Lettera da un nemico

di Mdc
31 / 7 / 2018


Riceviamo da un nostro lettore e pubblichiamo una missiva indirizzata al ministro dell'interno Matteo Salvini.

Ministro, è un nemico che ti scrive. È una lettera che da giorni formicola il mio stomaco. Inutile parlarti di chi sono io o delle mille belle e brutte cose che ho fatto o mi son successe. Inutile perché dovrei parlarti della storia recente dei movimenti in Italia e in Europa

Inutile perché la mia figura, al contrario della tua, non conta singolarmente ed è utile solo se fa parte della collettività. Inutile perché dovrei scardinare prima l'immenso ego che ti circonda. Inutile perché non potresti capire la forza che sprigiona il vivere insieme agli altri, a fianco degli altri.

Invece, con cinica arroganza, la mia anima disobbediente muove le dita verso di te ed è di te che voglio parlare.

Mi chiedo cosa ti spinga ad esser la parte che reciti. Vorrei prenderti a sberle come si fa con un adolescente che fa le bizze. Vorrei sputarti in faccia come si fa alla fine di una rissa da bar. Vorrei dirti tante cose. Ma non so da dove iniziare, come recitano le canzoni del nostro infame tempo. 

Sei la mossa che serviva per rompere la patina di precarietà e resilienza di questo Paese. Lo spartiacque che necessitavano molti annoiati per cominciare non a sperare, ma a lottare. 

Credevo che il progresso potesse portare a cambiamenti di paradigmi esistenziali, internazionali, immensi. E invece così non è: siamo fermi, e tu sei la pedina più evidente di questo blocco. Sei l'acqua sporca di una gigantesca pozzanghera. Sei il muro pieno di muffa in una casa fatiscente. Sei il grosso buco nel calzino che ti  costringe a buttare anche l'altro perché sarebbe impossibile rattopparli entrambi. Sei escremento troppo acido per poter concimare.

Sei un nemico. Sei nemico dei gay, sei nemico dei “neri”. Sei nemico delle libertà personali. Sei nemico della salute. Sei nemico dei fiori. Sei nemico dell'aria buona e pulita. Sei nemico dei poveri di tutti i colori. Sei nemico degli operai. Sei nemico degli studenti. Sei nemico degli artisti. Sei nemico di un'intera generazione senza futuro.

Io credo che, però, di una cosa ci hai liberato: ci hai liberato dall'atavica, noiosa e ipocrita politica degli ultimi governi tecnici, moderati, falsi. Hai reso palese ciò che prima veniva mascherato. Hai aperto la via alla comprensione delle vostre enormi bugie. Hai quasi illuminato molti corpi avvolti nel buio della precarietà. 

La rabbia è scintilla e fuoco allo stesso tempo.

Non aspetteremo di vedervi concludere, mattone dopo mattone, il grande muro delle vostre enormi chiusure mentali. Non aspetteremo che scoppi tutto e che tu, con le tue “cinque stelle”, mandiate tutto a scatafascio. No. Vi fermerò prima. Dal basso. Dalle strade e dalle piazze. Dalle case popolari. Dalle aule e dai giardini delle nostre università. Dal nostro rifiuto alle vostre politiche. Ci uniremo, lo stiamo già facendo. Senza distinzioni di genere o di razza o di credo. Solo con la spinta al cambiamento in meglio dello stato presente delle cose.

Ministro: fai ancora in tempo a rimettere i remi in barca e farti un bel giro da solo in mezzo al mare. Hai ancora un po' di tempo anche se il ticchettio dell'orologio è l'ennesima invenzione della tua classe dirigente e noi giochiamo già a distruggerlo. 

Questa non è una minaccia; è una constatazione.

Odio chiama odio e nonostante chi ami sia già pronto per il cambiamento, per colpa vostra ci tocca tornare per l'ennesima volta su temi e paradigmi che la nostra intelligenza e il nostro cuore hanno già superato. Io vorrei parlare di beni comuni, di come superare le plastiche e il petrolio, di come condividere e convivere in un mondo multietnico, di ricerca e di sanità pubblica, di cure con rimedi naturali, di libertà culturali, di nuova conquista di tempo necessitato, di rifiuto del paradigma del lavoro come forma di sopravvivenza; e invece mi ritrovo di nuovo a dover discutere di razzismo, omofobie, dignità, libertà sessuale ecc.

Bene, no problem. Mi spiace solo che siate ancora così indietro da non capire che il mondo è uno e che gli uomini sono liberi, col proprio corpo, di fare ciò che vogliono per stare bene.

Così sciocco da non capire che la vita è una e va vissuta sorridendo e amando.

Io sono un uomo che vorrebbe solo amare: amare le donne, amare gli animali e le piante. Amare un bel disco o un bel murales. Amare i viaggi in treno. Amare e ballare tutta la notte canzoni e musiche che vengono dall'altra parte del mondo. Amare il tramonto dietro le montagne.

Ed eccomi invece qui, a odiare te, la tua politica, chi ti ha preceduto e chi ti sta affianco. Eccomi qui, a cercare di organizzare le idee per trovare il modo più semplice ed efficace per eliminarti. Come una zanzara.

Forse saranno solo parole. 

Forse ci vorranno parole e gesti di pace. Forse ci vorranno parole, gesti e azioni. Forse ci vorranno corpi, menti e cuori uniti e determinati nel far sentire e nel mettere in pratica queste parole.

Forse, e ciò lo determineranno le persone, ci vorrà la forza. 

Forse la forza da sola non basterà e si trasformerà in resistenza.

Ma di una cosa puoi star certo: nessuno starà a guardare mentre torturi il nostro fantastico mondo. 

Noi siamo già umani, ora tocca a noi batterci e sconfiggere le bestie, voi.

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