"Fight/Right. Diritti senza confini". Conferenza stampa il 12 dicembre

8 / 12 / 2017

Martedì 12 dicembre alle ore 12 si terrà la conferenza stampa della manifestazione Fight/right - Diritti Senza Confini, Roma 16 Dicembre alla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Corso Vittorio Emanuele 349 Roma, I° piano.

Siamo i profughi che hanno marciato per la dignità a Cona e contro lo sfruttamento sociale e lavorativo nei centri d’accoglienza. Siamo i dannati del lavoro: i precari, le badanti, gli studenti stretti nella morsa di quell’alternanza scuola-lavoro sancita dalla legge “Buona scuola e Jobs act” che si stanno rivelando occasione di ulteriore sfruttamento. Siamo le vittime degli sgomberi passati, i fantasmi cacciati da piazza Indipendenza con gli idranti. Siamo le vittime degli sgomberi futuri sia nella Capitale d’Italia che nelle città. Siamo i rom delle baraccopoli a cui era stato promesso il superamento dei campi istituzionali monoetnici in giro per l'Italia, tuttavia continuiamo a vivere in quei ghetti e ci centellinano persino l’acqua da bere. Siamo gli invisibili dei pareri negativi delle commissioni per il diritto d’asilo, siamo i senza documenti, quelli che dormono sotto i tunnel a Ventimiglia e Gorizia e nei piazzali delle stazioni. Abbiamo percorso chilometri nel deserto, siamo stati detenuti e torturati nei campi libici, abbiamo attraversato il Mediterraneo. In Italia le nostre vite non sono cambiate di una virgola. Siamo i braccianti e le braccianti che sono parte dell'esercito della cosiddetta moderna schiavitù nella filiera agroalimentare, nonché i facchini nella filiera della logistica. Siamo i dannati della globalizzazione e delle politiche di austerità: quei precari e disoccupati che servono solo ad arricchire ulteriormente l'1% della popolazione già ricca! Siamo l'esercito dei migranti invisibili che chiedono una sanatoria e tutta via vengono impegnati in settori lavorativi: servizi di cura alle persone, ristorazione, ecc...

Siamo tante e tanti: le nostre marce confluiranno dalle periferie d’Italia e dalle campagne ed aree rurali verso la Capitale. Il 16 dicembre saremo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica) per chiedere diritti senza confini. Riteniamo l’insieme degli attuali dispositivi legislativi italiani (dalla Bossi-Fini alla legge Lupi, fino alle recente Minniti-Orlando e legge sulla Sicurezza urbana) ed europei (Regolamento Dublino III) un tentativo di camuffamento della realtà, da parte di chi vuol far passare i migranti e i profughi come responsabili delle disuguaglianze sociali. Consideriamo inaccettabile che chi nasce e cresce sul territorio italiano faccia fatica a essere riconosciuto come cittadino. Siamo convinti che una parte significativa della filiera dei centri d'accoglienza neghi quotidianamente i nostri diritti, annientando la dignità non solo dei profughi ma anche degli operatori sociali. Un buco nero, fatto per creare persone invisibili e senza documenti. Crediamo che la regolarizzazione sia l'unica via per restituire dignità a queste persone.

A partire dal lavoro nei territori e dalle pratiche quotidiane, abbiamo condiviso la necessità di coniugare antirazzismo, antisessismo, lotta per la giustizia sociale e la libertà di circolazione e di residenza. È per questo che abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma il 16 dicembre per rivendicare la giustizia sociale e il diritto all’uguaglianza per tutte e tutti.

Chiederemo:

- La libertà di circolazione e di residenza nell’Unione Europea;

- Il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai profughi a cui non è

stata riconosciuta la protezione internazionale;

- La regolarizzazione generalizzata dei migranti presenti in Italia;

- Solidarietà, antirazzismo e giustizia sociale;

- L’abolizione delle leggi repressive (Bossi-Fini, Minniti-Orlando e Dublino III);

- La rottura del vincolo permesso di soggiorno/contratto di lavoro e residenza;

- Il diritto all'iscrizione anagrafica;

- La fine dei centri/lager e degli accordi bilaterali di deportazione/espulsione;

- La cancellazione dell'articolo 5 della legge Lupi e della legge sulla Sicurezza urbana;

- Un'accoglienza e un lavoro dignitosi per tutti e tutte;

- Spese per i servizi sociali fuori dal patto di stabilità;

- Il diritto al reddito minimo per tutte e tutti.

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