Questa mattina cittadini e cittadine romane hanno occupato simbolicamente le sedi romane di Atac, Ama e Acea per denunciare la mancata democrazia nella gestione dei servizi pubblici.
Qui di seguito il comunicato:
Siamo i pirati contro gli interessi privati!
Siamo cittadini e movimenti che oggi, nelle sedi delle tre più importanti aziende che gestiscono i servizi pubblici locali della nostra città, vogliono far sentire la loro voce. Ama, Atac e Acea sono le nostre tre AAA, quelle che le agenzie di rating ci vogliono togliere e che noi siamo qui, in maniera pubblica, a difendere, per migliorarle e reimmaginarle, in una maniera completamente opposta a quella che ci viene imposta dalle misure di questo e del precendente governo.
La gestione del ciclo dei rifiuti, del trasporto, dell’acqua e dell’energia appartengono alla categoria dei beni comuni e come tali devono essere governati. La gestione di tali risorse ha implicazioni concrete sulla nostra vita quotidiana, non può rispondere alla logica del profitto e del mercato, ma deve essere interamente immaginata nell’ottica del miglioramento della qualità della vita della città intera.
Noi vogliamo una città diversa.
Pensiamo a una città che sappia lavorare alla drastica riduzione dei rifiuti (quelli che se portati in discarica producono fior di quattrini), che sappia promuovere un sistema capillare di raccolta differenziata da opporre alla costruzione di nuovi inceneritori e all’apertura di nuove discariche. Abbiamo bisogno di una città in cui il trasporto pubblico sia gestito con l’obiettivo di diminuire le automobili in circolazione e quindi dei livelli di smog e inquinamento. Vogliamo che l’acqua sia gestita come 27 milioni di persone hanno chiesto nel referendum di giugno. Immaginiamo una città che non utilizzi il grande patrimonio di cui dispone per far ingrassare alcuni fondi immobiliari attraverso risibili vendite, ma colga l’occasione del federalismo demaniale per restituire ai cittadini i servizi e le possibilità che finora speculazione e brutta urbanistica hanno loro tolto.
Per noi questo significa immaginare una città in cui cittadini e istituzioni lavorino insieme in un processo continuo di confronto perché le aziende dei servizi pubblici locali siano non un fardello pesante di cui disfarsi in nome della crisi e dei bilanci in rosso, ma un patrimonio da valorizzare, da modificare e da far crescere nell’ottica della tutela del bene collettivo e del miglioramento della città intera.
Per questo guardiamo con attenzione alle sperimentazioni napoletane della gestione dell’acqua e per questo oggi volgiamo aprire un grande processo di discussione che attraversi l’intera città per opporre alla logica del profitto e del mercato la grande possibilità della democrazia dei beni comuni!
Ci vediamo mercoledì 15 febbraio ore 17 al Cinema Palazzo per una grande assemblea pubblica.












