08.11.12 Firenze 10+10 - Intervista a Tommaso Fattori

08.11.12 Firenze 10+10 - Intervista a Lorenzo Marsili

08.11.12 Firenze 10+10 - Intervista a Mario Pianta

08.11.12 Firenze 10+10 - Intervista a Matyas Benyik

Firenze 10+10 Raccolta video

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FIRENZE 10+10 – Prima giornata

Inizia il confronto per costruire percorsi comuni in Europa. Interviste con T.Fattori, L.Marsili, M.Pianta, M.Benyk

8 / 11 / 2012

E’ cominciato Firenze 10+10, l’iniziativa a dieci anni dal Forum Sociale Europeo, che vede la partecipazione di numerose reti associative, organizzazioni sociali e sindacali da tutto il continente e non solo. Nella assemblea introduttiva della mattinata alcuni tra i promotori hanno presentato gli eventi che si susseguiranno per 4 giorni alla Fortezza da Basso a Firenze. Assemblee ed incontri che ruotano attorno a quelli che sono stati identificati come i principali assi delle discussioni: democrazia in Europa; austerità; beni comuni sociali e naturali; diritti e lavoro.

Lo slogan che appare nello striscione all’ingresso del Forum, “Join the force for another Europe”, sintetizza adeguatamente lo spirito e le aspettative dei partecipanti. Infatti, da parte di quasi tutti gli intervenuti c’è la consapevolezza che nessun movimento o organizzazione o forza sociale in Europa è oggi in grado di affrontare, da sola, le politiche di austerità che ci vengono imposte col pretesto della crisi. Inoltre, è la dimensione continentale Europea il terreno sul quale tutti sentono la necessità di sviluppare reti e mobilitazioni, perché è su questo terreno che attualmente si giocano importanti rapporti di forza e le imposizioni dell’austerità ai governi nazionali. Le realtà sociali presenti a Firenze rappresentano una parzialità all’interno dell’attuale scenario dei movimenti contro la crisi in Europa, però questi 4 giorni di incontri saranno sicuramente un’importante occasione per continuare la discussione per un fronte di mobilitazione europeo contro la crisi e le imposizioni antidemocratiche delle politiche di austerità.

In particolare, già dagli interventi della mattinata sono emerse alcune proposte in cui in tanti cominciano a vedere dei possibili momenti di convergenza tra tanti. Innanzitutto l’appuntamento della giornata di mobilitazione e sciopero europeo del 14 novembre, poi la proposta di mobilitazione per il prossimo marzo a Bruxelles in occasione dell'incontro primaverile del Consiglio Europeo e ancora la mobilitazione a maggio con azioni congiunte, come proposto dall'esponente di BlockupyFranfurt. Gia dunque nell'assemblea di aperutura si intravedono convergenze con quanto discusso a Madrid durante Agora99 e a Francoforte nel mese scorso.

All’evento sono presenti anche organizzazioni non europee, come ad esempio alcune che provengono dal nord africa, in particolare dalla Tunisia, luogo in cui si svolgerà il prossimo appuntamento del Social Forum Mondiale, nel 2013.

Gli organizzatori dicono che nella prima giornata sono arrivati circa 800 partecipanti.

Dopo l'assemblea di apertura, nel pomeriggio si sono svolti i vari incontri, e in serata si sono svolte le sessioni di convergenza.

Di seguito pubblichiamo le interviste ad alcuni dei partecipanti all’assemblea introduttiva del Forum.

Tommaso Fattori ci introduce a queste giornate di Firenze 10+10, evidenziando alcuni nodi centrali della discussione, in particolare la necessità di costruire percorsi di mobilitazione comune europei.

Lorenzo Marsili, di European Alternatives, ci presenta l’incontro di venerdi che vede GlobaProject tra gli organizzatori, dal titolo "Re-founding Europe. A democratic assembly towards a citizens pact". Sarà un occasione per discutere su come i movimenti possano mettere in moto un processo costituente dal basso che vada a intaccare le forme antidemocratiche di presa delle decisioni, per fondare una reale democrazia europea.

Mario Pianta, economista della rete Sbilanciamoci, ci racconta come sia necessario in questi momenti di crisi che viviamo la relazione tra economisti e movimenti per creare insieme nuove categorie, chiavi di lettura e obiettivi concreti che ci permettano  di immaginare delle alternative alle politiche neoliberiste.

Matyas Beniyk, di Attac Ungheria, ci racconta come anche nel suo paese la crisi ha generato grosse sacche di disoccupati e poveri; e come il governo stia affrontando questa crisi con gli strumenti del capitalismo neoliberista che sono gli stessi che hanno generato questa crisi, e che stanno portando a un peggioramento delle condizioni economico-sociali e della democrazia del suo paese.

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