Nel primo pomeriggio di oggi, gli studenti della Rete Uniriot Network di Padova hanno svolto un sit-in davanti al Palazzo del Bò all'interno del quale si stava svolgendo il convegno "Per una Mobilità Accademica di Qualità", seminario rientrante nella Campagna di Informazione sul Processo di Bologna.
Le forze dell'ordine hanno impedito agli studenti di partecipare all'incontro, blindando l'entrata della sede del rettorato.
Di seguito il comunicato degli studenti:
Si discute oggi di mobilità studentesca e di bologna process in questo "virtuoso" ateneo. Un ateneo che da anni è solerte laboratorio dell'applicazione delle logiche aziendalistiche che sottendono ad ogni riforma universitaria dal 1999, anno in cui a Bologna si riunirono gli "esperti" per creare un nuovo sistema formativo europeo all'insegna del 3+2, della creditizzazione e della privatizzazione. Se ne discute ovviamente senza la presenza degli studenti. Siamo noi invece i veri "bologna experts" che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle questa fallimentare organizzazione del sapere. La "mobilità studentesca", la "competitività", l' "eurocompatibilità" sono ormai solo slogan non più in grado di nascondere la vera realtà di questo tanto celebrato processo. Una realtà che è fatta di dequalificazione del sapere, di frammentazione e irrigidimento dei percorsi di studi, di sfruttamento della figura dello studente e che parla del fallimento già in atto di queste politiche. Il 3+2 non ha inserito più studenti nel mercato del lavoro, la mobilità non è aumentata ed è noto come i blocchi all’accesso, tra atenei, facoltà, tra il 3 e il 2, tra la laurea e il dottorato superino di gran lunga la possibilità degli spostamenti. Velate dalle retoriche risolutive del merito e della produttività, le nuove linee guida della imminente riforma Gelmini non fanno altro che confermare queste tendenze e spingere il mondo universitario in un baratro un po' più profondo di quello in cui già si trova. La crisi dell' Università è stato una dei dati di partenza del movimento dell'Onda in Italia e dei movimenti europei che abbiamo incontrato a Vienna, in occasione della celebrazione dei 10 anni del processo di Bologna. Da Vienna a Bochum, da Roma a Padova, gli studenti continuano ad organizzarsi per bloccare queste politiche. Rivendichiamo un sapere diverso, che sia libero e critico, vogliamo che la figura dello studente venga riconosciuta come produttrice di ricchezza e per questo fornita di un reddito. Lo facciamo dentro e fuori dalle università con i progetti di autoriforma e di autoformazione. Di fronte alle nostre istanze un convegno come questo che parla di un fallimento come quello del processo di Bologna, risulta solo ridicolo.
Uniriot network PADOVA














