Padova - Eva, Giò e Mars sono liberi! Tolleranza zero per ogni forma di fascismo

18 / 7 / 2017

Eva e Giò sono liberi, alle 15 di oggi sono stati rilasciati con il capo d’imputazione di “resistenza a pubblico ufficiale”. L’udienza per direttissima, che si è tenuta stamattina alle ore 12.00, grazie alle arringhe difensive dell’avvocato, ha visto negare le richieste di restrizione della libertà personale di entrambi avanzate dal PM. Il processo è stata rinviato al 18 settembre. Eva e Giò, insieme a Mars, rilasciato nella notte, sono finalmente ritornati ad abbracciare i loro compagni e compagne ed alla loro consueta vita quotidiana. 

Durante il tempo dell’udienza in tanti e tante hanno presidiato sotto al Tribunale, in solidarietà con gli arrestati. Un presidio che è stato composto dalle diverse anime che hanno dato vita alla piazza di ieri, a testimonianza che l’antifascismo, anche nelle sue forme di espressione più radicali, è tema condiviso da un pezzo importante di questa città. Nessuno ha abbandonato Eva e Giò e, nonostante il sole cocente, le persone sono rimaste fino alla fine, attendendo con ansia e rabbia il responso del giudice. Interventi e cori di sostegno si sono susseguiti in maniera ininterrotta, facendo sentire in tutti i modi vicinanza e calore a chi ha passato la notte in carcere ed è stato costretto a subire un processo solamente per aver difeso la propria città da chi quotidianamente istiga all’odio razziale ed inneggia al ventennio più buio della storia italiana.

Tante le voci che si sono levate nel corso del presidio: «Vogliamo la liberazione di Eva e Giò! La violenza è stata lasciar sfilare per la nostra città, consentendo di manifestare ad un manipolo di fascisti che inneggiavano alla morte e alla discriminazione razziale per centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini» dicono gli attivisti presenti. «La violenza la abbiamo vista nei manganelli e nella carica contro i corpi delle giovani e dei giovani antifascisti che erano in piazza per rivendicare una società libera, democratica, antirazzista e antifascista. La violenza sono i giochi di palazzo che permettono di sacrificare diritti civili per la sussistenza di un governo che non rappresenta nessuno».

Nel corso del presidio sono intervenute anche altre realtà che ieri hanno animato la piazza antifascista. Dino, dell'Adl Cobas Padova-Bassa Padovana spiega quanto l'antifascismo e l'antirazzismo siano pratiche necessarie anche all'interno del mondo del lavoro, dove le contraddizioni legate alla cattiva redistribuzione della ricchezza ed alla guerra tra poveri sono ancora più evidenti.

La presenza universitaria e giovanile al corteo antifascista di ieri è stata numericamente importante. Lavinia, universitaria del Collettivo SPAM, ha evidenziato come il potere costituito tenti di sistematicamente di impedire qualsiasi manifestazione che dal basso rivendica libertà e diritti per tutti e tutte.

Alla notizia della liberazione di Giò ed Eva la piazza è esplosa in un moto di gioia e di entusiasmo. Al termine del presidio solidale, il centro sociale Pedro, nel riabbracciare i compagni dichiara: «Il Sindaco Giordani ed il vicesindaco Lorenzoni danno una lettura dei fatti di ieri sera assolutamente poco opportuna. Danno solidarietà incondizionata alle forze dell'ordine, non dicendo niente sul massacro che c'è stato in piazza delle Erbe, dove la celere ha picchiato con violenza i manifestanti, accanendosi in particolare su Eva, che durante l'arresto era una maschera di sangue. Inoltre il sindaco annuncia di voler chiedere alla Questura di Padova le motivazioni per cui due presidi statici si sono trasformati in corteo, equiparando di fatto fascisti e antifascisti, e riproponendo il vecchio schema degli opposti estremisti».

Un messaggio dal presidio davanti al tribunale è uscito ben chiaro nei confronti della nuova giunta: i presidi fascisti e qualsiasi tipo di manifestazione pubblica dove si incita all'odio razziale non verra più tollerata.

Guarda QUI la testimonianza di Eva dopo il suo rilascio.

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