I comuni italiani ed il loro indebitamento

15 / 3 / 2017

Parte con questo articolo di inquadramento tematico un mini-ciclo dedicato all’indebitamento dei comuni italiani all’interno del regime fiscale e finanziario che si è prodotto in Italia ed in Europa dopo lo scoppio della crisi globale. Gli approfondimenti, curati da Francesco Silvi (economista e collaboratore di Globalproject), avranno come oggetto i casi-studio di Roma, Parma e Torino e saranno seguito da un pezzo di conclusione e spunti, con un particolare sguardo rivolto al ruolo che possono avere i movimenti sociali in questo contesto.

Nel dibattito economico sulla finanza pubblica da tempo viene segnalato il fatto che, con la crisi finanziaria, lo Stato italiano abbia ridotto gli spazi di manovra di Comuni e Regioni per sistemare i suoi conti disastrati. L’evidenza del fatto è tale che si è parlato apertamente di neo-centralismo, quando gli anni 2000 hanno rappresentato invece la fase più alta di sistemazione del federalismo fiscale.

All’interno di quale contesto si muovono i movimenti sociali nelle città e quale può essere un possibile sbocco del neo-municipalismo radicale in questo quadro? È utile forse sistemare alcuni appunti sulla questione, anche in veloce sintesi, in cui inquadrare alcune situazioni più specifiche e verificare degli elementi politici, come per esempio la tesi trappola del debito[1] e il loro agire sui Comuni.

1990 - 2007. Gli anni ’90 segnano il passaggio da una finanza locale derivata, dove principalmente lo Stato trasferisce le risorse ai Comuni, ad una finanza decentrata dove i Comuni hanno una maggiore autonomia nell’imporre tasse e tributi, fino al passaggio all’ipotesi del federalismo. All’interno di questo processo i comuni possono rivolgersi al mercato finanziario privato per indebitarsi, possono emettere obbligazioni e utilizzare strumenti finanziari come i derivati. Nel 2003 la Cassa Deposito e Prestiti, che detiene la maggior parte dei mutui dei comuni, diventa S.p.A. e viene formalmente privatizzata, così gran parte del debito dei Comuni fuoriesce dal perimetro della Pubblica amministrazione. Fino al 2007 si registra un aumento dell’indebitamento degli enti locali maggiore, in termini relativi, rispetto all’Amministrazione centrale, ma il Patto di Stabilità introdotto nel 1999 blocca le assunzioni. In questo modo, il capitale ottenuto in prestito nel mercato finanziario privato è a sostegno di servizi esternalizzati, svolti con contratti precari, mentre vengono foraggiate sia le nuove che le vecchie rendite urbane.

Dal 2008, con la crisi finanziaria, si blocca il livello di indebitamento raggiunto dagli enti locali, mentre lo Stato aumenta il suo debito a causa anche delle sue funzioni anti-cicliche (aumento della spesa sociale per ammortizzatori sociali) ed al calo delle entrate. Con la crisi dei debiti sovrani dell’eurozona del 2011 i vari governi italiani stringono ancora di più su Comuni e Regioni imponendo, tramite le ultime versioni del Patto di Stabilità, addirittura degli avanzi di bilancio.

comuni

Le conseguenze degli ultimi patti di stabilità sono note: il risparmio generale della finanza pubblica italiana è praticamente nulla ma la pressione esercitata sui bilanci comuni deprimono le loro peculiari funzioni nell’economia italiana: gli investimenti nelle infrastrutture, i trasporti pubblici locali, e i servizi socio-assistenziali. Dal 2017 si passa al Patto di stabilità all’istituto del “Pareggio di bilancio” anche per i comuni, con lo scopo di riattivare gli investimenti a livello locale.

Terminiamo questo articolo introduttivo con una domanda: la regia di tutto questo deve essere centrale?

*** Per sopravvivere si occupa di economia. Principalmente di bilanci pubblici, sia dello Stato che degli enti locali, che lo ha portato a confrontarsi anche con la statistica territoriale e la costruzione di indicatori statistici per le politiche pubbliche. Su questi temi ha collaborato con le amministrazioni pubbliche. Su twitter -> @frasilvi


[1] Un testo utile in tema è AA.VV., L'alternativa all'Europa del debito (2013)

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