#GlobalNoise a Madrid

#GlobalNoise a Madrid

Utente: andres7047
14 / 10 / 2012

Migliaia di persone in piazza nella capitale spagnola per protestare contro il debito al grido di ‘No debemos, no pagamos’. La manifestazione ha bloccato il centro della città partendo dalla sede della Ue in Spagna per arrivare alla Puerta del Sol, simbolo del movimento 15M dove si è svolto il ‘cacerolazo’.

Performance, samba bloc e pentole nella colorata manifestazione di ieri a Madrid per contestare, come in decine di altre città spagnole e di tutto il mondo, il ricatto del debito e i tagli imposti alle maggioranze sociali di tutta Europa. Pensionati, studenti, lavoratori e disoccupati di diverse fasce di età hanno composto un grosso corteo nel quale hanno confluito le diverse piattaforme e comitati contro i tagli all’educazione e la privatizzazione della sanità. Ancora una volta, e accompagnati dal rumore delle pentole, si sono fatti sentire i cori del ‘pueblo unido’ per contestare le politiche del governo Pp.

Dopo il #13O,il calendario dei movimenti madrileni per i prossimi 30 giorni include diverse date di mobilitazioni di rilievo, un incontro europeo e molto probabilmente uno sciopero generale. Il prossimo 18 ottobre nell’università ci sarà una giornata di mobilitazione studentesca contro l’aumento delle tasse; tra il 20 e il 25 ottobre, giorni in cui si terrà la discussione del bilancio dello Stato, si contempla la possibilità di riprovare il modello ‘Rodea el Congreso’ dello scorso 25 settembre, con l’intenzione di circondare il parlamento per bloccare l’approvazione del bilancio.

Il mese di novembre si apre dal 1 al 4 con Agora99, un meeting euro-mediterraneo su debito, diritti e democrazia che vuole dare continuità al coordinamento internazionale nato a maggio nelle giornate di Occupy Frankfurt. Per quanto riguarda lo sciopero generale, il 14 novembre è “una data probabile” secondo i due grandi sindacati, e dopo la dimostrazione di forza di domenica scorsa in tutto lo Stato sembra quasi sicura la loro intenzione di indire lo sciopero per far sì che coincida con le mobilitazioni di altri sindacati europei, in concreto quelli portoghesi.

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