Facciamo la storia!

Un invito della Comune di Europa a costruire in tanti e tante la giornata del 18 marzo a Francoforte.

18 / 2 / 2015

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Benvenuti in una nuova era di lotte contro il regime della crisi e dell’austerità. Non vogliamo dilungarci: è già stato detto abbastanza. Ovvio, c'è ancora molto da discutere e prendere in considerazione. Ma alla fine ora è il momento di lottare.

Di recente, un segnale inequivocabile è arrivato dalla Grecia: basta povertà, degrado e tristezza. Il contrasto tra lavoratori o disoccupati e chi possiede, tra chi soffre e chi produce e sfrutta non può essere pacificato o riconciliato.

Non continueremo più su questa strada. No! La nostra alternativa non consiste nello scegliere tra le cose ci vengono offerte da chi comanda. Un’alternativa si crea laddove i popoli insorgono, producono nuove forme di socialità e attaccano i potenti. Solo facendo così il dominio tremerà. "Abbiamo recepito il segnale!"

A lungo la protesta ha assunto un carattere simbolico, il popolo ha mostrato il proprio disappunto, la propria rabbia e disperazione. L’autoritarismo e la repressione sono state per molto tempo le uniche risposte che venivano date dalle istituzioni dei potenti; la nostra complicità, insieme alla richiesta di libertà, va a tutti e tutte le/i compagn* incarcerati o perseguitati per il loro attivismo politico.  Forse il tempo della disperazione è finito. La resistenza si è reinventata e ha aperto una prospettiva costituente, che mira a scardinare il mondo e a reinventarlo radicalmente: transnazionale, dal basso, democraticamente. Vogliamo muoverci con questo spirito. Quando il sistema capitalistico scavalca la democrazia, dalle piazze europee si alza sempre più forte una potente dichiarazione: da dove siamo, vediamo una democrazia senza capitalismo. Non rappresentiamo l’immagine nichilista del nostro ordine, non abbiamo perso la speranza, la fantasia e i sogni nonostante la nostra rabbia e disperazione. Questo è il messaggio: l’alternativa è possibile solo quando c’è speranza, un percorso per una nuova soggettività collettiva, per una solidarietà universale.

Il 18 marzo la BCE vuole ridimensionare il suo momento di celebrazione, così da evitare una nuova piattaforma politica utile ad una primavera europea. In pratica: il potere resta ancora nelle loro mani. Anche se sono sulla difensiva.

Ora possiamo davvero cambiare le cose. Abbiamo bisogno di una vera resistenza europea contro il regime d’austerità, della colpa, i confini, la precarietà, i manganelli e l’esclusione.

Con l’esito delle elezione greche e ciò che accadrà in Spagna, Portogallo e altrove nel 2015, ci troveremo davanti a una nuova situazione e una nuova sfida. Ciò rende possibile una nuova offensiva, che in primis riguarderà il conflitto con la Troika e le misure di austerità da essa imposte.

C’è il rischio che questo spiraglio di opportunità venga chiuso presto,  ecco perché siamo chiamati a spalancarlo.

Alla fine, è la piazza a decidere!

Riportiamo l'offensiva greca nell’Europa tedesca e di fronte alla Bce. Dobbiamo essere un’immagine del nuovo e un attacco al passato. Sentitevi invitati, unitevi a noi a Francoforte: proprio nel giorno della Comune di Parigi, costruiamo uno spazio attivo di auto-difesa. Respingendo il ricatto “ o la borsa o la vita” diciamo ancora una volta : see you on the barricades! 

E alle élites europee del capitale: "il vostro inverno comincia adesso!"

LA COMUNE D'EUROPA.

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