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Contestata dagli studenti del D.A.D.A. l'ennesima passerella alla Federico II

Napoli - Contestata la senatrice Finocchiaro all'università

Grazie a voi ed al governo Monti l'università costa di piu' ed è accessbile a meno persone

28 / 9 / 2012

Oggi un gruppo di attivisti, studenti e precari del D.A.D.A. (Collettivo e Spazio Occuapto nella centrale della Federico II) hanno fatto irruzione durante i precorsi della facoltà di giurisprudenza per interrompere l’intervento della senatrice Anna Finocchiaro. Interrompendo quello che doveva essere l’ennesimo gran galà della Federico II, gli studenti hanno contestato la presenza del capogruppo del Partito Democratico al Senato in quanto rappresentante del partito che più ha fatto per sostenere le scelte scellerate del governo Monti.
La senatrice, quest’estate, aveva espresso una totale soddisfazione per il ddl Fornero approvato il 28 giugno che – attaccando l’articolo 18 e moltiplicando la condizione di precarietà dei lavoratori in entrato – distruggeva oltre quarant’anni di lotte sociali per i diritti del lavoro. “Siete qui per dirci che l’università è il luogo virtuoso in cui la formazione ci garantirà il futuro – hanno detto gli studenti – ma in realtà, oggi, iniziamo un’Università con le tasse aumentate, con l’incremento delle facoltà a numero chiuso e con gli effetti devastanti dell’ultima riforma universitaria”.
Gli studenti hanno poi condannato l’atteggiamento lobbistico e totalmente estraneo ai processi reali di impoverimento del paese della partitocrazia italiana. Hanno poi concluso il loro intervento ricordando alla platea, che applaudiva entusiasta, che gli studenti e i precari dell’università prenderanno sempre parola per reclamare diritti e democrazia.

D.A.D.A.- Dipartimento Autogestito Dell’Alternativa, Università Federico II

il testo della lettera

Buongiorno a tutte e a tutti. E buongiorno a lei senatrice Finocchiaro. Siamo sicuri che ci perdonerà quest’interruzione. E speriamo che lo facciate anche voi.

Ci scusiamo, ma forse lo facciamo solo per un po’ di bon ton. Perché in realtà non stiamo facendo altro che prendere parola in un luogo dove farlo ci spetterebbe di diritto. Siamo gli studenti e i precari che abitano questa università. Avete cominciato l’anno accademico raccontandoci per l’ennesima volta che siamo e saremo protagonisti del mondo universitario, o più in generale della società. Lo avete fatto qui a giurisprudenza, dove l’anno con i precorsi comincia un po’ prima che altrove. Lo avete fatto parlando delle funzioni del giurista. E lo stato facendo oggi parlandoci della funzione di quest’ultimo in campo politico-amministrativo. Lo avete fatto dicendoci che saremo la futura classe dirigente, raccontandoci in milioni di modi quanto siamo importanti. E lo avete fatto, da qualche anno a questa parte,  invitando docenti, amministratori, e superstar del mondo giuridico-politico campano e italiano, in quello che in tutta sincerità, e ci scusiamo ancora una volta se possiamo apparire indelicati, non ci sembra altro che un gran galà della Federico II. Eppure l’importanza che ci attribuite non sembra sufficiente a farci prendere parola, se non quando, approfittando di questo genere di maxieventi ci riesce di fare una piccola forzatura. E’ evidente che mentre ci parlate non teniate particolarmente conto di quello che accade nel mondo reale. Fuori dalle illustrissime mura della prima università di Napoli. In territori martoriati dalla povertà. In un paese dove sta avendo luogo il più grande attacco ai nostri diritti degli ultimi 50 anni. In un paese dove quando si è fortunati si va incontro al lavoro precario o intermittente. Ma dove più spesso si va incontro alla disoccupazione. Senza prenderci in giro riconosciamo che l’Italia non ha mai avuto uno stato sociale vero e proprio. Eppure in qualche modo i governi che si sono succeduti – anche piuttosto rapidamente – negli ultimi anni, sono riusciti a smantellare, o ci stanno provando attualmente, anche i pochi ammortizzatori sociali presenti in questo paese. Ma è sufficiente anche solo guardare la sezione pagamenti di segrepass per accorgerci che la tassa regionale campana per l’iscrizione all’università quest’anno è aumentata di altri cento euro. In barba ai bei discorsi sul valore dell’università pubblica e dell’accessibilità ai saperi che si fanno in regione o a Roma. Come già detto, in un’università dove gli spazi di socialità vanno progressivamente a ridursi, e dove difficilmente ci è data la possibilità di prendere parola, fortunatamente abbiamo imparato a sfruttare i momenti in cui l’università decide di portare personaggi di particolare spicco nel nostro ateneo, per prendere parola. Ecco, Senatrice Finocchiaro, questo è uno di quei momenti. Si figuri senatrice, non è che ce l’abbiamo con lei in particolare. Ma oggi abbiamo la possibilità di dire quello che pensiamo, poco importa se in un'iniziativa concepita per far parlare altri. Vi sentiamo un giorno sì e un giorno no alla televisione. E ogni mattina leggiamo quello che avete da dire sui quotidiani. E oggi. Quello che pensiamo, abbiamo la possibilità di dirlo a una Senatrice della Repubblica italiana. Capogruppo in parlamento di uno dei partiti simbolo della partitocrazia. Un partito, il PD, che fa parte dell’attuale maggioranza di governo. Un partito che ha contribuito attivamente alla macelleria sociale messa in atto da un governo eletto da un parlamento, che per ammissione del suo stesso partito Senatrice, non è in grado di rappresentarci.

Vede senatrice, per noi è difficile dimenticare che il 28 giugno di quest’anno a votare il ddl Fornero c’era anche il suo partito. Come per noi è difficile dimenticare le sue parole rispetto a una legge che, colpendo l’articolo 18, nei fatti cancella anni di lotte sociali per il diritto a non essere licenziati senza giusta causa. “E' stata raggiunta una sintesi razionale, laica e direi, se non fosse una sgrammaticatura, costituzionale e riformista della regolamentazione del mercato del lavoro e penso che questo sarà utile all'italia”. Se non lo ricorda diceva così.  Vede, noi, grazie ad altri provvedimenti (pacchetto treu, legge Biagi etc…) che, manco a dirlo avete votato voi, dell’articolo 18 probabilmente non avremmo usufruito mai. Ma dell’articolo 18 giovano le nostre madri e i nostri padri. E non è certo lasciando che licenzino i nostri genitori, o che tolgano loro la pensione, che sfuggiremo alla povertà. Così piuttosto moriremo di fame.

Ci pare che lei sia qui oggi sotto la veste, sicuramente di una giurista che occupa un ruolo istituzionale, ma soprattutto come rappresentante di uno dei più importanti partiti d’Italia. Probabilmente perché ci rappresenterebbe. Eppure appare piuttosto evidente come i partiti rappresentino oggi poc’altro se non agglomerati di lobbies e interessi economici. Faceva sorridere, il titolo che appariva prorompente qualche giorno fa sul sito ufficiale del Partito Democratico. “Goldman Sachs vota PD”. Giusto per rinfrescare la memoria a qualcuno, quando parliamo di Goldman Sachs parliamo di una delle più grande banche al mondo. E parliamo di una delle banche maggiormente coinvolte nella crisi dei mutui del 2008 negli Stati Uniti d’America. Insomma di chi questa crisi l’ha provocata.

Ecco non capiamo come possa essere ancora la partitocrazia a farsela da padrone nell’università italiana.

Infine vogliamo che sappiate che l’università appartiene a chi la abita, e ogni volta che verrete qui per parlare di noi, o per decidere di noi, ci troverete qui a prendere parola.

Arrivederci.

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