Bologna - In mille in corteo in solidarietà con la Val Susa

#22f contro le devastazioni ambientali siamo tutt* No Tav

22 / 2 / 2014

Oggi, giornata di mobilitazione chiamata dalla Val Susa in tutte le città, sono state mille le persone che hanno risposto alla chiamata del popolo No Tav.

Il corteo cittadino, con concentramento sotto le due torri a Bologna, ha ripreso le vie del centro scandendo a gran voce la solidarietà nei confronti dei 4 arrestati di dicembre e di tutti i denunciati No Tav.

Ingente lo schieramento di forze dell'ordine lungo tutto il percorso, il tribunale completamente blindato non è stato raggiunto dai manifestanti che hanno però ripreso le vie della città sfilando fino in piazza dell'Unità.

All'altezza del ponte di via Matteotti, sotto il quale si trova la nuova stazione dell'alta velocità, sono state fatte scritte e attacchinati dei manifesti riportanti 'Il Tav va sabotato, tutti liberi!'.

Presenti in piazza oggi centri sociali, collettivi studenteschi, comitato con il progetto FICO e soggettività, tutti uniti per la difesa del territorio e dei diritti.

Il comunicato comune di lancio della mobilitazione cittadina:

Dopo mesi di criminalizzazione mediatica contro il movimento NO TAV, il 9 dicembre 2013 quattro attivist@ (Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 maggio.

Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere. Per la Procura di Torino si tratta di “attentato con finalità di terrorismo”. Per noi si tratta di una giusta resistenza.

L’accusa di “terrorismo” comporta delle pene molto pesanti. Ma nell’inchiesta della Procura torinese si va ben oltre: vengono utilizzati per la prima volta in Italia articoli che definiscono

“terrorista” qualsiasi forma di resistenza a quanto deciso dai poteri economici e politici.

Ogni imposizione dello Stato, secondo la procura di Torino, ammette tutt’al più la lamentela, ma non l’opposizione attiva. In questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento NO TAV si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale.

Ne va della libertà di tutti e tutte.

Per questo il movimento NO TAV ha lanciato per il 22 febbraio una giornata di mobilitazione:

- Contro l’accusa di terrorismo e la criminalizzazione di chi lotta

- In solidarietà con tutti i NO TAV imputati e indagati

- Per la liberazione di Chiara, Claudio, Mattia, Niccolò e degli altri NO TAV ancora ai domiciliari

- Per rilanciare le lotte

- Perché chi attacca alcuni/e di noi, attacca tutte e tutti

- Per ribadire con forza che fermarci è impossibile

La repressione che continua a colpire i NO TAV è estesa ormai in tutta Italia, da Napoli a Roma a Bologna contro chi lotta.

Il 22 febbraio siamo scesi in piazza a Bologna per ribadire la nostra solidarietà ai 4 NO TAV arrestati con l’accusa di terrorismo e per rilanciare i percorsi che, anche sul territorio bolognese, continuano a dire NO alle imposizioni dei poteri economici e politici.

La lotta dei facchini della logistica, degli studenti medi ed universitari, per il diritto all’abitare, contro il People Mover, contro lo scempio di F.I.CO., contro le riqualificazioni-vetrina di interi

quartieri a danno di chi li vive, contro la riapertura dei CIE, contro la privatizzazione del trasporto pubblico locale, per l’occupazione degli spazi sociali, la lotta dei terremotati e contro le centrali a bio massa, dicono che LA VAL SUSA E’ OVUNQUE e che la loro lotta è anche la

nostra.

Il modo migliore per sostenere la Val Susa è difendere, continuare e diffondere le lotte nei territori a partire dal nostro.

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Nicola, Cs Tpo

Gianmarco, cs TPo