Alla miseria del razzismo opponiamo la ricchezza dei progetti e delle lotte

Una vergognosa manifestazione a Volpago sul Montello, contro l'apertura di un centro d'accoglienza

30 / 12 / 2016

Mercoledì 28 dicembre si è tenuta a Volpago sul Montello (TV) una manifestazione contro la decisione della Prefettura di Treviso di aprire un nuovo centro d’accoglienza per richiedenti asilo, nell’ex Deposito Munizioni del Montello. Slogan razzisti e xenofobi hanno fatto da corollario alla fiaccolata, organizzata dal Comune e dalla Lega Nord, alla quale era presente anche il governatore del Veneto Luca Zaia. Tra gli striscioni più vergognosi esposti dai manifestanti spiccava: «Benvenuti sul Montello: sarà il vostro inferno». Di seguito un commento alla manifestazione del dal Cso Django di Treviso.

La cecità e l'odio indiscriminato generano mostri. E simulacri di mostri hanno sfilato a Volpago il 28 dicembre del 2016. Terrorizzati dalle notizie gonfiate da politicanti e social network, convinti di vivere in uno dei periodi più insicuri della storia, tronfi di sfogare la propria rabbia contro poveri e disperati. Sia chiaro che non sono semplicemente povere vittime inconsapevoli dell'odio montato da qualcun altro ma anche coscienti esecutori della disumanità peggiore. In mezzo c'è chi ha deciso di credere alle balle sulla clandestinità, sulla vita di lusso nel centro d'accoglienza, chi ha deciso di vedere il migrante responsabile della perdita del posto di lavoro e non il padrone!

La politica razzista e insidiosa della Lega ha fatto breccia nella testolina di qualcuno. Quella che concentra la “rabbia sociale” sull'invasione da parte dello straniero, il popolo migrante capace di tutto, di privare del lavoro, delle famiglie, degli affetti, della sicurezza, del denaro. Poco importa che il Governo vari in pochi giorni 20 miliardi per salvare i giochetti falliti di Mps e il Tesoro si prepari a metterne sul piatto altri 6/7; poco importa che le politiche del Jobs Act abbiano sedimentato la precarizzazione del lavoro; poco importa che gli imprenditori venetissimi licenzino senza discriminazione italiani e non, nonostante gli incentivi ricevuti dalle aziende sotto l'era Renzi; poco importa dello smantellamento del welfare a livello statale e regionale; poco importa della distruzione del territorio per Prosecco, cave e Pedemontana; poco importa che non esista un reddito garantito per chi non riesce ad arrivare a fine mese: l'importante è incanalare tutta la rabbia nei confronti dei poveri. 

Fanno sorridere i goffi tentativi di Zaia e del suo entourage di passare per i paladini degli ultimi, degli esclusi; chi ha mai visto un amministratore leghista varare politiche sociali vagamente all'altezza delle necessità di veneti e migranti? 
Ma non preoccupatevi, non mancano le responsabilità prefettizie. La prefettura dimostra che, nonostante i proclami, l'unica via in cui crede è quella del grande hub. Altro che accoglienza diffusa, il sodalizio con le grosse cooperative criminose che gestiscono i centri di permanenza è la strada maestra che la rappresentante del governo ha deciso di percorrere, e da cui non ha alcuna intenzione di discostarsi. Quelle cooperative che non hanno nessuna intenzione di promuovere una gestione diversa, perché sui numeri grandi ci guadagnano e anzi come sciacalli si gettano sul prossimo hub in cui poter organizzare una struttura da veri kapò. Sulla pelle di chi è costretto a viverci là dentro, sulle spalle dell'intera collettività. 

Pensare di chiamare accoglienza il ghettizzare quasi cento persone in un'ex polveriera sperduta è da folli o da stronzi. 
Due Lega, due facce della stessa medaglia. Da un lato le politiche razziste del populismo di destra, dall'altro la rappresentanza delle politiche securitarie del Governo, dell'Europa, Frontex, gli accordi infami con la Turchia.
E poi c'è chi in questa trappola ben architettata ci sguazza, e qualche facilone ci casca: entrambi i casi ottimamente rappresentati tra i manifestanti di Volpago. Chi ha sfilato in quel corteo è nemico perché alla maggior parte di loro non manca nulla, chi ha sfilato è nemico perché bisogna smetterla di giustificare qualunque tipo di razzismo, chi ha sfilato è nemico perché non ha mai voluto riconoscere il responsabile vero del nostro impoverimento.

Esistono decine di esempi di un'accoglienza sostenibile per tutti, per i ragazzi che arrivano e per i vicini di casa: appartamenti, piccoli nuclei di persone a cui viene data la possibilità di conoscere realmente il territorio, invece di ghetti inumani in cui ammassare corpi. Ci sono progetti che vengono portati avanti gratuitamente da associazioni e cittadini, anche noi al CSO Django e alla Casa dei Beni Comuni lo facciamo ogni giorno con l'opificio Talking Hands, la Palestra Popolare Hurricane, la scuola d'italiano Fuoriclasse, il dormitorio Caminantes. Esperienze importanti per tutti, indigeni o non indigeni.

Alla miseria dell'inferno, a cui alludeva lo striscione di Volpago, e al tacito consenso riscosso all'interno del corteo opponiamo i nostri progetti, le esperienze quotidiane, la lotta dal basso contro l'alto: siamo gli anticorpi a pogrom, odio, paura. Questo è il nostro programma per la sicurezza, di restare umani!

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