A fianco dei lavoratori della Coca-Cola. Dentro le lotte sociali.

Adesione dei centri sociali del Nord-Est alla giornata di mobilitazione, lanciata da ADL Cobas e SI Cobas, mercoledì 5 aprile a Nogara (Vr)

4 / 4 / 2017

Il comunicato di adesione dei centri sociali del Nord-Est alla mobilitazione di domani, indetta da Adl Cobas e Si Cobas.

Quello che sta accadendo da quasi un mese ai cancelli della Coca-Cola di Nogara è ormai noto a tutti e tutte.  Il licenziamento politico di 14 lavoratori, di cui 12 iscritti ad Adl Cobas, l’apertura delle procedure di mobilità per 49 persone, la violenza con cui le guardie private hanno reagito alle mobilitazioni, l’utilizzo del cambio d’appalto e di alcuni dispositivi contenuti nel Job’s Act per “gestire gli esuberi”. Tutte queste cose sono parte organica di una filiera dello sfruttamento che tende sempre di più ad annientare i diritti ed a favorire la massima espansione dei profitti padronali. Una filiera che intreccia gli interessi di grandi corporation, come la stessa Coca-Cola o la Kuhene Nagel, multinazionale svizzera che gestisce la logistica dello stabilimento, con quelli di cooperative o consorzi di carattere regionale o interregionale, che appaltano la gestione dei rapporti lavorativi, senza alcuna regolamentazione e spesso andando in deroga al contratto collettivo dei Trasporti e della Logistica. Si tratta di un sistema di relazioni produttive divenuto ormai paradigmatico in tutta l’area padana ed in particolare in Veneto, dove la contraddizione tra capitale e lavoro si snoda attraverso una nuova accumulazione originaria selvaggia, simile alle prime fasi della rivoluzione industriale, come abbiamo avuto modo di vedere nella vertenza del Prix dello scorso anno.

Ma è proprio in questa assenza di mediazioni, in cui i sindacati confederali sono spesso fiancheggiatori degli interessi padronali, che le lotte sui luoghi di lavoro assumono una carica ed una potenza inedita. Lo sciopero ininterrotto, l’occupazione del piazzale della Coca-Cola da parte di uomini e donne che stanno mettendo in gioco le proprie vite, i lavoratori da giorni sul tetto dello stabilimento ci parlano di una vertenza che apre tanti scenari sul terreno della riconquista complessiva di diritti sociali. La composizione migrante di questa lotta, come di altre che riguardano il settore della logistica, solidifica inoltre quei ponti solidali tra chi vede nella battaglia per una cittadinanza universale uno degli elementi prioritari dell’agire politico e chi vive sulla propria pelle ogni tipo di discriminazione.

La lotta alla Coca-Cola assume infine un importante connotato in termini di difesa dei beni comuni all’interno del nostro territorio, visto che lo stabilimento di Nogara ha ottenuto la concessione per il prelievo di tre pozzi dalla falda sotterranea, pagando alla Regione Veneto circa il 2% della normale tariffa e sottraendo risorse idriche all’intera zona, sia per l’utilizzo civile che agricolo. In una fase in cui le battaglie ambientali stanno assumendo un nuovo significato, anche nei nostri territori, in termini di contrapposizione al capitalismo estrattivo, l’intreccio di Nogara si presta ad una generalizzazione del piano conflittuale.

Per tutte queste ragioni come centri sociali del Nord-Est raccogliamo l’appello lanciato da Adl Cobas e Si Cobas, sostenendo in ogni forma possibile la lotta dei lavoratori e delle loro famiglie. Lo facciamo non solamente mettendoci a servizio delle lotte sociali che animano il nostro territorio, come abbiamo sempre fatto, ma perché riteniamo che questa battaglia rappresenti un passaggio importante all’interno di una lotta complessiva per la riconquista dei diritti, della dignità individuale e collettiva, di un mondo non più costruito solamente su misura degli interessi dei pochi.

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