Agora99 -Buongiorno Europa

1 / 11 / 2012

Si terrà in questi giorni l'incontro europeo Agora99. L'obiettivo è conoscere gruppi e proposte per cercare di avanzare con una agenda comune tra i popoli dei paesi dell'Unione. Il fatto certo è che ci conosciamo molto poco; solo i grandi sindacati o alcune organizzazioni di stampo internazionalista hanno contatti stabili con i loro uguali europei.

L'esplosione di occupy e le acampadas dopo il 15M hanno permesso la creazione di reti però, sebbene hanno lanciato mobilitazioni come il 15O del 2011 o il 13O contro il debito, è chiaro che ci resta molto da fare.

Le esigenze di austerità da parte del governo dell'Unione e la mancanza di decisione in materia come l'unione bancaria, gli eurobonds o l'acquisto del debito da parte della BCE hanno fatto sì che molte persone e collettivi abbiamo un forte rifiuto per la costruzione europea e propongano l'uscita dall'euro o dalla stessa Unione. Ed anche i  discorsi che vorrebbero colpevolizzare le popolazioni del sud per i danni delle banche e della classe politica non contribuiscono a immaginare un'uscita condivisa.

Ma la cosa certa è che "siamo già europei".

L'entrata nell' UE ha segnato la struttura produttiva del paese, con la deindustralizzazione, la riduzione della capacità agrozoologica e lo stimolo delle infrastrutture e del turismo. I diversi trattati, iniziati con Maastrich nel 1992, hanno segnato la politica monetaria, la privatizzazione degli antichi monopoli strategici e il controllo dei salari e della spesa pubblica. La moneta unica ed anche il margine monetario, con l'imposizione dei bassi tassi d'interesse e l'impossibilità di svalutazione. La divisione di specializzazioni dell'Ue e le politiche neoliberiste hanno alimentato il ciclo immobiliare che ha avuto tante devastanti conseguenze.

Per esempio questo modello di importazione di beni ed investimenti era complementare allo sviluppo, nel centro dell'Europa, del modello esportatore creato in Germania. In questo paese si sono ridotti i costi sulla base di una politica di attacco ai salari e di delocalizzazione industriale in altri paesi dell'Est, fatto che ha aumentato le sue esportazioni verso paesi come il nostro.

Dall'altro lato, i capitali accumulati per le esportazioni e altri liberati dalle misure neoliberali si sono dirette verso luoghi di maggiore profittabilità, e questo è stata la Spagna durante il ciclo immobilire alimentando la bolla dei prezzi. Così si è arrivati a dire che "la bolla immobiliare tedesca ha avuto luogo in Spagna".

D'altro lato abbiamo visto come la deregulation finanziaria, la mercantilizzazione della politica educativa, le riforme del mercato del lavoro, la modificazione delle pensioni etc .. sono state misure che venivano accordate nei forum europei e poi erano trasportate nelle rispettive legislazioni nazionali. Questo comando del governo europeo si è fatto più visibile dalla crisi del 2008 e si è percepito in forma nitida nelle successive contropartite delle manovre di salvataggio, memorandum ed informative che hanno dettato le politiche di austerità da parte delle istanze europee. Il maggior momento di trsaparenza è stato di certo la proposta di referendum in Grecia: lì si è visto che il governo greco era una marionetta della Troika, così come lo è quello di Rajoy.

Sarebbe a dire che il grado di interrelazione ed interdipendenza della nostra economia è totale e il grado di sovranità nazionale tende a sparire se non è già sparito. Il nostro governo economico e politico è europeo. Sono le istituzioni europee, la Commissione, l'Eurogruppo e la Banca Centrale Europea (molto più che il Parlamento europeo) quelli che determinano la nostra vita, il nostro debito e il nostro stato di benessere. E queste istituzioni non obbediscono alle popolazioni, ma agli interessi finanziari delle oligarchie europee e globali.

Sono precisamente le frontiere nazionali quelle che servono da muri di contenzione della crisi ed impediscono un'individuazione diretta di quelli che prendono le decisioni. Rendono invisibile l'interdipendenza economica e il comando neoliberale europeo. Per questo, di fronte alle voci che chiedono di tornare alle frontiere nazionali (come se le frontiere siano mai state al servizio della gente), crediamo che la potenza sia nell'assumere che esiste già un governo europeo però non esiste una democrazia europea ed esigere, dunque, una democrazia reale in Europa.

Sappiamo che la democrazia si costruisce dal basso, che c'è molto da fare in dimensione più piccola intorno all'economia sostenibile e alla partecipazione effettiva della popolazione nelle decisioni che la riguardano. La domanda è quale deve essere la struttura di queste democrazie dal basso. Per  madrilonia, se il comando è europeo è impossibile costruire senza affrontare questa dimensione; e per questo è necessario fare alleanze con gli altri tanti che in molte parti del continente lottano per un'altra Europa. 

Agora99 è una pietra in questo cammino verso la costruzione di una relazione di forze che permetta la delegittimazione e la destituzione del governo neoliberale dell'Unione. Qualcosa di prescindibile per evitare la devastazione verso la quale ci dirigono.

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