Chigaco insegnanti in sciopero

Chicago Le scuole non aprono: i docenti scioperano contro la riforma.

18 / 9 / 2012

Rahm Emanuel, sindaco di Chicago ed ex capo dello staff della Casa Bianca e uomo di Obama pensava di aver risolto il problema degli insegnati pubblici in mobilitazione per rinnovo del contratto, contro la riduzione dei benefit, l'allungamento delle giornate scolastiche e soprattutto per la volontà dell'amministrazione di dare grossa importanza ai risultati ottenuti nei test dagli studenti limitando la valutazione degli insegnanti. Venerdì sembrava che il braccio di ferro tra amministrazioni e insegnanti si interrompesse grazie ad un accordo quadro tra le parti; la bozza dell’accordo è stata bocciata nelle assemblee, e dopo il blocco della didattica e le proteste nelle settimane che hanno preceduto l’apertura dello scuole, gli insegnati ora sono in sciopero fino mercoledì e le scuole sono chiuse.

Il sindaco ha replicato che gli insegnati hanno scelto di scioperare anche se l'accordo era vicino e che l’amministrazione farà quanto necessario per riportare la situazione alla legalità. Secondo l'amministrazione comunale , infatti, sarebbe proibito da una legge statale scioperare per questioni non economiche; inoltre, l'azione degli insegnanti sarebbe un chiaro pericolo per la sicurezza e la salute pubblica, per questo il sindaco Rahm ha chiesto al giudice di ordinare il ritorno in classe dopo il fallimento delle trattative, quando un accordo sembrava vicino, e che lunedì avrebbe riportato 350.000 studenti a scuola. Il giudice si è rifiutato di procedere in tal senso ritenendo illegali, nei termini, le pretese della giunta comunale.

Il Chicago Teacher Union (Ctu), il sindacato degli insegnanti di Chicago che ha proclamato il primo sciopero in città negli ultimi 25 anni, ha definito la mossa "un atto di vendetta di un sindaco prepotente"; il sindacato si è dato appuntamento per mercoledì, quando terminerà lo sciopero, offrendo così altre 48 ore ai docenti per valutare tutte possibilità prima di firmare un accordo con le autorità. "I nostri iscritti non sono contenti e vogliono capire se c'é spazio per ottenere altro", afferma il presidente del sindacato, Karen Lewis. Gli insegnanti chiedono paghe più alte per più giorni di lavoro: la domanda iniziale era di un incremento del 30 per cento, ma nel corso del negoziato, il sindacato ha chiarito che avrebbe accettato un aumento minore in cambio di norme meno restrittive sul lavoro dei docenti e in cambio di procedure di ripescaggio in caso di licenziamento. I sindacati vorrebbero anche ridurre drasticamente le dimensioni delle classi e che fossero aumentati i finanziamenti.

I temi della riforma voluta da Rham sono gli stessi in discussione anche a livello nazionale nell'ambito di un'attesa riforma del sistema dell'istruzione, e di riflesso, nella campagna elettorale per le presidenziali; infatti lo sciopero, il primo in una grande città americana da almeno sei anni, Chicago è il terzo distretto scolastico degli Stati Uniti, e ha attirato l'attenzione a livello nazionale perché rappresenta una sfida di alto livello per il sindacato degli insegnanti. Una protesta, ormai alla seconda settimana e con le scuole che avrebbero dovuto aprire lunedì, portata avanti dall’intero corpo docente di 29mila insegnati, dalle superiori agli asili, ha ora chiare ripercussioni politiche, con il rischio di una battaglia sindacale lunga nella città di Obama, all'apice della campagna elettorale e guidata da un sindaco democratico.

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