Attraversando Tunisi dentro e fuori il Forum Sociale Mondiale

26 / 3 / 2013

Mancano 24 ore all'apertura ufficiale del FSM. Al Campus universitario El Manara fervono i preparativi. Tra le molte aree tematiche che sono in allestimento anche il Villaggio dello sport curato da UISP e Sport alla rovescia, che raggruppa numerose polisportive di base che partecipano alla Carovana Libertè et democracie.

In allestimento anche il media center gestito dagli attivisti del HackLabe basato sulla condivisione e il free software. A lato dei dibattiti ufficiali, avvengono incontri e scambi. La Tunisia oggi vede un proliferare di progetti comunicativi, a volte finanziati a livello internazionale, che rischiano di essere contenitori vuoti se non si basano sul protagonismo diretto e partecipato soprattutto dei giovani, come ci racconta Slim Ayedi, uno dei blogger più famosi.In Tunisia oggi conclude "bisogna dare tempo ai giovani, che sono stati i protagonisti della rivoluzione, il cambiamento, come in tutte le rivoluzioni è lento, ma verrà."

Sono continuati anche i lavori del Forum dei Media Alternativi in cui si sono susseguiti gli interventi ed il confronto internazionale. Con Maria Matta Cerna Presidente di AMARC cilena abbiamo affrontato in particolare il ruolo delle radio comunitarie nell'attivismo per la comunicazione come bene comune e diritto fondamentale.

Nel pomeriggio giunge la notizia che la nave partita da Genova sta incontrando problemi ad arrivare a Tunisi vista la presenza a bordo di migranti sans paier. D'altronde che il Mediterraneo non sia uno spazio di libertà di movimento, è proprio uno dei temi che saranno affrontati nei prossimi giorni.

A pochi chilometri dal Campus universitario nella centralissima Avenue Bourghiba l'infopoint per gli accrediti si è trasformato in un punto di incontro. Di certo la presenza del Forum non passa inosservata in questa città che è scenario quotidiano delle contraddizioni che vive la Tunisia.

Davanti al Ministero per la condizione della donna, un gruppo di attiviste manifesta con cartelli e striscioni. Sihem Badi, la donna che Ennadah ha voluto per darsi un'immagine presentabile a capo del Ministero, ha infatti dichiarato proprio ieri di fronte alla notizia dello stupro di una ragazzina che “queste cose sono fatti privati che vanno risolti in famiglia”. I continui tentativi di Ennadah, a, volte subdoli ed a volte palesi, di restringere le libertà delle donne non passano certo inosservati. Proprio recentemente la mobilitazione immediata è stata in grado di fermare l'introduzione nella prossima Costituzione del principio secondo cui “la donna è complementare all'uomo”.

In serata al Cinema Colisee, centinaia di giovani si accalcano per il concerto di 4 gruppi della scena arababa, i Gultrah Sound System, un gruppo tunisino che già durante il regime di Ben Ali aveva avuto non pochi problemi, accompagnati da Darg Team dalla Palestina, Smockey dal Burkina Faso e Didier Awadi dal Senegal. Tra i ragazzi e le ragazze in attesa si colgono le molte tensioni che attraversano le giovani generazioni.

C'è la convinzione di aver conquistato più libertà ma anche la consapevolezza che al tempo stesso molto c'è ancora da cambiare: ascoltare un concerto, almeno nella capitale, non è più qualcosa di proibito, ma restano la precarietà, la disoccupazione, l'incertezza del futuro.

“Quello che stiamo facendo sarà lungo, forse il cambiamento lo vedranno i nostri figli. Noi però resistiamo” ci dice un giovane impegnato in una associazione di couchsurfing che propone attività culturali di strada collegate al FSM.

“Per me la Tunisia dovrebbe essere un posto in cui ognuna è libera, veramente, dove portare o non portare il velo non dovrebbe diventare motivo di scontro”, ci dice una giovane ragazza laureata che si definisce fortunata perchè a differenza di tante e tanti altri ha un lavoro e non è disoccupata come la maggioranza dei suoi coetanei, soprattutto al sud.

Quando il concerto inizia, i giovani riempiono il cinema, prima restano seduti in silenzio poi quando iniziano a suonare i Gultrah, gli slogan riempiono la sala e tutti iniziano a alzarsi e ballare, salendo sul palco e diventando i protagonisti della scena. Tra gli spettatori anche un gruppo di una trentina di giovani che aprono uno striscione e lanciano volantini in cui parlano della necessità della caduta del sistema e criticano il FSM.

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Due momenti, due flash in questa città che domani sarà attraversata dalla manifestazione d'apertura del Forum Sociale Mondiale nel pomeriggio dopo che nella mattina l'assemblea delle donne si ritroverà al Campus El Manara.

Servizio ed interviste realizzate da Globalproject in collaborazione con DinamoPress

Per contatti in Tunisia:

Globalproject 0021692201225

Carovana Libertè e democracie 0021699998375

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