Monselice (Pd) - Mobilitazione dei Comitati contro il “Revamping” di Italcementi

21 / 10 / 2010

I motivi di opposizione dei cittadini e dei Comitati al “Revamping” di Italcementi di Monselice, sono svariati e s’intrecciano con paure e diffidenze alimentate da 50 anni d’inquinamento.

La storia della mobilitazione è molto ampia e lunga, in queste settimane i Comitati hanno approntato una raccolta di firme a sostegno di una diffida contro il Progetto di Italcementi.

E' possibile firmare la diffida ai banchetti nel territorio: prossimo appuntamento domenica 24/10/2010 dalle ore 9.00 alle 13.00 Piazza San Marco (portici Banca) Monselice.

Comunicato stampa

Prendiamo atto di quanto affermano i legali di Italcementi e confermiamo la sostanza della diffida che intendiamo presentare. Garantiamo che nessuno di quanti hanno firmato sarà esposto a rischi di natura legale e continueremo la nostra iniziativa con rinnovato vigore.

Da quando si è avviata la nostra opposizione al “revamping” l’obiettivo è stato solo di fornire un’informazione diversa ed equilibrata. A differenza dei nostri interlocutori disponiamo di mezzi limitati, ma garantiamo competenza e senso di responsabilità per i cittadini e per l’ambiente.

Chiedevamo un confronto ed abbiamo ricevuto solo violenze verbali al limite dell’intimidazione e pubbliche denigrazioni.

Ora, alla nostra iniziativa popolare e democratica Italcementi risponde affidandosi ad un autorevole studio legale di Milano con l’evidente obiettivo di dissuadere i cittadini dall’esercitare il diritto di critica e di tutela dei propri interessi.

Siamo sostanzialmente convinti della legittimità della nostra azione, completamente autogestita e autofinanziata.

In ogni caso, questa minaccia di azione legale apre oggettivamente una fase nuova, che non ci lascia indifferenti, come non deve lasciare indifferenti i nostri amministratori e tutti quei cittadini che credono nella possibilità di esercitare democraticamente i propri diritti.

E’ evidente quanto disturbi ad Italcementi che si discuta: (a) la disparità dei limiti di emissioni tra i cementifici e gli inceneritori; (b) le normative del Parco regionale dei colli Euganei; (c) i preoccupanti livelli d’inquinamento prodotto da industrie insalubri, quali sono classificati i cementifici; (d) delle possibili soluzioni occupazionali alternative a quelle prospettate dai cementieri.

Cogliamo l’occasione per far notare l’evidente sproporzione tra la nostra iniziativa autogestita e la reazione di Italcementi.

Comitato Popolare “lasciateci respirare” e Comitato “E NOI?”

Tratto da:

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