Riva del Garda (Tn) - Nuove adesioni al "Welcome" Monti

21 / 10 / 2012

Collettivo Trento Anomala

FESTIVAL DELLA FAMIGLIA..QUALE? - CONTESTIAMO MONTI IL 27/10!

Questo festival si propone come “una rilevante occasione di discussione nel quadro socio-economico attuale individuando strategie di possibile sostegno alle politiche familiari e di sviluppo territoriale”.

Già da questa prima frase sorgono molti dubbi: di quale famiglia stiamo parlando?

I dati statistici dimostrano che a partire dalla metà degli anni ’70 nel nostro Paese si sono diffuse forme di famiglia che contraddicono gli schemi tradizionali, non più basate sulla coppia eterosessuale sposata ma sulla condivisione da parte dei membri dello stesso ambiente domestico di vita e di vincoli di affinità, affetto e solidarietà (cfr. definizione sociologica di famiglia). Le famiglie reali sono quindi una cosa completamente diversa rispetto all’idea che ne hanno (e che cercano di imporci) Ministero e Provincia, e politiche che sostengono queste “famiglie da mulino bianco” vanno ad incidere ben poco sulla reale composizione sociale, perché basate su un concetto - fortunatamente - superato da tempo.

Il welfare familistico è il risultato di anni di sistematico ritiro dell'intervento statale nelle politiche di intervento sociale.

A questo si aggiunge la retorica cattolica, che ha dominato il dibattito pubblico nel nostro paese attraverso poteri ad essa legati, ha impedito che le forme classiche di redistribuzione sociale della ricchezza privilegiassero la costruzione autonoma dell'individuo e delle classi più deboli.

Quindi se hai bisogno di una casa, di un aiuto per i tuoi progetti o più semplicemente di studiare o di curarti, devi passare dal nucleo domestico, con tutte le implicazioni che ne conseguono.

La famiglia standard come pacificatore sociale, come vincolo che imprigiona, come canale per socializzare norme alienanti.

Ma ora, in un momento di crisi, la parabola caritatevole delle lobby politico sociali legate al potere ecclesiastico, di cui Dellai e il ministro Ricciardi sono noti esponenti, si arricchisce di nuove caratteristiche.

Da un lato si rafforza la strumentalità della famiglia quale luogo per dissipare e frenare le conflittualità scatenate dai piani di austerity (processi di liberalizzazione e tagli alla spesa pubblica europei) approvati dal governo tecnico.

Dall'altro si continua a trasferire ricchezza sociale ad enti privati, attraverso i costosi appalti nel terziario ad aziende, spesso cattoliche, popolate dalle più feroci forme di precarietà. Nel mentre tutt* devono pagare il prezzo dei tagli alle strutture pubbliche, appoggiandosi sulla famiglia, per l'appunto, e sul lavoro sotto pagato di migranti spesso clandestini.

Il progetto di Monti e del blocco cattolico che lo sostiene, materializzatosi nel programma del Festival della famiglia, è quello di imporci un futuro di lacrime e sangue, nel quale ci vogliono ricattabili e rassegnati.

Dobbiamo ribellarci a tutto questo, per dimostrargli che siamo noi gli unici a poter decidere sulle nostre vite.

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Mountain Wilderness Italia

aderisce alla mobilitazione che si terrà a Riva del Garda contro le politiche sociali e ambientali imposte dal governo Monti.
Le scelte sociali, gravissime, porteranno ad ulteriori disagi, anche drammatici, alle aree della montagna e delle popolazioni che vi vivono. Le pubbliche amministrazioni saranno costrette a tagliare sui servizi sociali, a partire dalla scuola per passare dall’assistenza alla sanità, fino ai trasporti pubblici e agli investimenti. Scelte più scellerate contro la montagna non potevano essere fatte. Inoltre il governo attuale taglia ogni politica tesa alla tutela delle aree naturali, dei parchi e delle politiche di investimento nei settori della coltivazione e gestione corretta della montagna, incentivando invece tutte le infrastruttire che umiliano le terre alte, pensiamo ai collegamenti autostradali, alle varie TAV, alla incentivazione delle energie eoliche.
Tutti uniti, per l’autonomia delle montagne, tutte, per chiedere alla politica di ritornare ad assumersi responsabilità precise e dirette nella gestione delle montagne italiane.

Luigi Casanova portavoce di Mountain Wilderness Italia.

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