Alla manifestazione "Acqua libera dai Pfas" (Lonigo, 8 ottobre) per la prima volta le Climate Defense Units

6 / 10 / 2017

Di seguito il comunicato del Cimate Defense Units, che farà la sua prima apparizione pubblica alla manifestazione “Acqua libera dai Pfas”, domenica 8 ottobre alle 10.00 a Lonigo (VI).

Come uomini e donne che vivono in vari territori del Veneto, abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione di domenica 8 ottobre a Lonigo, per l’acqua libera da PFAS e denunciare ovunque la catastrofe ambientale che da anni sta distruggendo la nostra terra, la nostra acqua, la nostra aria.

Il problema PFAS è emblematico di questa situazione catastrofica, un vero e proprio biocidio dei nostri territori, come nella famigerata “terra dei fuochi”.

Ben 1260 morti - da un recente studio di ENEA ed ISDE - per inquinamento da PFAS  e migliaia di cittadini, intere popolazioni a rischio presente e futuro!

I responsabili?

La MITENI, industria chimica di Trissino (VI), di proprietà di una multinazionale tedesca, responsabile del 96% dell’inquinamento da PFAS, secondo i dati forniti dalla commissione ecomafie.

Deve chiudere ed assumersi tutti costi della bonifica!

La giunta Zaia, che gioca a scaricare le responsabilità sul governo nazionale; pur avvertita fin dal 2013 dall’Istituto Superiore di Sanità, con una precisa richiesta di rimozione in tempi brevi della fonte di inquinamento ed altre fonti di approvvigionamento, non ha fatto nulla.

La Regione, inoltre, non ha mai messo in atto il piano di campionamento per il monitoraggio degli alimenti approvato ormai nove mesi fa.

Il tentativo di recuperare consenso sotto la pressione del movimento anti PFAS da parte della Lega,  in vista del referendum sull’autonomia e delle elezioni politiche del 2018, si sta traducendo in un abbassamento dei limiti vigenti.

Non basta: noi siamo per 0 PFAS subito  e nessun tipo di veleno nelle nostre acque.

Tutta la sconcertante vicenda, fatta di complici silenzi ed omissioni, rivela fino in fondo intrecci tra potere politico, interessi delle multinazionali, aziende, lobbies private. Un intreccio micidiale fatto di corruzione e devastazioni territoriali, come già accaduto per il Mose e le altre numerose grandi opere di cementificazione, escavazione e distruzione del paesaggio, con costi altissimi sulla qualità della vita e della salute delle popolazioni.

Per questo è necessario superare ogni localismo, unire tutte le forze, costruire un grande e potente movimento contro l’inquinamento globale e per la difesa dei beni comuni.

Questo è il senso di Climate Defense Units dentro cui ci riconosciamo per la difesa del “mondo della vita” in tutti i suoi aspetti, dai mutamenti climatici, le devastazioni ambientali che attraversano i nostri territori nel nome del profitto e degli interessi di pochi.

Abbiamo già visto manifestare “gli animali arrabbiati” nella battaglia contro le grandi navi a Venezia o per la chiusura della discarica del Malagon nel vicentino. Vogliamo appropriarci di questo simbolo e dell’immaginario in esso contenuto, rilanciandolo per tutte le lotte ambientali presenti e future.

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