We Want To Play è una battaglia vinta

26 / 10 / 2017

Grazie alla campagna We Want To Play, messa in piedi da decine di realtà legate allo sport popolare e antirazzista, la FIGC è stata costretta a modificare il discriminatorio articolo 40 quater del NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC). Riprendiamo, in merito alla questione, l'articolo pubblicato su Sportallarovescia.

Con il comunicato ufficiale numero 117/L pubblicato in data 19 Ottobre 2017, la Federazione Italiana Giuoco Calcio modifica fra gli altri l’articolo 40 quater del NOIF, abolendo i vincoli temporali che impedivano il tesseramento di atleti provenienti da paesi extra-eu e permettendo così a tutti la partecipazione ai campionati. Con effetto immediato sarà possibile cominciare le pratiche di tesseramento di aspiranti calciatori che fino a ieri erano esclusi dalla possibilità di prendere parte alle competizioni federali. La campagna We Want To Play ha raggiunto il suo obiettivo. Le regole sono cambiate. Nessuno è illegale per giocare  pallone!

Cosa è cambiato

Viene modificatol’articolo 40 comma 11 del NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC). Esso prevedeva come vincolo al tesseramento un permesso di soggiorno valido fino al 31 gennaio dell'anno successivo all'inizio della stagione calcistica. Questo termine temporale impediva nei fatti il tesseramento di atleti provenienti da paesi extra-eu, ponendo come vincolanti requisiti slegati da qualsivoglia idoneità sportiva e privi dunque di validità giuridica. Proprio sulla base di questa lacuna, il giudice del tribunale di Lodi: Federico Salmeri, in data 28/04/2010, accoglieva il ricorso della società sportiva G.S. Azzurra rispetto al divieto di tesserare un calciatore di nazionalità Togolese. Accertava il carattere discriminatorio del comportamento tenuto dalla federazione italiana. Imponeva il tesseramento prima negato dello stesso e condannava la FIGC ad un risarcimento di 5.000€, affermando che: «La corte di Strasburgo ha più volte affermato che l’art.14 della C.E.D.U. vieta di trattare in modo diverso, senza giustificazione obiettiva e ragionevole, persone poste in situazioni comparabili….non essendo enucleabile altra ratio che non sia quella di introdurre una preclusione destinata a scriminare gli aspiranti calciatori extracomunitari in quanto tali… l’art.40 del NOIF si pone in contrasto con l’art.3 cost. e con tutte le norme sopra richiamate volte a contrastare qualsiasi forma di discriminazione».

Già modificato parzialmente nel 2012 a seguito della campagna Gioco anch’io ( il termine passò dalla fine della stagione sportiva al 31 gennaio) oggi l’articolo 40 comma 11 viene definitivamente trasformato. Viene abolito dalla federazione ogni riferimento al vincolo temporale. Viene posto come requisito un permesso di soggiorno in corso di validità.

Un risultato di importanza storica che va letto e intrepretato come l’esito di un percorso che si è diretto con successo dalla base del sistema calcio ai suoi vertici.

La campagna.

Lanciata il 31 gennaio scorso, la campagna We Want To Play  è stata sottoscritta e partecipata da decine e decine di società, polisportive, associazioni dilettantistiche, realtà di sport indipendente e popolare. In ogni territorio sono state prodotte iniziative eterogenee dentro e fuori i campi di gioco. Amichevoli, dibattiti, approfondimenti, azioni simboliche e sportelli legali. Striscionate dalle tribune e dai rettangoli verdi delle più disparate città e province del “bel paese”. Da Caserta a Padova, da Roma a Napoli. Da Milano a Lecce passando per  Firenze, Parma, Vicenza, Fano, Benevento, Trento, Arezzo, Schio. In Veneto, in Campania e nel Lazio il medesimo appello di modifica è stato consegnato ai comitati territoriali Figc nel tentativo di coinvolgere i presidenti regionali e di aprire una trattativa con gli organi centrali. Nel frattempo gli striscioni We Want To Play attraversavano le piazze d’Italia, come accaduto il 22 Aprile in occasione della giornata dell’orgoglio antirazzista a Pontida, il 19 Marzo alla marcia Side by Side a Venezia, il 5 Luglio ai Mondiali antirazzisti di Modena. Il 31 Luglio la richiesta di modifica è stata consegnata a Renzo Ulivieri , vice-presidente FIGC, dopo un pranzo di confronto svolto nel cuore del sistema calcio Italiano: Coverciano.

Basta dare uno sguardo d’insieme  alla quantità e alla qualità delle iniziative susseguitesi in questi 8 mesi per comprendere quanto sia ricco il mondo dello sport indipendente e popolare di questo paese.  Un mondo che cammina con un passo diverso rispetto alle risposte istituzionali sul tema. Che si è dimostrato capace di leggere, anticipare, stimolare la necessità di cambiamenti radicali negli schemi interpretativi e legislativi che normano la società.  Di produrre trasformazioni reali in risposta ad esigenze reali. Un mondo che oggi si può assumere la libertà di affermare che cambiare si può. La direzione di questo cambiamento è una soltanto. Dall’egoismo discriminatorio all’affermazione di diritti per tutti. Dal basso verso l’alto. Sempre.

REALTA' ADERENTI 

Polisportiva San Precario (Padova)
Polisportiva Sans Papier (Schio)
Polisportiva Clandestina (Trento)
Polisportiva Independiente (Vicenza)
AfroNapoliUnited (Napoli)
Lions Ska Caserta (Caserta)
Polisportiva Ackapawa (Jesi)
Extravaganti (Jesi)
Black Panthers (Milano)
Baraonda Calcio (Milano)
Mi-grato FC (Milano)
Partizan FC (Milano)
Multietnica Naga har (Milano)
AntifaUnited Bresso (Bresso)
Atletico Rebelde (Fano)
Spartak Lecce (Lecce)
Atletico Brigante (Benevento)
Atletico San Lorenzo (Roma)
Mondiali Antirazzisti 
UISP (Unione Italiana Sport per Tutti)
Atletico Diritti (Roma)
ASD Quartograd (Quarto NA)
CIAC - Centro immigrazione asilo e cooperazione onlus (Parma)
La Paz Antirazzista (Parma)
Atletico Ubuntu (Arezzo)
ArisingAfricans (Padova)
Quadrato Meticcio (Padova)
Atletico No Borders (Fabriano)
Internazionale Le Alte (Montecchio Maggiore)
No Racism Cup (Lecce)
Asd Birilli (Roma)
Unione sportiva Stella Rossa (Brescia)
Centro Storico Lebowski (Firenze)
UISP Parma
ASD Certosa di Padula (Salerno)

Tratto da: Sportallarovescia.it

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