Cona, i giorni tutti uguali

20 / 11 / 2017

Ancora l’argine di un canale, ancora un limite amministrativo che si fa confine, ancora persone in lotta per essere riconosciute come esseri umani. Stamani un gruppo di una cinquantina di migranti hanno abbandonato le tensostrutture di Cona, imboccando la strada per Padova. Pochi km, non escono dal territorio comunale: mentre corre voce che al “campo” si discuta di raggiungere l’avanguardia mattutina, la polizia sbarra il passo.

Pochi minuti alle 13, il vicario del Prefetto di Venezia giunge sul posto ed inizia un dialogo col drappello dei richiedenti asilo. "Several times we express..." procede il dialogo bilingue, mentre l’ora di pranzo riporta gli abitanti di Cona e Correzzola alle loro case. Passano in molti, guardano incuriositi o attoniti lo strano capannello ed i mezzi della polizia.

Il colloquio dura a lungo, sottovoce, per terminare in un coro di "No!We don't go back!", la marcia continua ma la destinazione ancora non è chiara. 

"Andiamo Andiamo!". E vanno, direzione Padova addentrandosi fino a Piove di Sacco, dove sindaco e parroco, sollecitati dagli attivisti presenti, cercano di imbastire in mezzo pomeriggio una sistemazione per la notte. Al momento non è ancora stata trovata una soluzione e si concretizza sempre di più l’ipotesi che i migranti dormano all’aperto.

Domani? "Tutti i giorni ormai possono essere così" commenta a margine il sindaco di cona. Vero. 

La marcia vittoriosa della settimana scorsa ha aperto una strada, o forse tutte le stradelle di campagna che ora i richiedenti asilo la stanno percorrendo alla ricerca di uno sbocco dal "cimitero" sperduto nella bassa pianura veneta.

Ce n’est qu’un debut?

20/11/17 Cona (VE) Migranti ancora in marcia

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