Intervista con Silvia Mazzetto, comitato E Noi?

Intervista con Francesco Miazzi del comitato Lasciateci Respirare

In piazza i comitati "Lasciateci Respirare" e "E Noi?"

Monselice - Fiaccolata per l’ambiente e la salute

700 persone illuminano la notte per dire no ai cementifici

29 / 9 / 2012

Una grande fiaccolata ha illuminato ieri sera, venerdì 28 settembre, le strade di Monselice. Una grande fiaccolata per dire no al cemento, no ad una economia tumorale che macina ambiente e salute per garantire il profitto di pochi sui diritti di tutti.

Perlomeno settecento persone hanno accolto l’appello “Per non morire di cemento” lanciato dai comitati della Bassa Padovana “Lasciateci respirare” ed “E noi?”, e si sono date appuntamento in piazza Mazzini per dare vita ad un pacifico corteo notturno. All’iniziativa ha aderito pressoché l’intero arcipelago associazionista del Veneto. Una bella serata di festa per Monselice, con tanto di banchetto informativo che, oltre a raccogliere firme, distribuiva torte, pizze e bicchieri di vino. “Il mercato del cemento è in crisi - ha spiegato Francesco Miazzi, portavoce del comitato Lasciateci Respirare - Il business per gli industriali si è spostato sullo smaltimento dei rifiuti da usare come impastante della materia prima. A pagare le spese di questa economia malata sono ancora i cittadini. Il tutto nell’indifferenza, se non addirittura nella complicità, delle istituzioni che dovrebbero invece tutelare la salute della gente. Particolarmente grave mi sembra l’atteggiamento dell’ente Parco dei Colli che ha abdicato alle sue funzioni di salvaguardia, considerando che sin dalla sua istituzione i cementifici sono sempre stati considerati incompatibili con la tutela dell’ambiente dei colli Eugane e si è sempre rifiutato di portare avanti l’accordo di programma che prevedeva la delocalizzazione degli impianti se non la loro dismissione. Ed invece, tra Monselice ed Este, continuano ad operare ben tre di queste industrie dichiarate insalubri di prima classe. Un record europeo di cui non andiamo fieri”. 

Questi tre impianti, spiegano gli organizzatori della manifestazione sono autorizzati a produrre cemento utilizzando rifiuti. Una lavorazione riconosciuta come altamente pericolosa per la salute. In totale, ogni anno sono smaltite nel territorio del parco dalle cementerie Zillo di Este e Italcementi di Monselice ben 343.500 tonnellate di rifiuti. Ora, la nuova proprietà della Cementeria di Monselice ha chiesto l’autorizzazione di smaltire altre 225.000 tonnellate di rifiuti speciali. “Chi concede le autorizzazioni non considera che questi impianti ormai si trovano all’interno dei centri abitati - spiega Silvia Mazzetto del comitato “E noi?” - e che i limiti di legge delle emissioni inquinanti vanno calcolati globalmente e non separatamente per ciascun impianto. Il risultato è che, da anni, noi e i nostri figli, unici in Europa, respiriamo incredibili quantità di sostanze pericolose per la nostra salute”.

“Dobbiamo disinnescare questa bomba ecologica - conclude Francesco Miazzi - . Dobbiamo difendere la salute e le giuste aspettative di quanti qui vivono e lavorano. E’ urgente cercare soluzioni che consentano finalmente l’equilibrato sviluppo di questo territorio, tutelando il lavoro ma anche il futuro nostro e dei nostri figli. La Bassa Padovana non può diventare la discarica del Veneto”.

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