#overthefortress - in viaggio

La conferenza stampa e il viaggio verso Idomeni degli attivisti #overthefortress e le voci dei partecipanti alla marcia solidale

26 / 3 / 2016

Duecento attiviste e attivisti sono salpati venerdì pomeriggio dal porto di Ancona. La direzione è Idomeni. Grecia. A portare solidarietà a quell’umanità ritenuta in esubero che affolla il confine greco-macedone. Un’umanità violata e violentata dal regime dei confini che l’Europa sta applicando nel suo divenire fortezza.

La campagna #Overthefortress ha determinato un’attivazione sociale mai vista nei tempi recenti. Centri sociali, collettivi antirazzisti, associazioni, onlus, cooperative hanno costruito uno spazio politico comune di azione. Obiettivo: bucare quei confini che separano i corpi dalle necessità e dai desideri che li animano.

Nelle settimane che hanno preceduto la partenza centinaia di persone hanno contribuito alla raccolta di materiali, gli spazi sociali sono divenuti centro di un collettività solidale, il crowdfunding ha visto un’adesione impensabile in uno spazio temporale così breve: più di 4000 euro in circa dieci giorni.

Buona parte dei media nazionali ha seguito la conferenza stampa di venerdì 25 marzo lanciata dagli attivisti, in cui sono stati toccati i nodi fondamentali della carovana e le iniziative di carattere politico e umanitario che avranno luogo durante la marcia.

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In primo luogo è stata segnalata l’assoluta centralità del regime dei confini all’interno della presente e futura costruzione politica dell’Europa. Oltre che essere battaglia di dignità e umanità, la libertà di movimento per le persone rappresenta in questa fase una spinta essenziale per riconquistare uno spazio comune di diritti, che nel corso della crisi ha subito un’erosione generalizzata.

Con determinazione, è stata anche espressa la totale condanna del vergognoso accordo stipulato il 17 marzo tra UE e Turchia, che vuol dire ancora più soldi nelle mani del principale finanziatori di Isis, con buona pace dei morti di Bruxelless.

Agire contro i confini vuol anche dire impedire con ogni mezzo necessario l’erezione di muri e filo spinato lungo il confine italo-austriaco. Per questo oggi gli attivisti hanno rilanciato la manifestazione del 3 aprile al Brennero con appuntamento alla stazione FS alle 13,30.

Durante il viaggio si è tenuta, sul pontile della nave, un’assemblea che ha permesso alle varie realtà presenti di confrontarsi e di raccontare le proprie esperienza. Ne abbiamo intervistato alcune: Marta e Alida del gruppo Carovane Migranti di Torino, che dal 2 aprile prossimo saranno in viaggio con la seconda Carovana italiana per i diritti dei migranti, per la dignità e per la giustizia. 

Chris e Filix di Interventionistische Linke - Germania , che oltre ad aver aderito alla marcia #overthefortress, parteciperà anche alla mobilitazione del 3 aprile al Brennero.

Giulia e il gruppo che da Roma, frequentando un corso per operatori legali in Protezione Internazionale, partecipa al viaggio mettendo a disposizione competenze per chi già in loco da mesi sta lavorando, oltre che per approfondire la questione riguardante l’accordo Turchia-UE e eventuali iniziative legali da intraprendere.

Veronica del Baobab di Roma, racconta l'esperienza del centro situato nei pressi della stazione che ha subito lo sgombero da parte del Commissario Tronca, ma che cerca di continuare con la sua attività di accoglienza dal basso.

Sabrina Yousfi della coop sociale onlus Alternata S.I.Lo.S del Lazio, che si auspica che questa marcia possa essere solo il trampolino di lancio per altre e simili azioni che mettano in connessione tanti che si occupano di migranti.

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