Vicenza: Manifestazione no grandi opere- no war riempie le strade della città

Un migliaio di persone in corteo per lo stop alla devastazione dei territori a 10 anni dal sì al Dal Molin

21 / 1 / 2017

E’ stato un sabato pomeriggio di lotta e di grande partecipazione a Vicenza alla manifestazione regionale contro le grandi opere e contro le servitù militari. Tanti vicentini e tanti attivisti dei comitati di tutto il Veneto sono scesi in piazza, per difendere i nostri territori dalle colate di cemento e dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Il corteo di oggi è una tappa della campagna #vicenzasisolleva, iniziata a settembre e che ha visto numerose assemblee, dibattiti, iniziative e azioni sul tema delle grandi opere. Dalla Pedemontana al Tav, dalla Valdastico Nord ai Pfas e tante altre ancora. Il lungo serpentone è sfilato intorno all’ecomostro di Borgo Berga, simbolo della devastazione ambientale e finanziaria, costruito senza il rispetto di leggi e di vincoli pensati per difendere il territorio.

La manifestazione si inserisce all’interno delle giornate del Presidio Permanente, ricostruito in occasione del decimo anniversario del via libera di Prodi al Dal Molin. I tendoni di Ponte Marchese, che per tanti anni sono stati il luogo di assemblee e di incontri di migliaia di persone, in questi giorni si sono ripopolati. Tanti vicentini stanno attraversando questo spazio di democrazia e di lotta, nonostante il freddo e la neve, non per commemorare il glorioso movimento No Dal Molin ma per continuare le tante battaglie della provincia di Vicenza. La base è stata costruita ma l'opposizione alle servitù militari in tutte le sue forme e contro le guerre che provocano migliaia di morti e milioni di profughi in tutto il mondo continua.

I tanti NO che oggi hanno riempito le strade di Vicenza sono però tanti SI’ a un modo di vita, di mobilità e di lavoro compatibili con la natura  e con la salute di chi è il primo a subire le conseguenze pesanti di scelte calate dall’alto. E’ il caso del progetto vicentino del TAV voluto da Confindustria e dal Comune di Vicenza oppure dalla Valdastico Nord, che se costruita distruggerebbe l’unica valle ancora integra della provincia. Tutto questo si aggiunge al problema dell’inquinamento delle acque dai Pfas che stanno rovinando la salute di migliaia di persone delle provincie di Vicenza, Padova e Verona.

Erano presenti tanti comitati dal resto del Veneto; i No Grandi Navi, l’Opzione Zero della Riviera del Brenta, il Comitato No Ogm, i No Pedemontana di Treviso. Le parole d’ordine per tutti sono; fermare le grandi opere e dare il potere ai territori, perché sono i cittadini a dover decidere del proprio futuro.

Vicenza oggi ha dimostrato di non essere una città sconfitta e rassegnata mai di avere una grande determinazione e la volontà di riprendersi gli spazi di democrazia , sempre più ristretti da uomini soli al comando. Il Presidio No Dal Molin continuerà a vivere nei prossimi giorni con tanti eventi e con un programma ricco di iniziative. Domani alle 18.00 ci sarà il Sindaco di Napoli De Magistris e giovedì 26 Gennaio ci saranno Wu Ming 1 e Nicoletta Dosio. Il Presidio è aperto a tutti e tutte per continuare la discussione sulle modalità con cui proseguire una mobilitazione che non può e non deve finire.

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Corteo regionale no grandi opere