Padova - iniziativa ADL-Cobas con i lavoratori caricati dalla polizia a Piacenza davanti all'Ikea

Padova - ADLCobas in solidarietà con i lavoratori di Piacenza

Verso il 14 novembre: basta con la precarietà e l'assenza di diritti nel settore logistico

3 / 11 / 2012

A Padova oggi pomeriggio l'Associazione Diritti Lavoratori-Cobas ha portato davanti all'ingresso dell'Ikea la solidarietà ai lavoratori caricati dalla polizia a Piacenza.

Con Gianni Boetto ADL-Cobas ricostruiamo la situazione che si è venuta a creare a Piacenza e come questa realtà sia uno specchio drammatico del settore della logistica.

Puoi spiegarci la situazione che si è creata da dove nasce?

La situazione di Piacenza è una classica situazione della logistica, in cui siamo in presenza di un commitente, in questo caso l'Ikea. In molti altri casi ci troviamo di fronte le multinazionali della logistica come la TNT, Bartolini, GHS, e via dicendo.

Si tratta di situazioni in cui vi è un rapporto tra il committente e i consorzi, le cooperative che gestiscono il rapporto di facchinaggio che viene completamente stravolto da questa deformazione del rapporto di lavoro che consiste nell'essere socio lavoratore.

Questa è la condizione che vivono i lavoratori, circa 350, che operano nel centro smistamento dell'Ikea di Piacenza da cui partono le merci per il nord Italia ed i punti vendita dell'impresa.

Questi lavoratori avevano iniziato una vertenza a luglio per cercare di ottenere delle condizioni lavorative migliori, in particolar modo chiedevano l'applicazione del contratto collettivo di lavoro nazionale. Cosa che era effettivamente avvenuta. Molti di questi lavoratori si erano iscritti al sindacato Si-Cobas, una realtà del sindacalismo di base importante della logistica con cui abbiamo un rapporto molto stretto. Abbiamo già fatto vertenze in comune ad esempio nei confronti della GLS. Avevano ottenuto l'applicazione del contratto, come dicevo, ma subito dopo però sono iniziate in combutta tra queste cooperative del consorzio e CGIL, CISL e UIL una serie di manovre volta a screditare questo sindacato, a far togliere i lavoratori da questo sindacato, semplicemente mettendoli in condizione di lavorare meno, facendo fare loro meno ore. Gente che faceva 70, 80 ore al mese mentre quelli iscritti agli altri sindacati ne facevano anche 200.

A questo punto è chiaro che è nata la rivolta, i lavoratori si sono incazzati, hanno iniziato a scioperare e allora sono iniziate le rappresaglie: i licenziamentoi, i tentativi di eslusione per non far entrare i lavoratori che avevano iniziato la lotta.

Da qui nasce il picchetto ad oltranza con il gruppo di lavoratori che erano stati esclusi.

E' chiaro che quello che è avvenuto con le cariche della polizia e il pestaggio di una decina di lavoratori, è un qualcosa di gravissimo che si inserisce perfettamente nella strategia scelta da Ikea che è quella di utilizzare le cooperative e il rapporto con alcuni sindacati per cercare di far tornare la pace sociale all'interno del settore del magazzino dove operano lavoratori esclusivamente delle cooperative e sono pochissimi i dipendenti dell'Ikea.

Ecco perchè oggi diventa fondamentale un'iniziativa di solidarietà con questi lavoratori del SI-Cobas con cui stiamo anche concordando di arrivare a delle iniziative comuni per arrivare a modificare questa situazione ormai cronicizzata delle cooperative nel comparto logistica e per arrivare a conquistare per tutti un contratto di lavoro che sia degno della parola, un contratti nazionale in cui si rispettino i diritti, al di là di essere soci lavoratori o meno.

Si sta avvicinando la giornata di sciopero europeo del 14 novembre, come si può far vivere anche questa situazione di precarietà lavorativa in quella giornata?

E' chiaro che quel che è successo ci pone un problema fondamentale che è quello di capire cosa fare in questa giornata europea di mobiltazione e lotta contro quello che sta avvenendo in termini di macelleria sociale in tutta Europa.

E' chiaro che anche per noi si pone il problema di costruire una scadenza anche utilizzando il 14 novembre, in cui c'è questo sciopero ridotto di 4 ore della CGIL. Questa giornata può essere un'occasione importante per far venire alla ribalta quella che è una condizione di supersfruttamento che viene vissuta all'interno di queste realtà. Realtà dove non esiste l'articolo 18, non c'è l'articolo 8 e dove queste cose sono state cancellate da molto tempo. Realtà dove ci sono condizione in cui la precarietà è la regola, la flessibilità, così detta, è assoluta, non ci sono garanzie nè dal punto di vista del salario, nè dal punto di vista del lavoro.

Per questo penso sia importante che ci impegniamo per costruire una giornata di lotta il 14 novembre che faccia venire a galla la vera precarietà che c'è nel lavoro.

In questo momento, oggi pomeriggio, qual'è la situazione a Piacenza visto che li avete appena sentiti?

Si sono appena riuniti in assemblea, hanno discusso approfondutamente di quello che ha provocato, ovviamente a livello dei media, il fatto successo davanti al magazzino con le cariche della polizia e c'è una forte determinazione a non cedere su un terreno fondamentale che è quello che nessuno deve essere licenziato e tutti devono rientrare al lavoro. Questo è il nodo imprescindibile che verrà ribadito anche nell'incontro che verrà tenuto lunedì pomeriggio. Su questo è presumibile che ci saranno problemi da parte del consorzio, perchè si tratta del consorzio e non dell'Ikea.

Aspetteremo lunedì per sapere come va questo incontro e poi valuteremo come continaure la lotta.

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