Dalla Tunisia - La visita di Berlusconi

5 / 4 / 2011

In una città completamente militarizzata tra un posto di blocco dell`esercito ed uno della polizia, la città di Tunisi sta vivendo un periodo caotico, tumultuoso, effervescente e difficile allo stesso tempo. La scorsa notte un duro scontro tra alcune organizzazioni di quartiere nei pressi del mercato centrale ha causato un morto e alcuni feriti.

Proprio vicino a quest'area della città da oggi temporaneamente isolata dalla polizia che ne impedisce a chiunque l`accesso, questa mattina oltre cento persone hanno protestato di fronte all`ambasciata Italiana contro la presenza di Berlusconi nella capitale.

Il sit-in, organizzato dal Forum Tunisien des Droits Economiques et Socioux, é stata una manifestazione composita, eterogenea e rumorosa per chiedere anzitutto rispetto e un'accoglienza dignitosa da parte del governo italiano nei confronti di coloro che oggi sono a Lampedusa.

In pochi minuti la piazza si é riempita tra la curiosità dei passanti che applaudivano i cori indirizzati contro Berlusconi e i ministri italiani Frattini e Maroni, mentre la tv araba Al Jazira riprendeva i manifestanti e i loro slogan.

Il malcontento verso Berlusconi e la sua proposta di rimpatriare con la forza quanti più cittadini tunisini possibile é palpabile; questo sentimento é inoltre un monito indirizzato verso il governo tunisino se accetterà qualche compromesso per impedire ai propri giovani di andare verso l`Europa. Il rimpatrio é considerato non solo una risposta politica illegale e inumana, ma anche un grave attentato alla sovranità dello stesso Stato tunisino.

Domani é previsto l`arrivo del ministro dell`interno Maroni, che dovrebbe dare vita alla commissione bilaterale inaugurata quest`oggi tra il Viminale e il ministero degli esteri locale. Forse il vero obbiettivo di questa seconda visita é la firma di nuovi trattati che obbligherà questo Paese ad accogliere i propri cittadini espulsi dall`Europa. Ma se questo si verificasse non farebbe altro, in realtà, che gettare benzina sul fuoco e rendere ancor più esplosiva una situazione già di per sé difficile su entrambe le sponde del Mediterraneo...

A cura di Tommaso, Paolo, Damiano, Vilma

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