Napoli - Quando l'antifascismo diventa un dovere

19 / 2 / 2018

Una riflessione degli attivisti e delle attiviste di Insurgencia di Napoli, dopo la mobilitazione antifascista di ieri, segnata da violenza poliziesca, ma anche da una grande resistenza collettiva al fascismo e ai nuovi dispositivi securitari di piazza.

Raccontare la giornata di ieri a Napoli - che ha visto centinaia e centinaia di studenti, attivisti, migranti e cittadini scendere in piazza per contestare la kermesse di Simone Di Stefano, candidato premier di Casapound Italia - non è affatto semplice. Napoli è una città che da sempre è avversa a qualsiasi forza politica che si identifichi nel razzismo, nella guerra tra poveri piuttosto che in quella alla povertà, nella discriminazione. Lo ha dimostrato più volte: lo ha dimostrato quando, durante la scorsa primavera, Salvini venne a Napoli per poi essere cacciato da un corteo di oltre 15mila persone; lo ha dimostrato ogni volta che una forza politica di stampo neo-fascista ha provato a fare campagna elettorale sulla pelle dei più deboli.

La piazza di ieri ci restituisce un ulteriore dato positivo a seguito dello speakeraggio all’interno del quartiere Vasto, una delle zone limitrofe a piazza Garibaldi dove negli ultimi mesi Casapound ha provato – senza riuscirci – a ritagliarsi uno spazio politico sull’onda della «lotta al degrado» : gli applausi degli abitanti del quartiere - per lo più migranti - con la loro conseguente partecipazione al corteo, ci ha fatto capire che la nostra è ancora una città che rigetta la presenza di chi strumentalmente prova a fare leva sui disagi delle persone per metterle le une contro le altre.

Fa quasi spavento invece dover raccontare quanto accaduto dopo, non appena il corteo si è avvicinato a via Galileo Ferraris, la strada che dalla stazione centrale porta all’hotel Ramada dove si stava tenendo la kermesse della formazione neo-fascista. Impressionante il numero di mezzi impiegati, altrettanto impressionante la presenza delle reti di contenimento sulle vie limitrofe allo spazio dove si stava tenendo l’iniziativa di Casapound, per non parlare delle centinaia di uomini in assetto anti-sommossa distribuiti lungo il percorso per bloccare l’avanzata del corteo.

Dopo essere stato bloccato da decine di plotoni delle forze dell’ordine per più di un’ora il corteo, ha provato a raggiungere nuovamente l’hotel Ramada, incontrando la follia e la vigliaccheria degli uomini schierati in difesa dei neo-fascisti. Il corteo è stato colpito da tre cariche, tutte e tre di violenza inaudita, di cui una partita solo quando il corteo era già stato disperso, per provare a intimidire ancora di più chi era in quella piazza. Ci sentiamo in dovere di specificare che il corteo è stato caricato in maniera del tutto improvvisa, scomposta e soprattutto ingiustificata in tutte e tre le occasioni di impatto con le forze dell'ordine. Sono stati colpiti ripetutamente, e poi fermati, moltissimi attivisti, alcuni dei quali molto giovani; la polizia e i carabinieri non sembrano essere intenzionati a fermare quella che dalle immagini può essere identificata come una vera e propria mattanza.

C’è un’immagine che sta facendo il giro del mondo dove sembra quasi di trovarsi in un altro Paese e in un’altra epoca: più di 20 manifestanti messi con le spalle al muro, mentre vengono perquisiti per poi essere condotti alla Questura di via Medina.

Napoli

 La gestione di piazza da parte delle forze dell’ordine trova conferma della sua follia di lì a poco: il corteo si ricompatta a piazza Garibaldi e si dirige alla Questura per chiedere il rilascio immediato delle persone fermate. La reazione di polizia e carabinieri si traduce in altre due cariche ingiustificate, che spingono via il corteo per 500 metri impedendo finanche di raggiungere l’ingresso del palazzo per esigere la liberazione degli attivisti arrestati poco prima. Alla fine i compagni e le compagne sono stati tutti rilasciati nel corso della notte, mentre ad attenderli c’era il presidio di solidarietà, anch’esso circondato da centinaia di agenti e decine di mezzi.

Non possiamo non tenere conto del dato più scabroso della giornata di ieri: la totale militarizzazione di un intero quartiere, la violenza e l’aggressività con cui il corteo è stato colpito sono stati gli strumenti attraverso i quali è stato permesso ad una formazione neo-fascista di esporre pubblicamente il proprio programma politico basato sulla sottomissione della donna, sulla guerra agli emarginati, ai migranti, agli omosessuali.

Farebbero ridere se non facessero piangere le dichiarazioni del questore De Iesu: «Per fortuna non registriamo feriti né tra le forze dell'ordine, né tra i cittadini. Abbiamo dosato le forze e abbiamo pianificato al meglio consentendo il regolare svolgimento della manifestazione di Casapound all'interno dell'hotel». Viviamo in un paese dove, a quanto pare, per il questore della terza città d’Italia, così come per il Ministro degli Interni Marco Minniti in occasione della venuta di Salvini lo scorso marzo, è necessario garantire lo svolgimento delle manifestazioni neo-fasciste e neo-razziste.

L’Italia rischia di diventare ancora di più un Paese dove ai fascisti viene regalato ogni giorno uno spazio politico e mediatico, mentre gli antifascisti vengono messi alle corde. Le retorica degli opposti estremismi, messa in campo ogni qual volta i fascisti vengono ricacciati dai nostri quartieri, non tiene più: chi predica odio razziale continua a barricarsi dietro gli scudi delle forze dell'ordine, mentre chi lotta per un mondo senza barriere né confini scende in strada alla luce del sole.

Per fortuna ieri Napoli e Venezia - così come Macerata, Piacenza, Bologna, Padova, Pavia, Milano e Genova nelle scorse settimane - hanno dimostrato che invece il nostro è ancora un Paese dove i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo e della solidarietà sono in grado di opporsi agli inquietanti venti reazionari che arrivano dal resto del mondo. Abbiamo dimostrato - durante la campagna elettorale più razzista degli ultimi anni - che resistere al fascismo è un dovere prima ancora che una necessità.

Oggi a Napoli alle ore 16.00 vi sarà un primo momento pubblico a piazza Giusso per discutere di quanto accaduto ieri: il fascismo non passerà!

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