Giustizia per Grenfell Tower

17 / 6 / 2017

In seguito al rogo della Grenfell Tower, pubblichiamo questo comunicato del Radical Housing Network di Londra. L’incendio del grattacielo di case popolari, che probabilmente ha fatto più di cento vittime, ha generato una ondata di disgusto e sorda rabbia nel Regno Unito. La catastrofe sta avendo un effetto moltiplicatore sulla crisi del Partito Conservatore, che già stava facendo i conti con un esito elettorale che invece di rafforzarne la maggioranza parlamentare lo costringe a un governo di minoranza. Cosa più importante, la connessione tra il rogo, decenni di attacchi allo stato sociale e le follie del mercato immobiliare londinese – salvadanaio di prima scelta per i capitali di tutto il mondo – sono sotto gli occhi di tutti e nemmeno i tabloid di Murdoch hanno facile gioco nell’addossare la colpa sulle vittime. Guardando le foto dei morti non può che balzare agli occhi, oltre alla linea “di classe”, quella “razziale”. Si tratta infatti per lo più di persone con origini extra-britanniche. E se i paesi precedentemente colonizzati sembrano di gran lunga maggioritari, ci sono anche Gloria Trevisan e Marco Gottardi, giovani delle provincie di Padova e Venezia che come molti di noi cercavano opportunità nel Regno Unito. Si tratta insomma di quella fetta di umanità che per decenni i media di destra (e non solo) hanno stigmatizzato come immeritevole di una piena cittadinanza e dei diritti di welfare che essa comporta. Le motivazioni addotte sono varie e fantasiose, ma mal nascondono l’assunto razzista della “preferenza nazionale”. Assunto di fondo che si declina poi nelle sue varianti per l’appunto nazionali, dall’“America first”, al “British jobs for British workers”, all’“Italia agli italiani!”. Ovviamente, in tutta questa fanfara, “nazionale” sta a significare legame “di sangue” al patrio suolo. Mentre in Italia continua il dibattito sullo ius soli, non dimentichiamo che l’orrore della Grenfeld Tower è stato possibile anche perché in molti hanno pensato che la fetta di umanità di cui sopra non fosse all’altezza di diritti “da paese sviluppato” e che valesse la pena di lasciare il welfare all’abbandono se ad “approfittarne” sono “gli immigrati”. Ecco il radioso futuro che ci riserva la viziosa sovrapposizione di classismo, razzismo e sessismo, particolarmente di moda nella nostra epoca. Nel pomeriggio di venerdì una manifestazione ha dato il via all’occupazione della sede amministrativa del Royal Borough of Kensington & Chelsea. Non tutti sono attratti da questo futuro.

Il Radical Housing Network, coalizione londinese di gruppi che lottano per la giustizia abitativa, dichiarano che il rogo di Grenfell è stata una tragica conseguenza dei tagli sistematici all’edilizia popolare combinati con l’indifferenza dell’amministrazione di quartiere in merito alla sicurezza degli abitanti e alle loro preoccupazioni. Per questo chiede #JusticeforGrenfell.

La catastrofe della Grenfell Tower era stata prevista da un’associazione di condomini residenti nell’edificio. Solo sette mesi fa, il Grenfell Action Group – membro del Radical Housing Network – avvertì che le insufficienze e l’atteggiamento negligente dell’amministrazione condominiale nell’applicazione delle norme di sicurezza erano: “gli ingredienti di una futura catastrofe”. L’allerta fu ignorata dall’amministrazione locale del Royal Borough of Kensington & Chelsea (RBKC).

Oggi sappiamo che Gavin Barwell, Chief of Staff del Partito Conservatore ed ex Ministro dell’Edilizia, ignorò un rapporto (1) che avvertiva che i condomini erano a rischio di incendio. Barwell è uno dei 312 deputati conservatori che l’anno scorso votarono contro una legge per rendere le case “adeguate all’abitare umano”.

Il Radical Housing Network considera il rogo come un orrendo esempio delle conseguenze combinate di tagli alla spesa pubblica, incompetenza delle autorità locali e puro disprezzo per gli inquilini delle case popolari e per le loro condizioni abitative. Si tratta di un atto di accusa contro le disuguaglianze abitative di Londra.

Un portavoce del Radical Housing Network ha dichiarato: “Il rogo di Grenfell è una tragedia tremenda quanto evitabile, della quale le autorità e i politici devono essere chiamati a rispondere. Gli abitanti delle case popolari di Grenfell non sono cittadini di seconda classe, eppure stanno sopportando un disastro impensabile nelle zone ricche di Kensington. L’ultimo governo, come molti che lo hanno proceduto, ha trascurato l’edilizia popolare e trattato gli inquilini come cittadini di seconda classe. 

“Ai livelli nazionale e locale, i politici hanno condannato l’edilizia popolare ad anni di tagli – abbandonando gli edifici allo sfacelo e alla privatizzazione. La riqualificazione, quando si è data, è stata ad uso e consumo dei palazzinari e degli speculatori, che traggono i loro profitti dai nuovi condomini di lusso costruiti sulle macerie delle abitazioni popolari. In tutta Londra, riqualificazione è sinonimo di sgomberi ed edilizia di scarsa qualità, mentre gli inquilini non hanno voce in capitolo sul futuro delle loro case.

“Diciamo basta al cronico declino delle case popolari e al disdegno nei confronti dei loro abitanti. È indecente che il Regno Unito del ventunesimo secolo non sia in grado di garantire abitazioni sicure, e che ogni notte gli inquilini delle case popolari non possano mettere i bambini a letto tranquillamente.

“Sosteniamo la rivendicazione di una inchiesta pubblica su questo disastro. La giustizia per Grenfeld è imperativa. Vogliamo le dimissioni immediate di Gavin Barwell, Chief of Staff di Theresa May, e di tutti coloro che hanno contribuito a questa tragedia con la loro negligenza. Tutti gli inquilini della Grenfell Tower devono ricevere abitazioni sicure e permanenti nel loro quartiere e il complesso di case popolari deve essere ricostruito in modo che non si perdano alloggi popolari. Non deve essere un’occasione per privatizzazioni e altri facili profitti.”

Nota:

Il Grenfeld Action Group aveva esposto le proprie preoccupazioni in una serie di post sul proprio sito (2) ma è stato ignorato dalle autorità competenti. Il gruppo aveva avvertito ripetutamente l’agenzia responsabile, la Kensigton & Chelsea Tenants Management Organisation (KCTMO) di seri problemi riguardanti la prevenzione di incendi, mettendo in luce l’assenza di strumenti di base come estintori e allarme antincendio funzionante su tutto il palazzo. L’amministrazione locale del Royal Borough of Kensington and Chelsea (RBKC) ignorò tali preoccupazioni e procedette con il suo piano di riqualificazione da 8,6 milioni di sterline.

Il Radical Housing Network è una coalizione londinese di gruppi che lottano per la giustizia abitativa. Il Grenfell Action Group è fa parte del RHN.

info@radicalhousingnetwork.org

radicalhousingnetwork.org 

http://www.mirror.co.uk/news/politics/theresa-mays-chief-staff-sat-10620357

https://grenfellactiongroup.wordpress.com/2017/06/14/grenfell-tower-fire/

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