Hackmeeting: al via l’edizione 2018

5 / 7 / 2018

Avrà luogo il prossimo fine settimana, presso il laboratorio sociale autogestito Buridda a Genova, la ventunesima edizione di Hackmeeting, l’annuale incontro delle controculture digitali italiane. In questa nuova edizione particolare attenzione verrà dedicata alle questioni legate ai social network, uno degli incontri vedrà ad esempio la presentazione dell’istanza Mastodon, un social network non commerciale e autogestito, a cura del collettivo Bida (https://mastodon.bida.im/about/more). Segnaliamo anche il contributo di Unit HackLab, Collettivo Trammenti e gruppo Ippolita col dibattito “spazio di comunicazione – no like” che, dopo un’introduzione su alcune pratiche di utilizzo di social network, si aprirà con una domanda fondamentale: “ma noi cosa vogliamo?”.
Grande spazio inoltre alla presentazione di diverse opere pubblicate nell’ultimo anno: “Datacrazia”, “Stop al panico”, “L’inconscio fra reale e virtuale” e il n°45 della rivista "Zapruder" dal titolo "Hack the system". Per il programma completo rimandiamo al sito hackmeeting.org, da cui riprendiamo anche le informazioni scritte di seguito.

 

Tre giorni di seminari, giochi, feste, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, per analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti.

 

Chi organizza l’hackmeeting?L’hackmeeting è un momento annuale di incontro di una comunità che si riunisce intorno a una mailing list. Non esistono organizzatori e fruitori. Tutti possono iscriversi e partecipare all’organizzazione dell’evento, semplicemente visitando il sito www.hackmeeting.org ed entrando nella comunità.

Chi è un hacker? Gli hacker sono persone curiose, che non accettano di non poter mettere le mani sulle cose. Che si tratti di tecnologia o meno gli hackers reclamano la libertà di sperimentare. Smontare tutto, e per poi rifarlo o semplicemente capire come funziona. Gli Hackers risolvono problemi e costruiscono le cose, credono nella libertà e nella condivisione. Non amano i sistemi chiusi. La forma mentis dell’hacker non è ristretta all’ambito del software-hacking: ci sono persone che mantengono un atteggiamento da hacker in ogni campo dell’esistente, spinti dallo stesso istinto creativo.

Chi tiene i seminari? Chi ne ha voglia. Se qualcuno vuole proporre un seminario, non deve fare altro che proporlo in lista. Se la proposta piace, si calendarizza. Se non piace, si danno utili consigli per farla piacere.

Ma cosa si fa, a parte seguire i seminari? Esiste un “lan-space”, vale a dire un’area dedicata alla rete: ognuno arriva col proprio portatile e si può mettere in rete con gli altri. In genere in questa zona è facile conoscere altri partecipanti, magari per farsi aiutare a installare Linux, per risolvere un dubbio, o anche solo per scambiare quattro chiacchiere. L’hackmeeting è un open-air festival, un meeting, un hacking party, un momento di riflessione, un’occasione di apprendimento collettivo, un atto di ribellione, uno scambio di idee, esperienze, sogni, utopie.

Quanto costa l’ingresso? Come ogni anno, l’ingresso all’Hackmeeting è del tutto libero; ricordati però che organizzare l’Hackmeeting ha un costo. Le spese sono sostenute grazie ai contributi volontari, alla vendita di magliette e altri gadget e in alcuni casi all’introito del bar e della cucina.

Dormire. Esisterà la possibilità di mettere alcune tende in giardino o di dormire all’interno in stanzoni comuni (saccapelo e materassini consigliati)

Mangiare. La gestione della cucina sarà autorganizzata e invitiamo tutti e tutte a collaborare. Come tutti gli anni, si rispetteranno le necessità alimentari di ogni tipo e quindi troverai cucina vegana e vegetariana. Se hai necessità particolari, scrivilo in lista. Consigliamo di portare con te le stoviglie per mangiare (è un campeggio) perchè quelle presenti non basteranno per tutti.

Cosa posso portare. Se hai intenzione di utilizzare un computer, portalo accompagnato da una ciabatta elettrica. Non dimenticare una periferica di rete di qualche tipo (vedi cavi ethernet, switch e/o dispositivi WiFi). Ricordati inoltre di portare tutto l’hardware su cui vorrai smanettare con gli altri. Durante l’evento la connessione internet sarà estremamente limitata dato il posto ma, se vuoi essere assolutamente sicuro di poterti connettere, portati una pennina 4G e il necessario per condividerla con gli amici! In generale, cerca di essere autosufficiente sul lato tecnologico.

Posso arrivare prima di venerdì? Vuoi arrivare qualche giorno prima? Fantastico! Nei giorni precedenti ad hackmeeting ci sono sempre molte cose da fare (preparare l’infrastruttura di rete, preparare le sale seminari, e tanto altro!) quindi una mano è ben accetta. Dai un’occhiata alla mailing list per organizzarti.

Posso arrivare in camper? Il Buridda non ha posto per ospitare camper. Se venite in camper dovrete parcheggiarlo fuori, ad esempio in corso Monte Grappa o via Montello, cosa non semplicissima.

Posso scattare foto, girare video, postare, taggare, condividere, uploadare? Pensiamo che ad ogni partecipante debba essere garantita la libertà di scegliere in autonomia l’ampiezza della propria sfera privata e dei propri profili pubblici; per questo all’interno di hackmeeting sono ammessi fotografie o video solo se chiaramente segnalati e precedentemente autorizzati da tutte e tutti quanti vi compaiano. Le persone che attraversano hackmeeting hanno particolarmente a cuore il concetto di privacy: prima di fare una foto, esplicitalo.

Come ci si aspetta che si comportino tutte e tutti? Hackmeeting è uno spazio autogestito, una zona temporaneamente autonoma e chi ci transita è responsabile che le giornate di hackit si svolgano nel rispetto dell’antisessismo, antirazzismo e antifascimo. Se subisci o assisti a episodi di oppressione, aggressione, brute force, port scan, ping flood e altri DOS non consensuali e non sai come reagire o mitigare l’attacco, conta sul sostegno di tutta la comunità e non esitare a richiamare pubblicamente l’attenzione e chiedere aiuto.

 

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