Liberateli subito. Cecilia Strada, presidente di Emergency parla fra i primi di fronte a una piazza che nel giro di poche ore si è riempita completamente. Migliaia di persone che indossano la maglietta bianca con scritto sopra 'Io sto con Emergency', bandiere, scritte e cartelli. Obama premio Nobel della guerra. Fotocopie della foto di Frattini con uno stampatello che dice: Ministro degli esteri... afgano'.
Gino Strada ha parlato poco dopo le 16.00. Il vento scuoteva teli e capelli nella piazza. Il fondatore di Emergency in mezzo al palco, ha scandito forti le parole contro la violenza, contro guerra e terrorismo, contro la montatura. E poi ha raccontato la 'diplomazia parallela' che l'organizzazione umanitaria sta portando avanti in queste ore. Un diplomazia che conta, ha detto Strada, sull'appoggio del ministro degli esteri afgano, di quello degli interni e addirittura del vice presidente afgano. E con le parole di calda solidarietà politica che vengono dall'inviato delle Nazioni Unite, De Mistura, che ha voluto espressamente visitare l'ospedale di Kabul.
Proprio da Kabul arriva la telefonata che in pinte telefonico con Radio popolare arriva fino alla piazza gremita. E' Rossella Miccio, coordinatrice di Emergency, che racconta stori di solidarietà afgane. E non solo: racconta anche di pazienti dell'ospedale di Lashkargah che si sono fatti oltre seicento chilometri per arrivare fino all'ospedale di Kabul gestito da Emergency. Storie incredibili, ma vere, come quelle dieci mila firme raccolte ad Anabah, quando la popolazione ha saputo che Emergency era sotto attacco.
Sfilano le testimonianze, anche quelle dei familiari dei sequestrati.
Dietro al palco politici, sindacalisti, artisti, e una numerosa schiera di
giornalisti e telecamere. Queste alcune testimonianze raccolte.
Daniele Silvestri "Non dovrebbe esserci bisogno di
organizzare un a manifestazione per far sentire che siamo vicini alle persone
arrestate in Afghanistan. In realtà diventa indispensabile quando ci si rende
conto che invece di fare un vanto di quella che è una delle poche cose di
cui essere orgogliosi, cioè Emergency e soprattutto chi per Emergency lavora e
fa volontariato, cosa che dovrebbe essere scontata, ci si ritrova a dover avere
a che fare con un governo che addirittura riesce a complicare le cose. Ecco io
sono oggi in piazza perché sono orgoglioso di queste persone che difenderei
contro tutto e contro tutti"
Vauro. Questa piazza c'è presente fisicamente e anche
moralmente una grande parte del paese che è convinta che la guerra sia la cosa
più brutta, la cosa peggiore che possa esistere. Poi c'è un'altra parte,
secondo me minoritaria, ma che ha il potere in questo Paese continua a partecipare
alle guerre. La gente che oggi è qui riconosce nei tre cooperanti di Emergency
un motivo di orgoglio, dio dignità, perché sono persone che come tutti gli
altri operatori di Emergency che testimoniano con il fare la volontà di
pace. Questo è il Paese che dovrebbe essere rappresentato che dovrebbe avere
voce nei media e dovrebbe avere voce nei palazzi del potere".
Niccolò Fabi "Quando vedo quello che sta accadendo in
questa piazza sono un po' più confortato da quella che è la consapevolezza del
nostro Paese. Ci sono molte Ong che sono il fiore all'occhiello del nostro
Paese e non certo qualcosa da fermare e arrestare. Ecco, queste organizzazioni
fanno un lavoro assolutamente importante e che mi conforta proprio su quello
che è il livello del nostro Paese. E' una sconfitta doppia il fatto che siano
loro a subire le ritorsioni di un governo. Io sto con Emergency".
Lella Costa. "Io sto con Emergency oggi ma lo sono sempre
stata e lo sarò per sempre. Sarebbe positivo che la manifestazioni di oggi
diventasse un'occasione per ragionare su come sia importante stare con
Emergency senza se e senza ma. Penso che le centinaia di migliaia di adesioni
che sono arrivate sul sito di Emergency, le mail che arrivano anche da persone
che non necessariamente sono vicine alle posizioni di Emergency, ma che sono
indignate e preoccupate per il lavoro umanitario interrotto e soprattutto per i
cittadini afgani che saranno gli unici a pagare, siano un segno importante per
il Paese.
Moni Ovadia. "questa circostanza dimostra che il nostro
governo e la sua cultura reazionaria che sono anti italiani. Noi siamo
italiani. Siamo qui a difendere l'Italia migliore quella che non fa corruzione,
mafia, inciuci, scandali di governo ecc. ecc. Questa è l'Italia
splendente degli uomini che dedicano la propria esistenza agli altri. Che
dedicano la propria esistenza al più alto dei valori, che è la pace. Io ho
partecipato a tante mobilitazioni in questi anni. Raramente come questa volta
io trovo che non ci sia bisogno di interrogarsi sul perché siamo qui. Noi ci
sforziamo di far parte della famiglia delle persone e dei cittadini che credono
che le relazioni fra gli uomini debbano passare attraverso la giustizia, la
dignità, i diritti, l'accoglienza dell'umile, del più debole del più colpito.
Il rispetto del volto di ogni uomo. Emergency cura tutti e questo è il
senso più pregnante della pace.
Guglielmo Epifani. Siamo qua per portare la nostra solidarietà
ai tre operatori imprigionati e in generale per riconfermare la nostra grande
solidarietà a Emergency, a quello che sta facendo in tutte le parti del mondo.
E con questo la fiducia, che riponiamo in questa Ong e non da oggi.
Diego Cugia. Mi consola vedere queste persone. a parte che mi
hanno applaudito come non mi ha mai applaudito nessuno in tutta la mia vita.
Una luce, una piccola grande luce in questo buio italiano, in questo periodo
storico in cui mi dispiace essere vissuto. Tranne che per una cosa, poter dare
la mia testimonianza e potere aiutare gli altri come fanno qui a Emergency.
Giuliana Sgrena. Quando sono arrivata sulla piazza e ho visto
questi ritratti, mi si è fermato il cuore. La cosa che molti mi dicono, ancora,
quando li incontro per strada mi dicono "Io c'ero". E oggi mi sembra
di tornare indietro e di essere a quella manifestazione che era per me, ma
invece io vedo questi ritratti. mi sento male. Sento un groppo. Garatti lo
conosco. Conosco la situazione. Di impotenza totale. Spero che riescano a
percepire questa cosa. Non sapevo esattamente cosa succedeva fuori, però avevo
la sensazione che stessero facendo qualcosa per cercare di liberarmi. E' quella
sensazione che ti aiuta a resistere. Perché altrimenti è una situazione che non
puoi sopportare. Spero che arrivi loro questa sensazione per dare loro forza
energia. Sono qui per esserci, come gli altri sono stati per me.
Fiorella Mannoia. Sono qua per solidarietà a Emergency. Sono
qua perché ho poche certezze nella vita e una è l'integrità e una di queste è
l'integrità morale di Gino Strada e di Emergency. figurati se io posso aver
creduta a questa panzana del terroristi, dell'appoggio ai terroristi. E spero
che l'Italia intera non l'abbia bevuta. Siamo qua perché non dobbiamo farli
sentire soli, perhcé dobbiamo far sentire che gli italiani sono con loro. Sono
nostri concittadini e devono avere l'appoggio con il governo. E ci spero che
questo governo faccia sentire la sua voce. Sono nostri connazionali, accusati
ingiustamente e di fatto sequestrati. Purtroppo come diceva Gino è una festa
triste. E sono qua per questo, per testimoniare la mia assoluta solidarietà.
Sono felice di non vedere bandiere politiche, perché associare Gino Strada a
qualsiasi partito politico è una vigliaccata. Per quello che lo conosco, poco
gli piacciono i politici Sono qua, come normale cittadino, so cantare e per questo
canterò per Emergency.

