Sanatoria a 5.000 euro

Sanatoria 2012 - Si conclude la nuova truffa organizzata dalla legge

Dai 5.000 agli 8.000 euro per un permesso. Poco più di 100.000 i moduli inviati. In migliaia ancora all’ombra dell’irregolarità. Il video che documenta una truffa avvenuta a Roma

15 / 10 / 2012

"Saremo severi" ha detto il Ministero Riccardi verso i datori di lavoro che non hanno promosso la domanda di regolarizzazione. Come sempre proiettando verso il futuro la soluzione di un problema che invece poteva essere risolto qui ed ora.

Così con poco più di 100mila domande inviate si avvia alla conclusione una delle procedure di emersione peggiori della storia di questo paese. Requisiti impossibili, costi insostenibili, incertezza delle regole, sono i principali motivi di questo flop che consegnerà ancora all’irregolarità il destino di centinaia di migliaia di migranti che non sono riusciti ad accedere alla regolarizzazione o meglio, che non hanno potuto comprare il titolo da qualche faccendiere.

Si perché se il tuo datore di lavoro non aveva voglia di regolarizzarti, o semplicemente se il tuo rapporto di lavoro non era a tempo pieno - situazione in cui si trovano la stragrande maggioranza dei cittadini senza permesso di soggiorno - ecco che l’unica strada per emergere dal buio della "clandestinità" l’hanno offerta le solite organizzazioni che fanno affari grazie alla legge sull’immigrazione.

E’ un mercato, quello del diritto di soggiorno, tanto più redditizio quanto più le maglie della normativa si stringono. Contratti di lavoro, residenze, ospitalità, promesse di assunzione, visti di ingresso, sono solo alcuni tra i prodotti offerti a caro prezzo dai venditori di diritti che sfruttando la condizione di irregolarità dei migranti gonfiano le loro tasche. Ed uno dei momenti in cui questo mercato conosce il suo punto di più ampio sviluppo è proprio quello legato alle procedure di regolarizzazione. Fu così nel 2009, durante la sanatoria colf e badanti, con migliaia di persone che hanno promosso denunce ancora senza risultati, ed è stato così anche quest’anno.

I prezzi lievitano e dai 3.500/4.000 euro di media della scorsa procedura, sono passati a 5.000/8.000 euro per accedere a questa emersione.
Un mercato dei diritti di soggiorno che nessuno vuole fermare e che anzi, proprio grazie alle scelte del Governo, trova sempre più spazio.

Eppure lo sanno tutti. Basta mettere il naso nei luoghi di incontro dei migranti nelle diverse città per scoprire questo o quel commercialista offrire emersioni facili a caro prezzo, questo o quel procacciatore che promette, dietro il pagamento di lauti compensi, di farti avere il tanto sperato permesso di soggiorno.

A Roma è stata l’Associazione Quiebraley_Action a mettere in luce questo meccanismo, quando insieme a Pubblico Gionale ha filmato uno dei tanti truffatori mentre trattava con un migrante i compensi per la procedura.

Soddisfatti o rimborsati? Assolutamente no. Questo è un mercato spietato e ad alto rischio. Spesso infatti i documenti dei datori di lavoro sono stati sottratti illecitamente da agenzie o istituti bancari e quindi al momento della convocazione in Prefettura il misfatto verrà scoperto ed i migranti rimarranno senza permesso, ma questa è un’altra storia, che il Ministro Riccardi e la Ministra Cancellieri affronteranno tra qualche mese, ancora una volta, probabilmente, promettendo di risolverla in futuro.
Severità e rigore, sembrano infatti essere buoni qui ed ora solo nei confronti dei migranti che ancora, si troveranno senza permesso di soggiorno e verranno consegnati nelle braccia di sfruttatori ed affaristi.
Un nuovo capitolo buio aperto in questo paese dalla sanatoria 2012.

Nicola Grigion

Progetto Melting Pot Europa

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