Da Atene aggiornamento alle ore 13.00 con Argiris Panagopoulos

Grecia - paralizzata e divisa

27 / 9 / 2012

 La Grecia è stata paralizzata ieri dallo sciopero generale di 24ore proclamato dai sindacati del settore privato Gsee e pubblico Adedy, mentre centinaia di migliaia di lavoratori, disoccupati, giovani e donne hanno partecipato divisi alle manifestazioni e ai cortei sindacali tra più numerosi degli ultimi. Atene sembrava ieri mattina un deserto, il porto del Pireo sembrava abbandonato da passeggeri e Tir, mentre le medie e grandi imprese delle zone industriali di Elefsina e Salonicco sono diventate il cuore della protesta degli scioperanti. L’amministrazione pubblica è stata paralizzata al completo, mentre chi ha aperto il suo negozio nella periferia di Atene si è ritrovato da solo. Facevano impressione nei cortei di tutte le città gli innumerevoli striscioni di piccoli gruppi di lavoratori anche di piccole aziende o settori statali che volevano rendere visibile la loro rabbia.

Per oggi Samaras ha convocato il leader del Pasok Venizelos e quello della Sinistra Democratica Koubelis, per dare luce verde al governo sull’annuncio dei tagli agli 11,9 miliardi di euro. In vista di venerdì, quando le misure saranno presentate all’EuroWorking Group, il comitato preparatorio degli alti funzionari dell’eurozona, poi lunedì torneranno ad Atene i rappresentanti della troika per concludere le trattative.

Le misure dovranno essere votate dal parlamento greco entro sabato  Il corteo del Pame, il sindacato del Kke,ha sfilato per primo ieri con trentamila personeda piazza Omonoia fino a Syntagma, con i suoi militanti contenti per la grande affluenza che faceva sembrare il loro corteo «più grande di quellodi Syriza», considerando che chi non era nel corteo del Pame è di Syriza. Il corteo pero dei sindacati ufficiali, di quelli di base da Campo di Marte fino a Syntagma era almeno tre o quattro volte più grande e chi ha partecipato non era naturalmente di Syriza.

Questa dinamica si è ripetuta ieri a Salonicco,  Patrasso, Heraklio, Larissa e in tuttele città greche che hanno visto la rabbia dei lavoratori scendere in strada. Il fatto è che questa divisione a sinistra appare come un elemento schizofrenico, dopo i disastrosi risultati elettoralidi Kke. Alexis Tsipras di Syriza prima della partenza del corteo dei sindacati dal Campo di Marte ha denunciato che «la Grecia non si deve trasformare in un immenso cimitero sociale», considerando che le misure creano «un’enorme contrapposizione sociale» e che «i partiti di governo hanno ingannato la gente perché non possono difendere nemmeno le loro più elementari promesse». Per Tsipras i lavoratori greci «non sopportano più l’ingiusto e unilaterale annientamento che viene imposto da più di due anni».

Da parte sua la segretaria generale di Kke Papariga,ha mandato da Omonoia un messaggio per «l’uscita della Grecia dall’Unione Europea»come condizione «per il benessere del popolo» e ha chiesto ai lavoratori di intensificare le loro lotte contro il governo e la troika.

Il tagli hanno creato i primi problemi al leader della Sinistra Democratica Koubelis, perché ogni giorno aumenta il malessere interno nel suo partito,con tre dei suoi diciassette deputati - per ora- che non vogliono votare le misure di cosiddetta austerità, insieme ai tanti militanti che esprimono pubblicamente il loro dissenso. Ma se la Sinistra Democratica non vuole prendere provvedimenti contro i suoi deputati ribelli, Pasok e Nuova Democrazia sembrano decisi a soffocare qualsiasi defezione. Comunque già ND e Pasok godono di una larghissima maggioranza grazie alla legge elettorale e qualsiasi ribellione durante il voto rischia di non avere conseguenze.

Intanto la polizia ha messo in atto ieri la sua nuova strategia per reprimere le manifestazioni, anche se il governo ed il Comune di Atene, controllato da Pasok e Sinistra Democratica, non hanno potuto cambiare il quadro legislativo ed emanare nuove disposizioni per vietare cortei, nmanifestazioni e scioperi. Per la prima volta dopo decenni si sono visti ieri idranti corazzati, uno di fronte a Syntagma e altri quattro nascosti, pronti a riempire i manifestanti di acqua concomponenti tossici e colorati.

Alla fine pero la polizia ha usato i metodi «tradizioni» delle cariche e dei gas per allontanare da Syntagma qualche centinaio di incappucciati che tiravano sassi e pezzi di marmo, bruciando lo stand di una organizzazione di assistenza ai bambini e decine di bidoni della spaziatura. La polizia fino a sera aveva fatto cento fermi, alcuni«preventivi» e a decine di chilometri da piazza Syntagma, e 20 arresti, mentre l’ospedale ortopedico KAT aveva soccorso tre feriti. Qualche centinaiodi giovani ha protestato fuori della direzione centrale della polizia Gada.

tratto da Il Manifesto 27 settembre 2012

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