Il pericolo nucleare viaggia in autostrada

7 / 11 / 2012

Nelle prossime ore un carico di scorie nucleari proveniente dal depositodi Vercelli, dall’Austria e dalla Slovenia dovrebbe convergere al portodi Trieste per essere imbarcato su una nave.

Un trasporto di pericolosità estrema, naturalmente.

Pochi chilogrammi, non si conosce il quantitativo esatto, dicombustibile esausto di varia natura verranno trasportati a Trieste, lungo tutto il Nord Italia e le misure di sicurezza e i piani di emergenza necessari sono ovviamente imponenti. Per cercare di prevederee prevenire ogni possibile disastro.

Per fare un esempio: solo ieri pomeriggio (6 nov., ndr) una grandinata a secco ha provocato la formazione di lastre di ghiaccio sulla A4, risultando in un blocco della circolazione con dieci chilometri di coda. Cosa sarebbe successo se il convoglio nucleare avesse dovuto passare la scorsa notte? Con quale incoscienza viene spacciato come sicura una cosache di fatto mette a repentaglio la salute di centinaia di migliaia dipersone?

Questo trasporto non si dovrebbe fare. Non dovrebbe attraversare tutto il nord italia per raggiungere Trieste.

Queste scorie non dovrebbero proprio esistere.

Il peso dell’eredità del programma nucleare italiano sta in 300 tonnellate di scorie di varia natura ancora confinate – precariamente, peraltro – nelle piscine delle vecchie centrali. Oltre che nelle svariate e ignote tonnellate di materiale proveniente dalle testate nucleari della NATO presenti sul nostro territorio.

Tutta la gestione delle scorie italiane e’ una presa in giro. La SOGIN, che nasce nel 1999 ed e’ finanziata con tasse specifiche sulle bolletteenergetiche, fino al 2001 non ha fatto nulla. Da allora ha speso un miliardo di euro per non fare nulla: il programma dovrebbe terminare nel 2024. A meta’ vita nemmeno il 10% di avanzamento dei lavori e’ statoottenuto. Pero’ sono stati spesi il 50% dei fondi. Ovviamente inpersonale, assunzioni, consulenze, imprecisate attività. Ma non unacentrale è stata smantellata. E le scorie sono ancora là, da riprocessare.

E anche una volta riprocessate, in nessuno stato possono essere considerate “sicure”, anche perché il tempo di vita di molta parte diesse è lungo centinaia, migliaia o milioni di anni ed è impredicibile cosa possa accadere in un lasso di tempo in cui civiltà nascono emuoiono, o addirittura in un tempo più lungo dell'intera storiadell'umanità.

Non esiste un solo deposito “sicuro” e “definitivo” al mondo e programmifaraonici, come quello per il deposito di Yucca-Mountain negli USA, sonostati abbandonati perché riconosciuti irrimediabilmente inadeguati, dopo una spesa di molti miliardi di dollari. Intanto, la maggior parte delle scorie rimane nelle piscine di confinamento, per la necessità di una refrigerazione continua a causa dell'enorme calore che continuano a generare per decine di anni.

Qual è la destinazione delle scorie che verranno trasportate questa notte? Il tutto non è di dominio pubblico.

Dove andranno, quali trattamenti subiranno e quale sarà la loro destinazione finale?

Potrebbero essere usate per scopi militari, per costruire “bombesporche”, mini-testate strategiche o proiettili rivestiti di materialeradioattivo? Anche solo per questo dubbio il trasporto andrebbe fermato fino a che questi interrogativi non abbiano una risposta chiara e controllabile.

Da molti anni sosteniamo pubblicamente che il nucleare e’ una menzogna e un pericolo assurdo, insieme agli attivisti no nuke e a tutti coloro che da molto anni si battono contro il nucleare.

L'abbiamo ripetuto ampiamente durante la campagna referendaria dello scorso anno, ed è un insulto che ancora una volta le decisioni che riguardano il nucleare passino sopra la testa di tutti, senza nessuna democrazia, con grande disprezzo del pericolo a cui siamo esposti. Tuttavia, dai toni usati nei comunicati di prefetture e questure,  e riportati adeguatamente enfatizzati dalla stampa, pare che il pericolo maggiore sia chi contesta il nucleare. In realtà è una retorica che ha l'unico scopo di nascondere una verità semplice, dimostrata dalle draconiane misure di sicurezza del trasporto, dai contenitori speciali al monitoraggio continuo, alla chiusura di interi pezzi di autostrada: la verità è che questa è una violenza su grande scala, che siamo tutti quanti ostaggi dell'enorme pericolosità di quel trasporto.

Casa delle culture Trieste

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