Mestre (VE) 14N - Le motivazioni dell'occupazione della Cassa di Risparmio

Mestre (VE) - Studenti in corteo sanzionano una banca

14 novembre occupata cassa di risparmio

14 novembre occupata cassa di risparmio di Banca Intesa

Mestre - occupata la Cassa di Risparmio

Occupata filiale della Cassa di Risparmio-Banca Intesa

Venezia 14N - Occupy Banks!

Uova, vernice, cappi e manifesti contro il nuovo "Monte dei Pegni"

Utente: chiarab
14 / 11 / 2012

Nella giornata di sciopero generale europeo contro l'austerità abbiamo scelto di occupare per tre ore la filiale della Cassa di Risparmio di Venezia in Piazza Barche a Mestre, che svolge la funzione di Monte dei Pegni.

In verità uno strozzinaggio legalizzato praticato da Banca Intesa ai danni di migliaia di persone colpite dalla crisi. 

Sono i gruppi bancari come questi che hanno provocato la crisi. Usando i risparmi dei cittadini hanno speculato su titoli tossici, hanno trafficato con prodotti finanziari derivati e derivati di derivati producendo un debito che hanno poi scaricato sugli stati. Troika e governi nazionali come quello Monti-Passera-Fornero stanno imponendo il passaggio di questo debito dagli stati ai cittadini: le politiche di austerity non sono altro che questo, una gestione a senso unico della crisi. Tagli continui a scuola e università, sanità e welfare, precarizzazione del mercato del lavoro e riduzione continua dei salari mentre per la ricapitalizzazione delle banche arrivano, puntuali, miliardi di euro.

Con questi miliardi di euro, invece di concedere il credito a precari, famiglie, partite IVA e imprenditori,  le banche continuano come e più di prima la loro speculazione senza cambiare di una virgola le regole del gioco. I pochi crediti concessi vengono erogati a tassi da usura e per chi non riesce a saldare le rate ecco che nobili istituzioni come e Unicredit e Banca Intesa aprono nuovi "servizi al cittadino" come quello bloccato stamattina, il Monte dei Pegni.

Luoghi di vero strozzinaggio dove chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese potrà impegnare "oro e diamanti": l'orologio del padre, la collana della madre, l'anello della nonna. La stessa banca farà la stima e se dopo sei mesi non si è in grado di riscuotere il pegno, il tutto verrà implacabilmente messo all'asta.

Oggi abbiamo voluto bloccare tutto questo, siamo entrati nella sede mestrina della Cassa di Risparmio ed abbiamo chiuso gli sportelli. Mentre alcuni attivisti oscuravano le vetrate con scritte e manifesti altri appendevano decine di cappi all'insegna trasformando la banca in una grande forca collettiva ed altri ancora rendevano inutilizzabili gli uffici lanciando all'interno sacchi di cocci di vetro, gli unici "diamanti" che giovani e precari senza la garanzia del reddito possono oggi impegnarsi.

Uscendo, per unirci al corteo autorganizzato del Coordinamento degli Studenti Medi, una scia di vernice rosso sangue ha reso inagibile l'atrio.

Oggi per noi è l'inizio, continueremo a colpire banche e speculatori finanziari che, nella crisi, stanno accumulando enormi rendite a spese del novantanove per cento della società. Oggi è solo l'inizio di una comune lotta in tutta Europa contro le politiche di austerity e per un reddito dignitoso per tutte e tutti: la ricchezza c'è, riprendiamocela!

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