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Intervento di Nico del Comitato Bellunese ABC

Valle del Mis: cantiere sotto sequestro

Prima importante vittoria contro la realizzazione della centrale idroelettrica in Valle del Mis

28 / 8 / 2012

A poco più di un mese dalla marcia organizzata dal Comitato Bellunese Acqua Bene Comune contro la realizzazione di una centrale idroelettrica in Valle del Mis, il Corpo Forestale dello Stato ha posto sotto sequestro una parte del cantiere. La zona interessata dal provvedimento si trova all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, su terreni di uso civico occupati illegittimamente dalla ditta bresciana Valsabbia spa. 

Non si conoscono ancora le motivazioni che hanno portato la magistratura ad intervenire, sta di fatto che il Comitato e i frazionisti di Tiser da mesi denunciavano pubblicamente le difformità e le anomalie che caratterizzavano l’avanzamento dei lavori, oltre a ribadire come il progetto non rispettasse le norme statutarie del Parco e la legge quadro sulle zone protette. 

Il provvedimento di oggi dà ragione al comitato e dà nuova forza e legittimità ad una battaglia che ovviamente non può ritenersi conclusa. Infatti, dopo questa prima importante vittoria, non tarderanno ad arrivare le prime reazioni sia della Valsabbia, sia dei due Comuni (Sospirolo e Gosaldo) coinvolti e dell’Ente Parco, i quali, allo stato attuale delle cose, dovranno chiaramente scegliere da che parte stare. 

Ora non è più possibile nascondere la testa sotto la sabbia. Un primo segnale importante era arrivato proprio dal Parco, che poche settimane fa aveva preso ufficialmente le distanze dal Progetto dopo che il precedente consiglio direttivo lo aveva autorizzato. Ora il Parco, alla luce degli avvenimenti di oggi, ha la possibilità di riacquistare la propria legittimità andando fino in fondo e mettendo in atto tutto ciò che è a sua disposizione per bloccare definitivamente questo scempio che si sta ancora perpetuando nella zona del cantiere che non è stata posta sotto sequestro. Per questo la battaglia va avanti, più forte di prima fino a quando l’ultima ruspa non se ne sarà andata dalla valle.

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