"io metto la faccia e questo cuore sembra di un marziano, questa banda mette i brividi e mi fa artigiano. Con queste mani costruiamo nuovi spazi vitali, vengo dai medi dalle sedi dei centri sociali, capaci di piangere ancora grandi emozioni abbiamo dei sogni senza troppe illusioni. Coraggio siamo artisti, coraggio agli attivisti sempre in guerra contro i razzisti porci post fascisti" (Assalti Frontali)
Spazi sociali e produzione del comuneL’assemblea che si è tenuta ieri sera alla Sala degli Archi non è stata né ideata né si è espressa come un incontro tra il Lab.PazProject e i candidati sindaci ma come spazio per riaprire la discussione e rimettere al centro la questione del nostro spazio sociale, cercando di valorizzare il percorso di cosa sono oggi gli spazi sociali lì dove la cooperazione e la produzione del comune incontrano svariate soggettività.
A fronte delle eccedenze prodotte in questi anni, delle tante iniziative rivolte alle cittadinanza e alle numerose istanze che si sono portate avanti; di fronte ad una crisi che non è solo economica ma sistemica, l’unica via di fuga possibile è la costruzione di un’alternativa sociale e politica. E la costruzione di questa alternativa nella nostra città passa anche attraverso il riconoscimento del valore aggiunto che una realtà come quella del Paz può apportare a questa città e a chi la vive.
Una partecipatissima assemblea pubblica quella di ieri sera intitolata “Spazi sociali e produzione del comune”, con una Sala degli Archi colma di persone, come non eravamo quasi più abituati a vedere. Tanti gli interventi che si sono succeduti per tre ore consecutive e che hanno animato questa assemblea . assemblea nata e determinata dalla volontà del nostro collettivo di riaprire la discussione e rimettere al centro dell’agenda politica la questione del nostro spazio sociale al fine di valorizzare il percorso di cosa oggi sono gli spazi sociali al tempo della crisi, lì dove la cooperazione e la produzione del comune incontrano svariate soggettività.
Un ringraziamento di cuore va in particolare ai relatori coinvolti provenienti da altre città della Regione che si sono resi disponibili a raccontarci e raccontare alla cittadinanza riminese come gli spazi sociali siano luoghi di produzione del comune e della cooperazione, luoghi fondamentali per la costruzione di quel modello di società alternativo a quello odierno, necessario per uscire da questi crisi che da tre anni permea le nostre vite e le nostre esistenze. E come questi spazi sociali non siano mai qualcosa di definitivo, statico, concluso, ma qualcosa in divenire che di volta in volta si ridefinisce proprio sulla base delle soggettività che lo attraversano, che lo animano, lo vivono. Ma un ringraziamento va a tutti quelli che sono intervenuti e ai tanti giovani che hanno attraversato questo appuntamento, segno tangibile, che si possono sgomberare dei luoghi, abbattere dei muri, ma non le idee, le passioni, i desideri che li attraversano.
Una Sala degli Archi nel pieno centro di Rimini per una sera è diventata uno spazio sociale.
Per noi un’assemblea che costituisce un altro tassello nel percorso della riconquista di un luogo, di uno spazio che dia vita e corpo nuovo alle pratiche di autogestione criminalizzate da questa città.
Gli e le attiviste del Lab. Paz Project Rimini

