Milano - Nuova occupazione del Lambretta, in via Bogna 10

11 / 2 / 2017

Nel pomeriggio di ieri, a Milan, il Lambretta ha liberato un nuovo spazio in via Val Bogna 10, zona Calvairate. All’inizio di questa settimana giunge la notizia dell’uscita del collettivo Lambretta dallo stabile di Via Canzio 4, occupato a Settembre, per permettere l’avvio dei lavori di ristrutturazione che porteranno la Statale (proprietaria dell’immobile) all’apertura di una residenza studentesca da 37 posti letto. L’occupazione di Via Canzio avveniva a pochi giorni dall’incendio doloso che aveva reso inagibile lo stabile di Via Cornalia dove il Lambretta aveva promosso tutte le sue attività tra cui una frequentatissima palestra dal Settembre 2014. La nuova occupazione arrivi a pochissimi giorni dalla dura condanna a 13 anni e sei mesi dell’ex-Assessore regionale alla casa Domenico Zambetti (per voto di scambio con la ‘ndrangheta) che tanto si  spese nel 2012 per ottenere lo sgombero da parte della Forze dell’Ordine del primo Lambretta di Piazza Ferravilla per “ripristinare la legalità”. Lo sgombero, effettivamente, ebbe luogo nell’Ottobre di quell’anno. Le villette rimasero abbandonate  e vennero rioccupate a Dicembre per essere nuovamente sgomberate nell’Agosto 2014. Di seguito il comunicato.

Così avevamo detto, così abbiamo fatto!
Riprendiamo spazio dopo una decisione insolita per un collettivo che occupa, ma politicamente valida per noi.
L’occupazione in una città come Milano, che non solo non garantisce luoghi di aggregazione accessibili a tutti, ma compromette il valore culturale, sociale e politico degli spazi stessi, è un gesto strumentale: occupare a Milano uno stabile, e farlo rivivere attraverso l’autogestione, è aprire fratture e vertenze che, denunciando il degrado urbano e la speculazione edilizia, aprono possibilità di riappropriazione indiretta di reddito e di diritti.

In una metropoli che specula sull’abitare e sull’accoglienza reale ai migranti, decidere di restituire uno studentato inutilizzato da anni alla sua funzione reale è gesto dovuto se vogliamo rispondere all’esigenza di ridare dignità al diritto allo studio, spesso legato all’impossibilità da parte degli studenti di sostenere i prezzi di mercato degli affitti.

Inizieranno quindi i lavori in via Canzio e vigileremo tramite la conferenza degli studenti sui criteri di assegnazione e sul canone degli affitti. Chiaramente, qualora i lavori dovessero non proseguire, o peggio, non riiniziare, riprenderemo lo stabile.

Emigriamo quindi e ci affacciamo alla realtà di Zona 4, realtà per noi conosciuta (la prima occupazione in piazza Ferravilla si collocava tra Zone 3 e Zona 4), e in cui abbiamo intenzione di proseguire la nostra battaglia per una città che sappia essere umana, che esca dalle logiche della Milano da bere e che sia di ampio respiro per chi non si rassegna alla crisi e crede nell’importanza di tessere reti a livello locale e internazionale.

Alle porte del quinto compleanno del Lambretta siamo decisi a portare avanti i percorsi che ci caratterizzano (lo sport popolare, il lavoro nelle scuole, le attività con i migranti come la squadra dei Black Panthers e la scuola di italiano, il lavoro sulla musica con il laboratorio hip hop ecc …) e diventare punto di ritrovo e scambio, un nuovo presidio nella zona che sia antifascista, anti sessista e antirazzista.

Nella Milano dove il fascismo non trova spazio per una falla burocratica e non per la sua non legittimità, nell’ Italia dove c’è chi arriva al suicidio lucidamente per non vedere lo svilimento delle nostre esistenze, nella tragedia che si consuma a livello globale tra nuove dittature come quella turca, guerre – risiko come quella in Siria, l’attacco al modello di autogoverno del Rojava e ingiustizie come in Palestina, decidiamo di irrompere nel reale e sabotare la rassegnazione (cit.).

Il Lambretta vuole essere questo e vi invita da subito a partecipare alle numerose iniziative e percorsi che ci saranno.

Inizieremo con l’aperitivo di oggi alle 19, il pranzo sabato 11/2 alle 12 e a seguire la partenza per il corteo nazionale per la liberazione di Ocalan e con altre attività di diverso tipo che speriamo possano moltiplicarsi a arricchirsi con il contributo di tutti e tutte voi.

CSOA Lambretta

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