Reggio Emilia alla rovescia, in cammino verso la città che vogliamo

Contenuti e materiali prodotti all'interno della due giorni Expo alla Rovescia: fiera dei diritti e della dignità, tenutasi a Reggio Emilia nello stabile occupato di via Gramsci 44.

14 / 4 / 2015

Non è semplice racchiudere in un solo intervento i molteplici aspetti che hanno caratterizzato Expo alla rovescia: fiera dei diritti e della dignità, tenutasi a Reggio Emilia l'11 e il 12 Aprile, frutto del lavoro cooperante e collettivo che ha coinvolto organizzazioni e singoli che in questi mesi all'interno del Laboratorio cittadino No Expo hanno elaborato gli interventi di carattere politico, sociale e artistico concretizzatisi all'interno dell'evento.
Ancor più difficile è riuscire a individuare la temporalità di inizio del lungo lavoro svolto.
Si potrebbe partire dal luogo, l'ex Magazzino Formaggi in via Gramsci 44, di cui vennero occupati i due appartamenti quasi un anno fa per trovare una soluzione abitativa dignitosa dai profughi di guerra fuggiti attraverso la Libia, uno stabile abbandonato all'interno delle controversie urbane dell'Area Nord cittadina, già soggetta a speculazioni edilizie ed economiche (basti pensare alla stazione Medio Padana e ai ponti di Calatrava, skyline del virtualismo prospettico della grande finanziarizzazione) ed attuale terra di conquista in chiave Expo.
Risulterebbe tuttavia una singolarità parziale che non potrebbe esprimere esaustivamente l'intreccio di percorsi e di intenti che hanno trovato all'interno dello stabile in questi due giorni, il laboratorio fisico di una progettazione comune per una nuovo modello di città.

Dalla ciclofficina Raggi Resistenti inaugurata all'inizio dell'anno che impegna gli abitanti della casa occupata in uno scambio quotidiano con il quartiere e la cittadinanza, passando per il marcato, le esposizioni, i dibattiti e gli eventi di questi due giorni, si potrebbe raggiungere una fotografia in chiaro del percorso intrapreso e condiviso con le centinaia di persone a cui, questo spazio, si è aperto dopo anni di abbandono.

Partiamo invece dal libro Reggio Emilia alla rovescia, la pubblicazione autoprodotta che mette insieme una prima bozza di prospettive programmatiche rispetto alla progettazione dal basso della città che vogliamo, presentato nella plenaria di inaugurazione della fiera e approfondito dalle relazioni tenutesi all'interno di specifici incontri nel corso della due giorni.

Un testo aperto, non esaurito, che mette a tema gli elementi della contemporaneità della crisi sociale, politica, economica, partendo dai percorsi di lotta e di alternativa innestati nella provincia di Reggio Emilia, per attivare processi di cambiamento e di trasformazione dell'esistente.

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