G20 - Lettera aperta ai cittadini di Amburgo

18 / 5 / 2017

Cari cittadini di Amburgo, 

a scrivervi sono donne e uomini provenienti da tutta Europa e dal mondo, cittadini o attivisti di diverse reti e con diverse forme di vita. Abbiamo età e orientamenti politici diversi.

Siamo coloro che vogliono unirsi a voi ad Amburgo, la vostra città, per sostenere le proteste di luglio quando i leader dei venti Paesi più potenti al mondo si incontreranno nel cuore della città.

Avrete sentito parlare di noi principalmente dai politici e dai media, che vogliono intimorirvi descrivendoci come “vandali” o “ facinorosi”… Con questa lettera vorremo unire tutte le forze possibili che ci sono, in quanto tutti siamo vittime delle politiche globali realizzate durante questi vertici, quando i pochi pensano di poter decidere sulle vite di tutti quanti. 

Siete colpiti da zone rosse, gialle e blu. Avete già visto i controlli alle stazioni, le forze di polizia e tutto il loro apparato, come per esempio durante il vertice OSCE, e ne vedrete di maggiori molto presto. Possiamo immaginarci come vi sentiate, quando la libertà vostra e dei vostri amici di vivere, muovervi e incontrarvi con amici, vicini e colleghi è sospesa – anche se solo temporaneamente. 

Lo sappiamo bene anche dalle nostre stesse parole. In questi mesi abbiamo attraversato le strade degli Stati Uniti, levando al cielo le voci di milioni di persone in marcia nella resistenza sempre più diffusa a Trump, per contrapporgli la giustizia etnica, sociale e di genere contro il razzismo, il sessismo, l’islamofobia, l’omofobia, la xenofobia, il negazionismo climatico, il progetto di un Paese controllato dalle corporation che sta costruendo. Sappiamo che molti di voi stanno combattendo la destra, contro l’AfD o i governanti autoritari come Erdogan, e che molti di voi condividono la nostra opposizione alle politiche di guerra esportate in tutto il mondo. 

Nel portare avanti queste lotte, il nostro diritto di riunirci e manifestare – come il vostro – è molto spesso negato. Abbiamo combattuto per anni per difendere il nostro pianeta dalle minacce del cambiamento climatico e della crisi ecologica, dall’espropriazione e dalla devastazione, dall’estrazione di risorse delle multinazionali e dallo sfruttamento delle terre in cui viviamo. Alcuni di noi sono stati in Nord Dakota per occupare con i nostri corpi l’accesso alla pipeline. Alcuni di noi si sono mobilitati contro la lunga violenza contro la foresta amazzonica – che sia stato per lottare contro Moorburg o i mega-progetti inutili e dispendiosi come lo stadio olimpico, oppure per la ri-pubblicizzazione dell’acqua e dell’energia. 

Altri di noi hanno protestato contro i regimi corrotti e non democratici in Brasile (35 milioni di persone hanno aderito allo sciopero generale contro l’austerità di Temer questo aprile), in Russia (100 città hanno visto proteste per la corruzione del Primo Ministro Medvedev), in India (180 milioni di lavoratori hanno lottato contro il neoliberalismo di Modi lo scorso settembre), in Cina (con più di 100000 proteste ogni anno) e in Sud America (dove le proteste grandi e piccole si danno regolarmente contro la plutocrazia neoliberale di Zuma) – tutto ciò dimostra dal basso che le élites dei BRICS non sono meglio di quelle dei governanti del G20.

L’anno passato molti di noi si sono incontrati per le strade di Parigi, contro le élites che hanno minacciato le nostre vite attraverso l’intensificazione del lavoro precario e delle condizioni di esistenza. La Loi travail è stato un punto di svolta drammatico all’interno di questo processo europeo; ma sappiamo anche cosa significhi lavorare con un cosiddetto mini-job, come milioni di giovani fanno in Germania – e sappiamo anche come siano queste lotte, per giovani e meno giovani, ai tempi dello “stato di emergenza”. Ma sappiamo che tutte queste sono lotte per la solidarietà e la sopravvivenza. E voi – come tante persone dappertutto – lo avete dimostrato quando avete accolto altri cittadini del  mondo in fuga dalla guerra, dalla fame e dalla devastazione, quando avete aperto le vostre case e le vostre città per coloro che ne hanno avuto bisogno. È ovvio, anche perché lo sporco accordo tra l’Unione Europea e la Turchia della Merkel, non rappresenta né noi né voi. 

In ogni caso, siamo abituati a vedere un’opposizione amara al nostro diritto di lottare, di riunirci, di protestare – dalla polizia allo Stato. I governi di Amburgo, della Germania e degli altri potenti del G20 vorrebbero silenziarci e rimuoverci dallo spazio pubblico in modo da non dover sentire che siamo in tanti e che siamo rumorosi, e che non ci rappresentano – né in Africa, né in Europa, nelle Americhe o in qualsiasi altra parte del mondo. 

Le opzioni che i “venti potenti” discuteranno e proporranno ad Amburgo a luglio sono le stesse politiche che hanno trasformato le nostre città in parchi giochi per gli altri profitti delle speculazioni immobiliari e finanziarie; hanno reso insostenibili gli affitti e hanno alzato il costo della vita; hanno costretto le persone ad andarsene dai centri urbani; hanno reso inabitabili i nostri vicinati; hanno privatizzato i nostri servizi pubblici e i nostri beni comuni; e tante altre politiche che hanno fatto diventare sempre più difficili le vite della stragrande maggioranza della gente.

Loro sono i veri invasori e distruttori delle nostre città. Dobbiamo difenderci e proteggerci da loro!

Quindi vi chiediamo di accoglierci ad Amburgo, di non essere spaventati ma di aprire la città quando verremo per alzare la nostra voce collettiva a difesa dell’uguaglianza sociale, della libertà e della democrazia. Loro vogliono un capitalismo senza democrazia: noi vogliamo una democrazia senza capitalismo. Questo è ciò che abbiamo già chiesto a Francoforte, in occasione dell’apertura della Banca Centrale Europea. Abbiamo imparato che dove si ritrovano i “venti potenti”, e dove ci sono capitalismo e violenza, non ci può essere democrazia. 

Quando Trump, Erdogan, Putin, Temer, Modi, Zuma, Macri, May, Peña Nieto, King Salman, Merkel e tutti gli altri ladri e tiranni si incontrano per pianificare le loro prossime mosse e sfruttare le vite dei nostri territori, dobbiamo sollevarci e bloccarli. 

Se loro vogliono una zona senza democrazia ad Amburgo, noi vogliamo un Amburgo senza G20. 

Stando al vostro fianco, le persone di Amburgo, verremo assieme a luglio per dimostrarvi che c’è un altro mondo, un’alternativa alla loro visione. Rispetteremo con cura la città e le sue attività, perché siamo davvero felici di visitare i quartieri di Amburgo con così tante culture diverse e vive, con un così forte senso di libertà e solidarietà, con una tradizione storica di lotta per i diritti sociali, ambientali e economici per tutti. E speriamo di vedervi e di conoscervi per le strade della città!

Siamo tanti, siamo rumorosi e saremo ad Amburgo con tutti voi per dimostrare al mondo intero, e diventare, le alternative alla miseria di oggi. 

Amburgo, pianeta terra, maggio 2017. 

international@g20-2017.org 

Bookmark and Share

G20 - Open letter to people of Hamburg