Hannover - «No pasaran». Blocchi e scontri al congresso di Afd

3 / 12 / 2017

Si apre oggi ad Hannover seconda giornata del congresso federale di Afd, il partito di estrema destra diventato la terza forza della Germania in seguito alle recenti elezioni per il rinnovo dei membri del Bundestag (leggi un’intervista ad attivisti/e di Interventionistische-Linke rilasciata a Globalproject.info). Un congresso che verrà ricordato soprattutto per le manifestazioni di protesta con cui è stato accolto nella città della Bassa Sassonia. Fin dalla mattina, migliaia di manifestanti si sono radunati a poche centinaia di metri dalla sala che sta ospitando il congresso, per opporsi alle politiche xenofobe dell’AfD e bloccare l’ingresso ai delegati, ritardando per ore l’inizio del Congresso.

Manifestazione che assume un valore politico notevole, perché si inserisce nel quadro di instabilità creatosi in Germania dopo le elezioni e, soprattutto, dopo il fallimento di tutti i tentativi da parte di Angela Merkel di formare il nuovo governo. Instabilità che se da un lato regala ancora chance all’Afd di entrare nella compagine governativa, dall’altro sta determinando un nuovo protagonismo da parte dei movimenti sociali nella ricerca di un’opzione politica che segni il superamento sia degli assetti neoliberali che delle spinte nazional-populiste. Ed è sempre in questo quadro politico che si colloca la scelta di Afd di optare per una co-abitazione alla guida del partito per i prossimi due anni. I due leader eletti, che oggi verranno formalizzati dai delegati, sono Joerg Meuthen, di tendenze “moderate”, scelto con il 72% dei voti, e l’ultra-nazionalista Alexander Gauland, esponente dell'ala più radicale del partito, ripetutamente schieratosi «contro l’invasione straniera della Germania» e su posizioni dichiaratamente anti-islamiche. Il primo assumerà il ruolo ufficiale di "portavoce" del partito, il secondo di co-leader.

La manifestazione di ieri ha segnato un importante momento di ricomposizione per le varie anime dell’antifascismo e dell’antirazzismo militante, che da anni vanno acquisendo sempre più peso in Germania. «Nessuno può imporre cosa significhi essere tedesco, ci siamo sbarazzati dell'estrema destra nel secondo dopoguerra, possiamo farlo ancora» ha dichiarato un giovane dimostrante a Deutsche Welle. «No pasaran» è stato lo slogan utilizzato dalle varie organizzazioni presenti, con chiaro riferimento al motto usato contro i franchisti durante la Guerra Civile Spagnola. Secondo le stime dei vari organizzatori della mobilitazione, ieri hanno partecipato quasi 7 mila persone ai blocchi.

I manifestanti si sono radunati  nel centro di Hannover sin dalle prime ore dell'alba, per dirigersi nel luogo della convention intorno alle 7. La gran quantità di persone presenti all’azione ha sorpreso i vertici locali e nazionali della polizia. Agli agenti già presenti sul posto, che hanno iniziato fin da subito a schierarsi in assetto antisommossa, si sono infatti  uniti reparti provenienti da altre città tedesche. È la prima volta che si rende necessario in Germania uno spiegamento di forze di polizia così massiccio per un congresso di partito.

Le forze dell’ordine hanno  posizionato barriere e filo spinato attorno a tutte le strade che conducevano al centro congressi. Noncuranti delle temperature gelide, hanno utilizzato ripetutamente idranti, manganelli e spray al peperoncino per permettere l'ingresso dei delegati e disperdere i manifestanti. Le proteste sono proseguite per tutta la giornata, dilagando in tutta la città.

Negli scontri sono rimasti feriti sia agenti che manifestanti, secondo le dichiarazioni dei funzionari di polizia. Un attivista, trascinato in modo violento dagli agenti, ha riportato una frattura alla gamba.

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