Venezia - Il giardino di Ca'Bembo deve essere pubblico e aperto!

25 / 10 / 2017

Lunedì, come tutti gli studenti iscritti all’Università Ca’ Foscari abbiamo ricevuto un’email un po’ particolare. Una comunicazione del Magnifico, che fa i conti senza l’oste.

Nell’apprendere che finalmente verranno assegnati degli spazi universitari per le attività degli studenti, forse anche altri oltre a noi avranno avuto la netta impressione che il Rettore intenda liquidare con poche righe una questione molto importante che riguarda il giardino di Cá Bembo. 

Fermiamoci per un momento alle Zattere. La prima considerazione è che come studentesse e studenti che da anni portano avanti una lotta per l’apertura di spazi per gli universitari, contro la svendita del patrimonio, e per l’investimento dell’università su un’istruzione di qualità, siamo sempre felici quando con le nostre pratiche riusciamo ad ottenere dei cambiamenti nelle scelte dell'Ateneo. La seconda è che ci preoccupano le modalità ed i tempi con cui verranno aperti tali spazi. Sappiamo bene chi sono i giocatori in campo - amministrazione, rappresentanti degli studenti, commissioni e commissari vari - e come verranno costruite ad arte le regole del gioco, basti pensare a come sono stati riformati i criteri e gestiti i fondi per le "attività autogestite" trasformandole in una vera e propria nicchia di soliti noti. Perché poi quasi 20mila studenti non possano usufruire degli spazi di CFZ, in questo caso e di altri per ogni sede, se non iscritti a ‘’associazioni riconosciute’’ o liste elettorali è per noi un mistero. Noi vogliamo che siano gli studenti a decidere come e quando attraversare i propri spazi. O l’universitá è diventata un’istituzione totale che regola ogni nostro minuto di vita?

Il collettivo universitario Liberi Saperi Critici sará in prima linea per fare in modo che quello spazio non sia appannaggio di pochi ma sia uno spazio libero e che produca sapere critico all’interno dell’universitá. Nella trasformazione della biblioteca di Zattere ci siamo sempre spesi perché venisse garantita la fruizione degli spazi della nuova "Cultural Flow Zone" e perché non si perdesse un centimetro degli spazi una volta destinati alla biblioteca e alla consultazione. Anche quella volta le Tese erano state "promesse" come spazi per le associazioni, che ne è stato fatto poi? Non ci facciamo abbindolare dalle promesse vaghe del Rettore, soprattutto se poste in questi termini.

Adesso ci avete nominati, eccoci! Il Magnifico ha volutamente evitato di parlare del destino di Cá Bembo, sede universitaria salvata dalla svendita e trasformazione in hotel grazie all’occupazione della "Casetta del Custode" e ri-apertura del giardino avvenuta il primo maggio 2014. Da allora studenti, bambini, associazioni, cittadini si sono incontrati e hanno creato uno spazio libero, aperto, pubblico, multiculturale. A gran voce fin dal principio tutti assieme abbiamo chiesto i risultati delle analisi del terreno del giardino pubblicamente e presentato all’università un piano per la bonifica che tenesse anche conto della necessitá di mantenere quello spazio aperto alla cittadinanza con una gestione partecipata!

Alla mail del Rettore quindi rispondiamo che la nostra campagna per il Giardino Liberato di Cá Bembo acquista oggi ancora piú importanza e che non può essere una mail il tramite per confrontarsi con noi e con chi ha restituito Cá Bembo alla città. Leggiamo di "locali da sgomberare" per poter realizzare la bonifica. Si vuole chiudere la casetta per farne deposito materiali per la bonifica e poi nuovi uffici? Noi siamo certi invece di poter dimostrare che è possibile rispettare la volontà di centinaia di persone che rivendicano questo spazio patrimonio cittadino, pubblico e aperto.

E poi diciamocelo fuori dai denti, il Rettore vuole riprendersi il giardino per farci, come nel resto delle nostre più belle sedi universitarie, eventi esclusivi, a pagamento, o affittarlo a privati esterni o utilizzarlo per la summer school. Come abbiamo fatto quattro anni fa e come non abbiamo mai smesso di fare, lottiamo e difenderemo il giardino e il patrimonio pubblico ad ogni costo!

Collettivo LiberiSaperiCritici

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Nota del Rettore Buglisi