Lampedusa a Venezia

Conferenza stampa degli attivisti di Razzismo Stop con i profughi ospitati in situazione di assoluta incertezza, non sanno come sopravvivere o dove andare nel momento in cui lo sgombero richiesto a gran voce da Caritas dovesse avvenire.

14 / 11 / 2013

Questa mattina i profughi ospitati nella struttura di via del Gaggian insieme agli attivisti dell'Associazione Razzismo Stop hanno tenuto una conferenza stampa per prendere parola sulla loro vicenda.

Queste persone sono ospiti ormai da 2 anni nella struttura di proprietà dell'Opera S.Maria della Carità gestita in convenzione dalla Caritas Diocesana di Venezia. A partire dal marzo di quest'anno, quando alla scadenza della convenzione i 46 euro al giorno che Caritas riceveva da 2 anni per ogni persona ospitata hanno smesso di arrivare, si è smesso di parlare di profughi ed è diventato un problema di ordine pubblico o igienico sanitario.

Queste persone si trovano in una situazione di assoluta incertezza, non sanno come sopravvivere o dove andare nel momento in cui lo sgombero richiesto a gran voce da Caritas dovesse avvenire.

E' passato poco più di un mese dalla strage di Lampedusa ma è chiaro che anche per chi sopravvive alla traversata non si prospetta uno scenario facile. E’ evidente insomma come sia facile ed ipocrita piangere i morti per poi abbandonare i sopravvissuti. C’è dunque chi chiude gli occhi quando Lampedusa è a Venezia.

La conferenza stampa è avvenuta in contemporanea al Tavolo per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico che si è svolto in Prefettura proprio per discutere del futuro di via del Gaggian.

I rifugiati hanno voluto prendere parola per smentire le dichiarazioni che la proprietà rilascia continuamente dipingendo una situazione di degrado e pericolosità.

Hanno fatto visitare la casa ai giornalisti per dimostrare come tra mille difficoltà stiano cercando una vita dignitosa dopo aver trovato un posto dove vivere lontano da guerre e miseria.

Hanno esposto uno striscione che diceva "Scusate se non siamo annegati" proprio per far capire che Lampedusa è anche qui, in un casa da mesi abbandonata da chi come mission dice di voler aiutare le persone in difficoltà, ma poi alla fine sa solo chiedere lo sgombero quando nessuno paga più per la loro carità.

Tutti insieme, rifugiati ed associazioni, diffidiamo le autorità da sgomberi forzati e chiediamo che il tavolo si occupi di trovare soluzioni immediate per queste persone abbandonate da troppo tempo.

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