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Come dice Neruda, potranno forse tentare di tagliare i fiori ma nessuno può fermare la primavera. Ma, comunque, giù le mani dai fiori! Liber@ tutt@

#occupytrieste - NOTAV e i fiori del male: noi complici, solidali, sodali, banda e gang.

28 / 1 / 2012

 Quando leggiamo negli atti giudiziari o nelle cronache deigiornali della Val di Susa, o dei conflitti che ovunque in questo paese e in Europa segnano una resistenza che non si arrende, leggiamo in sostanza, una narrazione banale del bene e del male.

Il bene dovrebbe essere assenti o assentire.
Acquiescenti ed indifferenti all'arroganza della governance, di un potere autoritario che dispone delle nostre vite e di ciò che è comune senza tollerare nulla di più che la rappresentazione stucchevole e falsa di una democrazia che di fatto non avviene in nessun luogo.

Per esistere, infatti, la democrazia necessita di confronto, discussione, conflitto. Necessita in prima istanza di costruzione comune, di partecipazione, di una presenza larga e costante dei corpi, di esercizio diretto della scelta.
Quindi il male, evidentemente, è esistere altrimenti, essere differenti e non indifferenti, creare quei luoghi dove la democrazia possa avvenire.
Avocare a sé e a tutti il diritto comune di scegliere, di costruire collettivamente e comunitariamente un discorso pubblico sull'esistente e sul suo divenire.
Ritenere inaccettabile il travolgere ogni diritto ed ogni dignità, attaccare la terra ed il comune con una predazione continua e senza confini.
Difendere sé stessi e la terra dal saccheggio, risponderecon la dignità all'arroganza, con la determinazione al ricatto, con la forza alla violenza.
Buttare giù le reti, materiali o immateriali, aprire ciò che viene chiuso.

Ciò dovrebbe essere il male.
Ebbene, se ciò è male, allora noi siamo cattivi ragazzi. E, parafrasando Mae West, noi cattivi ragazzi andiamo dappertutto.
Anche in Val di Susa.
Infatti molti di noi c'erano quel 3 luglio, e ne hanno reso conto pubblicamente.
C'erano per buttare giù quelle reti illegittime.
Si sono trovati di fronte a uomini in divisa, irriconoscibili ancora una volta, che ci tiravano sassi dall'alto, sparavano lacrimogeni mirando ad altezza d'uomo, massacravano senza limiti quanti erano in loro balìa.
Solo perché volevamo buttare giù delle reti, mantenere aperta una discussione pubblica che ancora è negata, avere risposte a domande semplici.
Chi ha reagito si è difeso, non ha attaccato.

È ridicolo essere dipinti, per di più entro un discorso sulla democrazia e la legalità, come pericolosi criminali da parte di una governance che recepisce entusiasta le lettere estive della BCE, che nemmeno si pone l'obiettivo di definire e costruire un benessere comune ma piuttosto di blandire la
fiducia dei mercati comandati da psycopersonaggi che fanno
dell'instabilità la cifra del mondo.
E che ha ignorato, o sta tentando di aggirare, il risultato di un referendum sui beni comuni vinto in modo eclatante lo scorso Giugno.

Allora noi ci sentiamo valsusini, e cattivi ragazzi.
La teoria dei buoni e dei cattivi non ci appartiene, ci appartengono le situazioni reali, la prassi della democrazia e l'amore per l'umano, l'esperienza che la democrazia si fa e non si dice, si conquista ogni giorno per tutte e per tutti e non viene concessa da nessuno.
E che ha bisogno di luoghi dove esistere direttamente e non di virtuale
rappresentazione.

Siamo a fianco di tutte e tutti notav che sono stati colpiti dagli arresti e dalle restrizioni di libertà che, senza avere nemmeno un fondamento formale, hanno la sola razionalità dell'ammonimento e dell'intimidazione.
Con loro siamo complici, solidali, sodali, banda e gang notav.

Come dice Neruda, potranno forse tentare di tagliare i fiori ma nessuno può fermare la primavera.

Ma, comunque, giù le mani dai fiori! Soprattutto, dai fiori del male!

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