Venezia - #15n Occupato il rettorato di Cà Foscari.

Studenti occupano il Rettorato contro la svendita del patrimonio storico artistico dell'università e le politiche di Carraro

15 / 11 / 2013

Alle 14 di oggi pomeriggio circa duecento studenti di Cà Foscari e degli altri atenei veneziani si sono dati appuntamento per un presidio lanciato in concomitanza con la riunione del Consiglio di Amministrazione dell'Università che doveva discutere di alcune importanti questioni, molto care agli studenti e a chi ha a cuore la salvaguardia del patrimonio culturale di Venezia.

Molteplici le istanze che hanno mosso gli studenti: dalla richiesta di eliminazione del cosiddetto salto d'appello che obbliga gli studenti ca foscarini a soli 3 appelli all'anno per lo stesso insegnamento, complicando di molto la carriera accademica e facilitando di fatto il fuori-corso; alla svendita del patrimonio immobiliare dell'università.

In particolare sono 3 gli immobili di inestimabile valore stoico e artistico che Carraro vuole permutare in cambio della cosiddetta Cà Sagredo, un palazzone moderno che Tiziano Scarpa, presente al presidio indetto dagli studenti, ha definito "un'orrenda cassapanca di mattoni e vetro".

Questi edifici oltre che per il loro valore intrinseco sono parte di un patrimonio non solo degli studenti di Cà Foscari che lo vivono e lo attraversano ogni giorno, trovando in esso spazi di aggregazione e socialità, ma della cittadinanza tutta che li attraversa e li considera parte del loro patrimonio comune. Per questo perdere tre edifici di questo valore in cambio di possibili alberghi o residenze per turisti costituisce l'ennesimo esempio di una governance universitaria sempre più improntata a modelli imprenditoriali e aziendali a scapito del compito di preservare e diffondere la cultura, che dovrebbe essere la sua funzione principale.

Fra il patrimonio universitario che viene svenduto c'è anche un altro stabile: si tratta di un immobile sito in calle dei Guardiani, dove ad oggi vivono dieci nuclei familiari, e dal 2009 trova spazio Cà Tortuga, un appartamento universitario occupato che ha permesso negli anni a più di 25 studenti di poter vivere e studiare in questa città.

Questo edificio era stato donato nel 1969 dal Comune di Venezia a Cà Foscari per scopi educativi e accademici, come si legge nell'atto di donazione, e che l'università ha sempre abbandonato al degrado, delegando agli inquilini storici il compito e l'onere di provvedere alla sua manutenzione.

Non contento di ciò, Carraro ha deciso di metterlo all'asta, senza avvertire gli inquilini, ma continuando di fatto ad incassare gli affitti che questi versano. 

Comprensibile quindi la rabbia degli studenti che hanno deciso di far sentire la propria voce direttamente al CdA, spostato all'ultimo momento in una sede resa inaccessibile con tanto di porte antipanico e ascensori bloccati. 

Nonostante ciò gli studenti sono riusciti a raggiungere l'aula in cui si svolgeva la riunione e hanno preteso di essere ascoltati e che le loro istanze ricevessero risposta.

Inqualificabile l'atteggiamento di Carraro: prima ha aggredito gli studenti afferrandone uno per il collo (ben visibili i segni, pubblichiamo qui di seguito un video dell'aggressione), continuando a rispondere in maniera evasiva e provocatoria alle domande poste.

Gli studenti hanno quindi deciso di occupare il Rettorato finchè la sessione del CdA non si fosse espressa sui punti richiesti. 

A conclusione della riunione, intorno alle 20, l'ennesima conferma delle politiche di Carraro, che non tengono assolutamente in considerazione la componente studentesca e le difficoltà che questa incontra nel suo percorso di studi e di vita veneziano: infatti tutte le decisioni sono state procrastinate a dicembre. 

Al grido "Dimissioni" Carraro è tornato a rintanarsi nella sua "aula segreta" e gli studenti decidono di lasciare l'occupazione lanciando prossime assemblee e mobilitazioni. 

Oggi è stato un passo importante che ha fatto sentire la voce di chi l'università la vive e la attraversa a 360 gradi, di chi si oppone alle politiche di gestione di Carraro, di chi vuole una città vivibile e non un lunapark per turisti come queste mosse imprenditoriali vorrebbero farla diventare.

Stay Rebel

Be student

Collettivo Li.S.C. 

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