Stati Generali? No: sull'Alternanza scuola-lavoro solo mobilitazioni

15 / 12 / 2017

Per la terza volta, nel corso di questo autunno, gli studenti medi sono scesi in piazza per contestare l’Alternanza Scuola-Lavoro, l’ormai famigerato provvedimento che inserisce un monte-ore lavorativo all’interno dei cicli scolastici, introdotto nel 2003 da Letizia Moratti e reso obbligatorio con la riforma della “Buona Scuola” nel 2015. In diverse città italiane ci sono state mobilitazioni, che precedono di un giorno gli Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro, lanciati dalla ministra Fedeli in pompa magna lo scorso ottobre e che rischiano di trasformarsi in un flop totale, anche sul piano mediatico.

A Venezia studenti e studentesse hanno occupato e bloccato per alcune ore la Camera di Commercio, rivendicando una scuola degna di chiamarsi tale e non modello aziendale che li prepari già ad essere sfruttati e assoggettati.

Di seguito il Comunicato del Coordinamento degli Studenti Medi Venezia-Mestre

 Oggi come Coordinamento degli Studenti Medi abbiamo occupato le Camere di Commercio in via Forte Marghera, ente che attualmente gestisce l'Alternanza Scuola-Lavoro in provincia di Venezia.

In un centinaio di studenti siamo entrati all'interno dello spazio dove siamo rimasti per circa due ore, dalle 10.00 di questa mattina. I dirigenti dell'ente hanno chiamato la polizia. Salvo alcuni momenti di accesa discussione non c'è stata esagerata tensione.

Il segnale che abbiamo voluto dare, alla vigilia degli Stati Generali dell'Alternanza convocati a Roma dalla ministra Fedeli lo scorso 13 ottobre, è chiaro: l'unica soluzione che possiamo accettare da quel vergognoso incontro è che l'Alternanza venga eliminata.

Non è possibile immaginarsi di migliorare un meccanismo già malato di per sè, che impone a un esagerato numero di studenti un esagerato monte ore da spendere all'interno di esperienze volte a modificare la scuola pubblica sullo stampo di un già disastrato mondo del lavoro basato su sfruttamento, precarietà e sottoretribuzione, a danno dell'effettiva formazione.

In un'Italia che soffre il 40% di disoccupazione giovanile, l'inserire una massa di studenti all'interno di meccanismi di lavoro gratuito produrrà solo altra disoccupazione e un'educazione su larga scala alla passiva accettazione, dalla più giovane età, di fronte a quello che ci viene dato, senza pensare a cosa potremmo invece creare e ricevere.

In quest'ottica è fondamentale tornare a pensare al reale ruolo di noi studenti: crescere come cittadini consapevoli per poter cambiare il mondo attuale.

Proprio per questo, il conflitto nato in opposizione all'Alternanza è un conflitto che rappresenta in toto gli interessi di una società che, dopo anni di speculazione delle aziende, è allo sbaraglio, partire dall'impostazione che stanno dando alla scuola da anni a questa parte.

L'opposizione all'Alternanza Scuola- Lavoro si è data in diverse città dell'Italia, come Roma, Milano e Napoli che hanno visto scendere in piazza centinaia di studenti. Le città del nord-est, invece, faranno iniziative diffuse nel pomeriggio.

Se non ci lasciate sognare, non vi lasceremo dormire!

Generazione ribelle

Al termine dell’occupazione si è svolto un corteo selvaggio per le strade di Mestre.

A Napoli oltre 500 gli studenti sono scesi per le strade della città in corteo terminato davanti alla sede di Confindustria.

A Milano in centinaia si sono ritrovati in Largo Cairoli ed hanno sfilato per le vie del centro. Sanzionati diversi luoghi-simbolo dello sfruttamento che quotidianamente si compie ai danni del corpo studentesco per mezzo dell’Alternanza scuola-lavoro, come Poste Italiane, il Pam, Eni e Mc Donald’s. Il corteo si è diretto verso la sede di Assolombarda, protetta da cordoni di polizia in assetto antisommossa. La testa del corteo, autodifesa, ha lanciato uova e torce contro il palazzo (vedi il video di Milano in Movimento). La manifestazione è proseguita per Via Larga fino all'Universita' Statale di Milano, dove si è tenuta un’assemblea pubblica.

Milano

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