Nella notte del tre luglio, il gruppo “Studenti e Precari” di Taranto ha simbolicamente “sanzionato” tutte le sedi del Partito Democratico presenti in città, attraverso scritte e l’uso di vernice rossa sulle saracinesche delle stesse.
L’azione rappresenta un atto di solidarietà verso manifestanti della Val di Susa che da anni lottano contro la costruzione della Tav e che, proprio nello stesso giorno, sono stati oggetto di una brutale e feroce repressione durante un loro corteo.
Nonostante i telegiornali e la grande stampa parlino di una manifestazione condizionata dalla violenza dei Black Block, le immagini che già dalla giornata successiva a quella del corteo iniziano a rimbalzare sui social network e sulla rete parlano di ben altro.
Cariche delle forze dell’ordine ad anziani e famiglie, uso di gas lacrimogeni CS (vietati dall’Unione Europea per l’alta tossicità) sparati ad altezza uomo, proiettili di gomma e pestaggi ai manifestanti fermati, le cui immagini con i volti grondanti di sangue stanno già facendo il giro dei media internazionali, certamente più seri di quelli di casa nostra in fatto di imparzialità.
Il gruppo “Studenti e Precari”, essendo attivo in una città che da decenni ha come caratteristica principale lo scempio e la distruzione del territorio a vantaggio degli interessi privati, non può non essere dalla parte dei manifestanti No - Tav, che cercano di impedire la costruzione dell’ennesima opera inutile per la cittadinanza, ma essenziale per lo spreco di soldi pubblici e per l’assegnazione di appalti agli amici della casta politica.
Per questo, denunciamo le responsabilità di tali violenze nei confronti della popolazione valsusina e puntiamo il dito verso questo governo e il ministro dell’Interno Maroni, che, insieme al suo partito, si erge a difensore delle popolazioni del Nord in campagna elettorale per poi trasformarsi in torturatore delle stesse, ma soprattutto verso il Partito Democratico che, attraverso il sindaco di Torino Piero Fassino, aveva addirittura chiesto che, oltre alle forze di polizia, fosse inviato anche inviato l’esercito al cantiere di Chiomonte, con l’obiettivo, evidentemente, di far “impallidire” qualsiasi check-point in territorio di guerra in termini di militarizzazione.
Questo a dimostrare che, quando si tratta di mettere avanti gli interessi di pochi a quelli della popolazione, la convergenza è sempre bipartisan e gli steccati di partito cadono miseramente.
Per questo, la vernice rossa come il sangue dei manifestanti versato e le scritte a sostegno dei No Tav, rappresentano un piccolo e simbolico gesto di chi, seppur dall’altra parte del Bel Paese, è stanco di questa casta politica che impone scempi ambientali e leggi ingiuste a suon di manganelli e crede in un vera alternativa.
Studenti e Precari Taranto







