esempio.
Se fossimo a Cuba ora non staremmo qui a discutere sul problema dello spazio pubblico o della messa all’asta del territorio; semmai sarebbero gli speculatori ad avere qualche problemino! Non se ne discuterebbe perché in una Repubblica la “cosa pubblica” è un diritto,non una concessione fatta con domande, marche da bollo, e soprattutto attese e speranze.
Perché in un paese civile non si devono pagare affitti per spazi in cui organizzare iniziative o mendicarli a partiti in cambio di favori. Nella nostra città questo è il problema; a Senigallia non ci sono più spazi pubblici e la difficoltà che incontrano associazioni, aggregazioni o singoli cittadini per organizzare iniziative politiche, incontri o semplici discussioni è reale. Un tempo almeno ci si poteva incontrare ai giardinetti, ma oggi al loro posto sono sorti palazzi o stanno per nascere “grandi opere pubbliche” che beneficiano poco il pubblico ma parecchio il privato! Però qualcuno ha deciso di riappropriarsi dei propri diritti e di occupare un’ ex fabbrica abbandonata da anni che con la sua chiusura ha creato disoccupati e che ora è in mano alla speculazione immobiliare.
Crediamo che quest’azione sia da esempio per tutti coloro che necessitano di uno spazio per poter lavorare ed esprimersi perché è sì vero che “le idee non muoiono mai”, ma se non concretizzate sono destinate a restare tali.
Associazione Italia-Cuba
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Il Coordinamento in Difesa della Scuola Pubblica di Senigallia, formato da genitori, studenti, precari e insegnanti, esprime una sincera solidarietà al centro sociale Mezza Canaja al quale ancora una volta viene negato spazio fisico e agibilità politica.
Un centro sociale autogestito, composto da giovani e studenti, che da diversi anni si impegna nel sociale per la difesa del territorio, per i diritti dei migranti, il diritto alla casa e al lavoro.
Una struttura importante che molto si è spesa per la difesa della scuola pubblica, anche all’interno del Coordinamento di cui ha condiviso il percorso.
Riteniamo che sia necessario, nella nostra città, garantire ai giovani uno spazio autogestito e un luogo di aggregazione per continuare le attività e le iniziative svolte in questi ultimi cinque anni.
Coordinamento in Difesa della Scuola Pubblica Senigallia
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Come residenti di quartiere, in questi giorni stiamo sperimentando sulla nostra pelle una forma di violenza dei luoghi e dell’ambiente circostante, messa in atto dalla ditta di Società Autostrade, che ci ferisce.
Due sono gli spazi particolarmente aggrediti dalle ruspe della Pavimental e cioè l’incrocio tra Strada della Marina e via Mattei e nella zona verde di pregio paesaggistico adiacente il parcheggio dell’ospedale in via Camposanto Vecchio dove il lavoro devastante dei mezzi pesanti sembra proprio comunicare la volontà di spazzarci via, di annullare le nostre identità di abitanti, di schiacciarci…verrebbe da chiedersi perché accanirsi proprio in queste due zone, sede di due svincoli della complanare, quando non c’è traccia della costruzione della terza corsia, ma oramai sappiamo che è iniziato un atto di forza nei nostri confronti per dimostrare chi ha più mezzi e potere e chi è costretto a subire
Questa forma di massacro viene praticata senza muovere un dito da parte di nessuno, vergognoso per non dire scandaloso, il silenzio assordante delle associazioni ambientaliste, i “verdi” della città. Solo un caso, tra i tanti alberi già sradicati: c’è un pino secolare, insieme ad altre querce - piante protette- che ha i giorni contati perché verrà presto abbattuto, dove sono coloro che sono nati per proteggerlo? Ma forse anche loro non intervengono perché quell’albero ha avuto la disgrazia di crescere su un terreno che ora è espropriato! Come comitato “Versus Complanare… e non solo” continueremo a denunciare tutto ciò che vediamo e viviamo come comportamenti ipocriti di questa città e cogliamo l’occasione per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà ai ragazzi del Mezza Canaja sentendoci drammaticamente parte dello stesso comune destino in un momento in cui i nostri rispettivi gruppi rischiano di essere calpestati, a ben vedere, da un’identica causa: la speculazione edilizia che la complanare porterà con sé nelle varie zone delle città da Borgo Coltellone a Strada della Marina : in questi casi pensiamo che quasi sicuramente si metteranno in atto, grazie a questa gallina dalle uova d’oro (per i soliti noti), processi di valorizzazione immobiliare con cambi di destinazione d’uso degli edifici o capannoni dismessi, per piegare gli spazi ancora liberi, privati e pubblici, ai voleri della rendita edilizia.
Si capisce allora come non ci sia posto per salvaguardare o stimolare nel tessuto della nostra città spazi di socialità, di aggregazione e di controcultura o controinformazione di cui questi ragazzi “scomodi” sono portatori. Ma si sa, così non si produce ricchezza economica. In questa città amministrata con arroganza in cui le scelte si impongono e non si discutono, non c’è spazio per il dissenso, e soprattutto quando si toccano interessi economici di pochi, allora non solo ci si sente soli, ma si temono anche rivendicazioni. Senza entrare nel merito del metodo, che contraddistingue le azioni del comitato e del centro sociale, condividiamo però la volontà di riappropriarci del diritto dei legami di comunità, di privilegiare il primato della ricchezza sociale collettiva contro l’arricchimento di pochi tramite la speculazione selvaggia sul territorio e sull’ambiente. In questa direzione va tutto il nostro sostegno ai ragazzi del centro sociale.
Comitato Versus Complanare… e non solo!

